10 novembre: contro il governo e contro il decreto Pillon

La manifestazione di Roma e le altre 100 piazze

10 NOVEMBRE, MANIFESTAZIONE NAZIONALE | UNITI E SOLIDALI CONTRO IL GOVERNO, IL RAZZISMO E IL DECRETO SALVINI

Ore 14 piazza della Repubblica, Roma

L’assemblea che si è svolta domenica 14 ottobre a Roma, dopo un’intensa discussione che ha fatto emergere l’urgenza di una presa di parola collettiva contro la deriva razzista e fascista del paese, ha deciso di lanciare una sfida al governo cogliendo il tempo della conversione in legge del Decreto Salvini su immigrazione e sicurezza…, considerato un preoccupante attacco generalizzato ai diritti e alle libertà di tutti e tutte.

Di seguito i punti della piattaforma approvata e l’appello a tutte le realtà sociali e politiche, ai cittadini e alle cittadine di aderire e partecipare.

È il momento di reagire, mobilitarsi e unirsi contro gli attacchi del governo, a cui Minniti ha aperto la strada, contro l’escalation razzista e il decreto Salvini che attacca la libertà di tutte e tutti.

- Per il ritiro immediato del Decreto immigrazione e sicurezza varato dal governo. NO al disegno di legge Pillon.

- Accoglienza e regolarizzazione per tutti e tutte.

- Solidarietà e libertà per Mimmo Lucano! Giù le mani da Riace e dalle ONG.

- Contro l’esclusione sociale.

- No ai respingimenti, alle espulsioni, agli sgomberi.

- Contro il razzismo dilagante, la minaccia fascista, la violenza sulle donne, l’omofobia e ogni tipo di discriminazione.

https://www.facebook.com/indivisibili10novembre/photos/a.936758059867588/937122283164499/?type=3&theater

Per queste ragioni convochiamo una MANIFESTAZIONE NAZIONALE pacifica, solidale, accogliente e plurale per sabato 10 novembre a Roma.

Piattaforma approvata dall’assemblea antirazzista del 14 ottobre a Roma

Per informazioni e adesioni: 10novembre18@gmail.com 


Di seguito la lista delle realtà organizzate nazionali e locali  (394 ADESIONI –  al 7 novembre) che hanno deciso di aderire alla piattaforma della manifestazione nazionale del #10novembre “Uniti e solidali contro il governo, il razzismo e il decreto Salvini”
da: https://www.facebook.com/events/155785395376127/permalink/165949414359725/

10 novembre: 1, 10, 100 piazze per fermare il Ddl Pillon

Il disegno di legge proposto dal Senatore Pillon sulla revisione delle norme in materia di separazione, divorzio e affido dei minori ci porta indietro di 50 anni e trasforma le vite degli ex coniugi e dei loro figli/e in un percorso a ostacoli.

A parole vorrebbe conciliare i loro problemi, ma di fatto crea maggiori contrasti, imponendo regole che stravolgerebbero la vita proprio di quei figli che vorrebbe tutelare. L’iniziativa legislativa mira, infatti, a ristabilire il controllo pubblico sui rapporti familiari e nelle relazioni attraverso interventi disciplinari, con una compressione inaccettabile dell’autonomia personale dei/delle singoli/e.

Diciamo NO alla mediazione obbligatoria

perché la mediazione ha come presupposto la scelta volontaria delle parti e relazioni simmetriche non segnate dalla violenza. Nella proposta Pillon, l’obbligo di mediazione viola apertamente il divieto previsto dall’art. 48 della Convenzione di Istanbul, mette in pericolo le donne che fuggono dal partner violento, oltre a generare uno squilibrio tra chi può permettersi questa spesa e chi non può perché non è previsto il patrocinio per i meno abbienti.

Diciamo NO all’imposizione di tempi paritari e alla doppia domiciliazione/residenza dei minori

che comportano la divisione a metà dei figli/e considerati alla stregua di beni materiali. Il principio della bigenitorialità, così applicato, lede il diritto dei minori alla stabilità, alla continuità, e all’espressione delle loro esigenze e volontà, riportando la genitorialità al concetto della potestà sui figli anziché a quello della responsabilità, già acquisito in sede europea e italiana come principio del rapporto genitori/figli.

Diciamo NO al mantenimento diretto

perché presuppone l’assenza di differenze economiche di genere e di disparità per le donne nell’acceso alle risorse, nella presenza e permanenza sul mercato del lavoro, nei livelli salariali e nello sviluppo della carriera.   Cancellare l’assegno di mantenimento a favore dei figli dà per scontato che ciascun genitore sia nella condizione di dare al figlio pari tenore di vita. Ciò nella maggioranza dei casi non è vero, come i dati Istat confermano. La disparità di capacità economiche dei genitori comporterà una disparità di trattamento dei figli quando saranno con l’uno o l’altro genitore.

Diciamo NO al piano genitoriale

perché incrementa le ragioni di scontro tra i genitori e pretende di fissare norme di vita con conseguenti potenziali complicazioni nella gestione ordinaria della vita dei minori. Non si possono stabilire in via preventiva quali saranno le esigenze dei figli, che devono anche essere differenziate in base alla loro età e crescita. Il minore con il Ddl Pillon diventa oggetto e non soggetto di diritto.

Diciamo NO all’introduzione del concetto di alienazione parentale

proposto dal Ddl che presuppone esservi manipolazione di un genitore in caso di manifesto rifiuto dei figli di vedere l’altro genitore, con la previsione di invertire il domicilio collocando il figlio proprio presso il genitore che rifiuta. E conseguente previsione di sanzioni a carico dell’altro che limitano o sospendono la sua responsabilità genitoriale. Si contrasta così la possibilità per il minore di esprimere il suo rifiuto, avversione o sentimento di disagio verso il genitore che si verifichi essere inadeguato o che lo abbia esposto a situazioni di violenza assistita.

Saremo per questo in piazza in tante città del paese il 10 novembre

per una mobilitazione generale che coinvolga donne e uomini della società civile, del mondo dell’associazionismo e del terzo settore, ordini professionali e sindacati, tutti i cittadini che ritengono urgente in questa complessa fase politica ripristinare la piena agibilità democratica e contrastare la crescente negazione dei diritti e delle libertà a partire dalla libertà delle donne.

#FermatePillon. #FermiamoPillon

Promosso da:

  • D.i.Re Donne in rete contro la violenza
  • Udi Unione donne in Italia
  • Pangea
  • Telefono Rosa
  • Maschile Plurale
  • CAM Centro di ascolto uomini maltrattanti
  • CGIL Confederazione generale italiana del lavoro
  • UIL Unione italiana del lavoro
  • Rebel Network
  • NUDM Non una di meno
  • CISMAI Coordinamento italiano servizi maltrattamento all’infanzia
  • ARCI
  • Rete Relive
  • Educare alle Differenze
  • BeFree
  • Federico nel Cuore
  • Movimento per l’Infanzia
  • Le Nove
  • Terre des hommes
  • Associazione Manden
  • CNCA Coordinamento nazionale comunità d’accoglienza        QUESTA IMMAGINE sui “brutti tempi che corrono” (e ai quali ci opponiamo non con funerali ma riempiendo le piazze) è di VINCENZO APICELLA: la “bottega” vuole così ricordare il grande vignettista e compagno morto pochi giorni fa.
Redazione
La redazione della bottega è composta da Daniele Barbieri e da chi in via del tutto libera, gratuita e volontaria contribuisce con contenuti, informazioni e opinioni.

5 commenti

  • Pur avendone la testa piena della situazione che si è creata nel nostro paese, anche a causa di una parte del popolo italiano, oggi molto probabilmente non andrò.

    Non andrò per la grande stanchezza che mi assedia.

    Non andrò perché i compagni residuali non mi convincono affatto.

    Non andrò perché nessuno mi ascolta. Non sono un leader e nemmeno un compagno conosciuto e riconosciuto. Tutte le organizzazioni umane sono gerarchiche, autoritarie e mafiose. Ed io mi rifiuto di continuare a fare da maggioranza silenziosa o, al massimo, da gregario.

    Eguaglianza e libertà.

    Da una parte sola, dalla parte di chi non ha e non è nulla.

    Socialismo.

  • domenico stimolo

    Molto grande e partecipata la manifestazione a Roma. Bene, molto bene. C’è un’Italia di grande consistenza che resiste

    Chi ha seguito la diretta ( da parte mia ho visto la diretta del sito La Repubblica, durata oltre 150 minuti) ha avuto maniera di capire dalle immagini la grandezza del corteo.

    Gli organizzatori hanno ufficialmente comunicato una presenza di 100.000 persone.

    Il Tg1 delle 20.00 ha parlato di diverse decine di migliaia di partecipanti. Lo stesso il Tg2.

    Poi, a leggere il sito de “ Il Fatto quotidiano” si apprende nel corpo dell’articolo intitolato “ Roma, corteo contro il razzismo. Applausi per Mimmo Lucano” che “ in CENTINAIA hanno sfilato con bandiere e cartelloni….”. Inoltre, nessun cenno ai tanti bus fermati dalle forze dell’ordine, con perquisizioni, identificazioni dei partecipanti, e controllo degli striscioni.

    “ Benedetti” occhiali rotti.
    E’ sempre utile portarsi gli occhiali di ricambio quando si va a seguire le manifestazioni esterne! La matematica, specie quando si tratta di diversi 0 mancanti, non è mai un’opinione.
    ESTERNO vivo sgomento.

  • domenico stimolo

    …centinaia….migliaia….decine di migliaia….
    Giusto ( per chi non c’era) per constatare direttamente

    Ripresa VIDEO della manifestazione ( durata 2h 44’)
    Roma, corteo nazionale contro il razzismo e il decreto Salvini

  • Appello degli artisti per Riace

    La comunità dell’arte in Italia si schiera con Riace, simbolo di
    un’esperienza concreta di convivenza tra i popoli e di una
    comprensione, altrettanto concreta, della complessità del tempo che
    viviamo.
    Tutti noi ci chiediamo cosa sia accaduto a quella cultura
    dell’inclusione e della convivenza che dal secondo dopoguerra per
    decenni abbiamo costruito tra molte difficoltà e contraddizioni, e con
    stupore scopriamo che alla fine del secondo decennio del nuovo
    millennio è diventato importante, anzi necessario, dichiararsi contro
    il razzismo, contro un’idea di nazione che si concentra sulla difesa
    dei propri confini fisici e culturali, ma anche per la difesa dei
    lavoratori e delle volontà delle comunità locali sempre più
    assoggettate alle regole di un’economia finanziaria globale.
    La risposta che ci diamo è che tutto ciò è il risultato della
    sottovalutazione colpevole, da parte di tutti noi, di quel processo di
    semplificazione e d’involuzione che la politica, quella che governa le
    nostre comunità, ha attuato negli ultimi venticinque, trent’anni.
    Un processo che oggi raggiunge il suo compimento con l’attuazione di
    una strategia della confusione dietro la quale è perpetrato l’inganno.
    Il nostro schierarci con Riace è dunque un’opposizione finalmente
    concreta ad una pratica politica che come intellettuali e artisti non
    possiamo più accettare. È la dichiarazione di un risveglio collettivo
    della cultura italiana che pretende una centralità nella vita delle
    nostre comunità, e che intende impegnarsi in prima persona su questo
    fronte.
    Riace è per noi solo il primo passo, il riconoscimento della forza di
    un simbolo che non riguarda solo la possibilità di una vera
    inclusione, ma che pertiene alla possibilità concreta di una crescita
    delle comunità su valori ed elementi che, prima e dopo il loro essere
    azione politica, sono consistenza culturale.
    Il 17 e il 18 novembre 2018 l’arte contemporanea e la cultura italiana
    sarà a Riace.

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