Lo sciopero mondiale per il clima (e oltre)

Un appello agli studenti italiani e un testo di Sergio Sinigaglia

 

Lettera agli studenti

Nel 1967, più di 50 anni fa, un gruppo di ragazzi guidati da Don Lorenzo Milani, dopo la bocciatura di alcuni di loro agli esami per la maturità magistrale, decisero di scrivere una lettera ad una professoressa immaginaria di quel tempo, in cui la scuola era fortemente selezionatrice e, con le bocciature, censurava anche i modelli scolastici come quello innovativo e radicale della Scuola di Barbiana.

Oggi, che i nodi del modello di sviluppo occidentale stanno venendo al pettine con i cambiamenti climatici e tutte le conseguenze ad essi connesse, ci sentiamo di scrivere questo messaggio a voi studenti per stimolarvi a prendere in mano la situazione. Esattamente come chiede Greta Thunberg, la giovane svedese che nonostante i suoi 16 anni mostra una maturità politica da fare invidia ad ogni adulto. In un’intervista al Guardian ha detto: Ho sentito parlare per la prima volta di cambiamento climatico quando avevo otto anni. Ho imparato che è una cosa creata dagli esseri umani. Mi dicevano di spegnere le luci per consumare meno elettricità e di riciclare la carta. Era strano, pensavo, che fossimo in grado di cambiare l’intera faccia del pianeta e il prezioso strato di atmosfera che lo rende la nostra casa: se eravamo capaci di fare questo, perché non ne sentivo parlare ovunque? Perché il clima non era la prima cosa di cui sentivo parlare quando accendevo la tv? Titoli, programmi radiofonici, giornali: non avrei dovuto sentir parlare d’altro, come se fosse in corso una guerra mondiale. Però i nostri leader politici non ne parlavano mai. Se usare i combustibili fossili minaccia la nostra esistenza, come è possibile che continuiamo a usarli? Perché non ci sono dei limiti? Perché non è illegale farlo? Perché nessuno parla dei pericoli del cambiamento climatico che è già in corso? E del fatto che duecento specie animali si estinguono ogni giorno? Ho la sindrome di Asperger e per me le cose sono bianche o nere. Guardo le persone che sono al potere e mi chiedo perché hanno reso le cose così complicate. Sento la gente dire che il cambiamento climatico è una minaccia alla nostra esistenza, però tutti vanno avanti come se niente fosse. Non possiamo più salvare il mondo rispettando le regole perché le regole devono essere cambiate. Se vivrò cent’anni, sarò ancora qui nel 2103. Quello che facciamo o non facciamo ora condizionerà tutta la mia vita e quella dei miei amici, dei nostri figli e dei loro nipoti. Gli adulti ci hanno deluso. E dato che la maggior parte di loro, compresi giornalisti e politici, continuano a ignorare la situazione, dobbiamo agire, oggi”

Sulla chiamata di Greta, molti studenti di tutta Europa hanno iniziato a ritrovarsi, ogni venerdì, di fronte ai palazzi del potere, in Belgio, Germania, Svezia, Olanda, Australia, Stati Uniti, Svizzera, Regno Unito….. semplicemente per stare con i loro cartelli che chiedono conto agli adulti, “Dite di amare i vostri figli più di ogni cosa, invece gli state rubando il futuro”. Molti studenti in molte nazioni, ma ancora molto pochi in Italia. Non notiamo in Italia lo stesso fermento che c’è all’estero e se dovesse essere perché pensate che i cambiamenti climatici non vi riguardano, vorremmo dirvi che vi sbagliate di grosso: niente più di questo fenomeno influirà sul vostro futuro, perché avrà effetti sulla disponibilità di acqua, sulla produzione di cibo, sulla sicurezza dei territori, sulle migrazioni.

Vorremmo darvi un consiglio: fate emergere tutto l’egoismo che è in voi per difendere il vostro futuro, perché se la temperatura terrestre continuerà a salire la vostra vita sarà un inferno.

Dunque parlatene, studiate, confrontatevi con gli esperti (le autogestioni potrebbero essere delle buone occasioni….) e poi alzate la voce per inchiodare chi può decidere alle sue gravi responsabilità.

La mattina del prossimo 15 marzo è indetto uno sciopero mondiale per il clima, promosso proprio dagli studenti. Non mancate questa occasione per iniziare un percorso: abbiamo poco tempo per rimediare ma possiamo ancora farlo. Ci avete prestato il futuro ed è tempo che lo riprendiate nelle vostre mani per renderlo sicuro, possibile e vivibile, non credete?

Francesco Gesualdi – Centro Nuovo modello di Sviluppo (già allievo di Barbiana e co-autore di Lettera a una professoressa)

Sergio Venezia (Associazione CO-Energia – Progetti collettivi di Economia Solidale)

Oreste Magni (Eco-istituto Valle del Ticino)

Amalia Navoni (Coordinamento Lombardo Nord-Sud)

Roberto Burlando (Docente di Economia Università di Torino)

Mario Agostinelli (Associazione Energia Felice e Laudato Sii)

Lidia Di Vece (Federazione Italiana Economia del Bene Comune)

Tonino Perna (ECOLANDIA – Parco Ludico Ecologico Ambientale)

Alberta Cardinali (Rete GAS Marche che aderiscono ad ADESSO PASTA!)

Don Virginio Colmegna (Fondaz. Casa della Carità – Ass. Laudato Sii)

Luca Mercalli (Metereologo – NIMBUS Società Metereologica Italiana)

15-23 marzo: clima, crescita, catastrofe e decrescita

di Sergio Sinigaglia (*)

Venerdì prossimo decine di città europee e non solo, vedranno scendere in piazza migliaia di giovani in occasione dello sciopero internazionale per il clima. Una settimana dopo, sabato 23, a Roma si terrà una grande manifestazione nazionale sugli stessi contenuti e contro le grandi opere. Due appuntamenti rilevanti che rilanciano alla grande il movimento socioecoambientalista.

In particolare la giornata del 15 assume una importanza notevole. L’aspetto sicuramente centrale, come hanno evidenziato molti commenti, è sicuramente il protagonismo di una nuova generazione, i cosiddetti millennials che finalmente sembrano aver rotto gli indugi e intendono prendere nelle proprie mani il loro destino. Dopo il movimento altermondialista, quello di “occupy” e degli indignados, una nuova leva, fatta di giovanissimi, assume rilievo internazionale. Soprattutto stravolge una visione del tempo ormai da anni appiattita su un infinito presente, con l’annullamento della memoria del passato e ancora di più di qualunque progettualità futura. E infatti proprio sul futuro del nostro pianeta è impostata l’analisi e l’attenzione del nuovo movimento. In completa sintonia con il “principio responsabilità” di Hans Jonas, questi giovanissimi mettono al centro del loro agire politico la denuncia del vicolo cieco in cui il Sistema sta conducendo la nostra e le altre specie viventi. In questo scenario c’è un grosso rischio. Si tratta del tentativo dello stesso Sistema, con i mezzi di comunicazioni di massa in prima fila, di convogliare il tutto in una generica e indistinta “melassa ambientalista”, dando delle gran pacche sulle spalle a questi “bravi ragazzi”, favorendo l’affermazione di una denuncia superficiale, senza che il dito venga puntato nella giusta direzione. Come spesso capita in questi casi l’invito perentorio è di “non ideologizzare” la protesta.

Significativo l’articolo apparso sul settimanale tedesco Die Ziet, riportato da Internazionale, dove dopo aver sottolineato che “un elemento chiave della protesta è che la politica ambientale non è più una questione ideologica” ricorda come “qualche anno fa molti avrebbero temuto che la sinistra radicale stesse usando il pretesto delle politiche ambientali per promuovere una trasformazione del sistema politico e sociale” e prosegue ricordando come “la scienza non ha nulla a che fare con l’ideologia. Non in una democrazia liberale , di cui anzi è uno dei fondamenti”. Una considerazione a cui si aggiunge una frase contenuta nel rapporto Ipcc del 2018 dove si legge che “per limitare il riscaldamento globale c’è bisogno di cambiamenti rapidi, radicali e senza precedenti in tutti i settori della società”. E conclude sottolineando come “la crescente deideologizzazione della crisi climatica permette alla protesta studentesca di aver una prospettiva vastissima”.dato che si batte “per un principio profondamente liberale radicato nelle nostre democrazie: la maggiore felicità per il maggior numero di persone”.

Invece, con buona pace del commentatore del settimanale tedesco, bisogna fare proprio il contrario: ideologizzare al massimo la protesta, mettendo in discussione radicalmente il grande impianto ideologico costruito in questi anni dal “sistema liberale” che sta alla base della devastazione del nostro pianeta. Sul banco degli imputati deve salire la dittatura di mercato che ha ridotto il mondo a un grande mercato globale, mercificando ogni aspetto della nostra vita. Ancella preziosa del furore capitalista è stata proprio quella “democrazia liberale”, ormai un feticcio, glorificata dai mass media di regime di ogni latitudine. Con il mantra sintetizzato nel “there is not alternative”, non c’è nessuna alternativa, si è preclusa, almeno nelle intenzioni, qualunque possibilità di prospettare un radicale cambio di paradigma. Ma non basta. Accanto alla denuncia della deriva a cui il capitalismo ha condotto l’umanità, c’è un altro aspetto fondamentale, che va oltre l’anticapitalismo e chiama in causa l’altra grande ideologica negativa che sta alla base della narrazione del Potere.

La centralità della “crescita”, emblematicamente rappresenta dal “Partito del Pil” che tra i suoi adepti annovera componenti che vanno dai liberisti agli apologeti del produttivismo di “sinistra”, in tutte le sue versioni, da quella “moderata” a quella “radicale”. Fino, paradossalmente, allo stesso mondo ambientalista, con la mistificante “green economy”. Il pensiero unico di questa concezione del mondo ha come comune denominatore appunto la necessità delle “crescita” a tutti i costi. Ignorando che se in effetti ha ragione il rapporto Ipcc per il quale sono necessari “cambiamenti rapidi e radicali”;ciò significa andare nella direzione diametralmente opposta a quella indicata dai sostenitori della “crescita”. Ecco perché da tempo si è andata affermando, prima in una nicchia ristretta, negli anni Novanta del secolo scorso, poi in una cerchia sempre più vasta fino a conquistare ampi settori dei movimenti e dell’opinione pubblica, una scuole di pensiero che ha fatto proprio il concetto di “decrescita”, a cui per indorare la pillola ha aggiunto l’aggettivo “felice”. Ma di questo si tratta: se la crescita a dismisura è una evidente follia, se il compulsivismo consumista e produttivista (capitalista e “socialista”) ha creato i presupposti per l’estinzione della nostra e delle altre specie (e tutti gli indicatori purtroppo stanno a mostrare come probabilmente stiamo chiudendo la classica stalla quando i buoi sono già scappati), dobbiamo andare nella direzione opposta. Produrre radicalmente di meno, lavorando quindi molto di meno e meglio, così come drasticamente diminuire il livello dei consumi. Non si tratta di tornare indietro di decenni, ma di modificare stili di vita, abitudini, e lo stesso sistema produttivo a partire, come evidenziano da tempo non pochi economisti, dalla capacità di durata del prodotto. Lo stesso Latouche in un saggio di anni fa, arrivava a prendere come modello il livello di consumo dell’inizio degli anni Settanta, quindi non certamente un riferimento di società propriamente pauperistico. In sostanza si tratta di mettere in discussione le basi del sistema in cui viviamo e innescare una rivoluzione radicale, sostituendo all’ideologia capitalista (e socialista novecentesca), produttivisa e anche “industrialista”, un progetto di società completamente alternativo che potenzialmente si manifesta già in tutta una serie di esperienze comunitarie sparse nel pianeta. Dove democrazia di base, giustizia sociale, cercano di essere praticate insieme a una visione ecologista dei rapporti con il contesto e le altre specie.

In conclusione, è auspicabile che questi contenuti entrino apertamente nell’agenda politica del nuovo movimento di giovani che sta nascendo. Una parte di coloro che il 23 manifesteranno a Roma li ha già fatti propri.

(*) ripreso da www.arvultura.it

LE IMMAGINI SONO “RUBATE” – grazie Roberto – A DUE MURI durante un recente viaggio in Marocco.

Redazione
La redazione della bottega è composta da Daniele Barbieri e da chi in via del tutto libera, gratuita e volontaria contribuisce con contenuti, informazioni e opinioni.

4 commenti

  • sergio falcone

    https://youtu.be/ToDXlT7KWyU

    MADRE TERRA (INNO SPONTANEO)

    Neil Young

    Oh, Madre Terra,
    Con le tue distese di verde
    Ancora una volta sacrificate
    Dalla mano affamata
    Per quanto tempo ancora
    Potrai dare senza ricevere
    E sfamare questo mondo
    dominato dall’avidità,
    E sfamare questo mondo
    dominato dall’avidità?

    Oh, sfera di fuoco
    Nel cielo d’estate
    La tua benefica luce,
    il tuo continuo sorgere,
    Sono stati traditi
    Dai potenti
    Che questo mondo tengono in pugno
    Con le loro menzogne,
    Che questo mondo tengono in pugno
    Con le loro menzogne?

    Oh, terra della libertà
    Puoi lasciare che tutto questo accada
    Giù per le strade
    dove le folle s’ingrossano?

    Rispetta Madre Terra
    e i suoi processi di guarigione
    O finirai col vendere
    Il futuro dei nostri figli
    O finirai col vendere
    Il futuro dei nostri figli

    Rispetta Madre Terra
    e i suoi processi di guarigione
    O finirai col vendere
    Il futuro dei nostri figli

  • sergio falcone

    https://youtu.be/NkiRR3T_3NY

    CHI VUOLE RIBELLARSI E SALVARE LA TERRA?

    Neil Young

    Proteggere la natura selvaggia
    Il bambino di domani
    Proteggere il territorio
    Dall’avidità dell’uomo

    Abbattere le dighe
    Ribellarsi al petrolio
    Proteggere le piante
    E rinnovare il terreno

    Chi vuole ribellarsi e salvare la Terra?
    Chi vuole dire che ne ha avuto abbastanza?
    Chi vuole prendere parte alla grande mobilitazione?
    Chi vuole ribellarsi e salvare la Terra?

    Tutto questo inizia con voi e me!

    Dannare le dighe
    Salvare i fiumi
    Far morire di fame gli “acquirenti”
    E nutrire i “venditori”

    Costruire un sogno
    Salvare il mondo
    Siamo noi le persone
    Conosciute come “la Terra”

    Chi vuole ribellarsi e salvare la Terra?
    Chi vuole dire che ne ha avuto abbastanza?
    Chi vuole prendere parte alla grande mobilitazione?
    Chi vuole ribellarsi e salvare la Terra?

    Tutto questo inizia con voi e me!

    Bandire il combustibile fossile
    Tracciare la linea
    Prima che si costruisca
    Un altro gasdotto

    Bandire la fratturazione idraulica ora
    Salvare le acque
    E costruire una vita
    per i nostri figli e le nostre figlie

    Chi vuole ribellarsi e salvare la Terra?
    Chi vuole dire che ne ha avuto abbastanza?
    Chi vuole prendere parte alla grande mobilitazione?
    Chi vuole ribellarsi e salvare la Terra?

    Tutto questo inizia con voi e me!

    Chi vuole ribellarsi?
    Chi vuole ribellarsi?
    Chi vuole ribellarsi?
    Chi vuole ribellarsi?

    Chi vuole ribellarsi?

  • In Sardegna anche la SARAS dei fratelli Moratti prende posizione sul Fridaysforfuture. A modo suo…
    https://www.vitobiolchini.it/2019/03/15/pensierini-2-anche-la-saras-di-sarroch-festeggia-il-fridaysforfuture-ecco-come/

  • domenico stimolo

    Sing for the Climate
    CANTO PER IL CLIMA con le note di “Bella ciao”

    In difesa della nostra Gaia Terra e dell’Ambiente con la musica di “ Bella ciao”, la canzone di lotta partigiana per la libertà contro il nazifascismo

    https://www.youtube.com/watch?v=XGgBtHoIO4g

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