20 marzo, ore 11: «Italia chiamò»

db ci ragiona e non canta

Che bello! Canterete tutti insieme «Fratelli d’Italia» (se c’è anche una versione «sorelle» non la conosco).

Da grandi terrazze e minuscoli balconi, da finestre invisibili e gigantesche vetrate si leverà un solo coro. Il padrone che sfrutta gli operai (italiani ma anche stranieri) intonerà «s’è desta». Subito dopo «dell’elmo di Scipio» si “cingeranno” la testa i senza casa e quelli che vivono in baracche umide (o peggio): tutti felici perchè il costruttore Caltagirone ha appena annunciato “donazioni”.

Molti italiani «son pronti alla morte» perchè lavorano senza protezioni, ben prima del corona virus.

Si sa che la «gloria è schiava di Roma» (ma anche di Milano e Verona, capiamoci) e perciò vi stringerete nel canto: guerrafondai e chi a loro si oppone, chi ha soldi per una quarantena dorata e chi non sa più come tirare avanti, tutti uniti.

Com’è? «Iddio la creò» e dunque potrete intonare insieme anche questo verso che fa dimenticare le lievi differenze fra Liliana Segre e i fascisti, fra gli atei e i catto-reazionari, fra i pochi straricchi e i tanti poveri, fra gay e omofobi, fra chi negli anni ha picconato la sanità pubblica e chi l’ha difesa. E fra Radio Radicale e Radio Maria che si sono unite (vedi sotto) nel promuovere questo libero canto patriottico.

«Stringiamoci a coorte»; forse è il momento che – per intonare questo bel concetto – il marito insista perchè la moglie, picchiata poco prima e ancora scossa per il recente stupro casalingo, alle 11 si affacci a cantare con lui: la famiglia prima di tutto. E così anche i figli dimenticheranno lividi e paure.

Sì, è una gran bella idea cantare tutti insieme «Fratelli d’Italia» e sventolare bandiere tricolori.

Sento ripetere che siamo in guerra. Dunque obbedire, non pensare, tutti eguali: «il rancio è ottimo e abbondante, il morale alto, morte ai traditori, w la patria, su cantiam».

Dobbiamo essere uniti. Avvelenatori e avvelenati, sfruttati e sfruttatori, boia e brava gente. Chi ha letto «Italiani, brava gente» (di Angelo Del Boca) andrà a braccetto con chi a malapena capisce «La gazzetta dello sport». Chi sputa sulla Resistenza e sulla Costituzione è italiano quanto chi crede nei diritti universali.

Nei giorni scorsi alcune persone hanno comprato barattoli di fagioli (servono sempre) e altre si sono date allo shopping in armeria (non si sa mai): minime differenze che scompaiono quando tutti insieme canterete l’inno.

Chi dopo il corona virus sarà moooooooolto più ricco e chi si impoverirà… sono comunque italiani: alle 11 orgogliosamente urlatelo al mondo.

Vi stringerete idealmente nel coro a Berlusconi (tessera P2 1816) e a Salvini (49milioni spariti). Magari scoprirete che Giorgia Meloni è intonata oppure che qualcuno degli assassini di Stefano Cucchi o di Federico Aldrovandi ha una voce tenorile.

Cantate tutti insieme. Contro il nemico chiunque sia. E per l’Italia, qual che sia.

Io non ci sarò.

 

INFORMAZIONI UFFICIALI (copiate dalla rete) SU QUESTA GRAN STRONZATA.

«L’appuntamento è per venerdì 20 marzo, alle 11. A quell’ora, per la prima volta nella storia del nostro Paese, tutte le radio d’Italia, nazionali e locali, su tutte le piattaforme fm, dab, in televisione e in streaming sui siti e sulle app delle radio, l’inno di Mameli e tre canzoni che hanno fatto la nostra storia. E’ “La radio per l’Italia“, l’iniziativa pensata per dare un segnale di conforto e di unione in questo momento difficile per l’emergenza coronavirus. 

Parteciperanno all’iniziativa le emittenti radiofoniche nazionali: Rai Radio 1, Rai Radio 2, Rai Radio 3, Rai Isoradio, M2O, R101, Radio 105, Radio 24, Radio Capital, Radio Deejay, Radio Freccia, Radio Italia Solomusicaitaliana, Radio Kiss Kiss, Radio Maria, Radio Monte Carlo, Radio Radicale, Radio Zeta, RDS 100% grandi successi, RTL 102.5, Virgin Radio».

LA VIGNETTA E’ DI SCALARINI, purtroppo meno famoso di Amedeus (il Pilato dei nostri giorni).

 

Daniele Barbieri
Un piede nel mondo cosiddetto reale (dove ha fatto il giornalista, vive a Imola con Tiziana, ha un figlio di nome Jan) e un altro piede in quella che di solito si chiama fantascienza (ne ha scritto con Riccardo Mancini e Raffaele Mantegazza). Con il terzo e il quarto piede salta dal reale al fantastico: laboratori, giochi, letture sceniche. Potete trovarlo su pkdick@fastmail.it oppure a casa, allo 0542 29945; non usa il cellulare perché il suo guru, il suo psicologo, il suo estetista (e l’ornitorinco che sonnecchia in lui) hanno deciso che poteva nuocergli. Ha un simpatico omonimo che vive a Bologna. Spesso i due vengono confusi, è divertente per entrambi. Per entrambi funziona l’anagramma “ride bene a librai” (ma anche “erba, nidi e alberi” non è malaccio).

27 commenti

  • CONCORDO TOTALMENTE! BRAVO
    e aggiungo un frammento di un interessante contributo del CENTRO DI RICERCA PER LA PACE

    Disinquinare il linguaggio
    Dinanzi a questioni complesse occorre ragionare, non ripetere meccanicamente motti insensati.
    Chi continua a vociferare che “siamo in guerra” e che “andra’ tutto bene” con le sue parole rivela solo di essere un fascista ed un irresponsabile, ovvero una vittima della violenza e della stupidita’ dei potenti.
    Non siamo in guerra, ed anzi siamo di fronte a una tragedia che richiede all’umanita’ di cessare tutte le guerre e di unirsi in un impegno comune per il bene comune, che richiede all’umanita’ la scelta dell’universale fraternita’ e sorororita’: la scelta nitida e intransigente, concreta e coerente, della nonviolenza accudente e liberatrice.
    E non andra’ tutto bene se non vi sara’ l’impegno persuaso ed attivo di ogni persona, di ogni cellula sociale, di ogni struttura civile e di ogni istituzione democratica a fare al meglio quanto possibile e necessario secondo scienza e coscienza: a contrastare tutte le morti e tutte le iniquita’, a prendersi cura di ogni persona e dell’intero mondo vivente, unica casa comune che abbiamo.
    Abbandonare il linguaggio bellico e’ uscire dall’ideologia della violenza, e’ iniziare a pensare e praticare la condivisione del bene e dei beni, la responsabilita’ nella verita’, la pace con mezzi di pace, il diritto come riconoscimento di dignita’ ed eliminazione degli abusi, la solidarieta’ come liberazione comune dall’oppressione e come convivenza di tutte e tutti nel riconoscimento dell’eguaglianza di diritti e della preziosa diversita’ di ogni persona.
    Abbandonare la falsa consolazione delle ingenue illusioni e’ uscire dalla subalternita’ al disordine costituito ed assumere nelle proprie mani il compito di inverare l’umanita’ dell’umanita’.
    Dire la verita’.
    Negare il consenso alla menzogna e all’abuso.
    Opporsi a tutti i poteri oppressori.
    Soccorrere, accogliere, assistere ogni persona bisognosa di aiutogiungo un interessanye contributo

  • Fabio Troncarelli

    Viva scalarini!

    Nostra patria è il mondo intero…

  • pienamente d’accordo, tanto più considerato che “fratelli” non mi comprende
    ed è sempre un buon giorno per vivere, non per morire, come dice un cheyenne, oltretutto veterano, di nostra conoscenza

  • Giorgio Chelidonio

    “Fratelli d’Italia” non mi ha mai convinto , figuriamoci da quando i fascisti de noantri” l’hanno abusato come “marchio” di parte. E a questo proposito: come mai che nessuno li ha mai inquisiti per questo palese abuso?
    Quanto allo slogan da cantare..preferivo le Sorelle Bandiera (dai riesumiamole !!)

  • nicoletta folli

    mi sono presa la mia dose d’insulti per aver sostenuto che anche in questa situazione si può mantenere il diritto di critica. Non si deve perchè il momento è grave…Insulti e dell’incompetente presuntuosa. Quando lo stesso WHO OMS ammette di non sapere.
    Spero non ci ritroveremo tra qualche mese ad esserci passati tutti il virus e ad essere diventati un popoli di fobici, asociali, persecutori dei podisti…

  • maria paola saci

    Concordo anch’io. L’unanimismo è una coperta che nasconde le cause, gli effetti, e tutte le differenze che Daniele ha elencato. Perciò non canterò, anche se rivendico, contro l’appropriazione abusiva di fascisti e nazionalisti fascistoidi, l’Inno di Mameli, democratico, morto giovanissimo difendendo la democraticissima e avanzatissima Repubblica romana insieme a giovani di tutta l’Europa.
    Un saluto a tutti

    Maria Paola Saci

  • sandro sardella

    I mecenati o magnati o magnaccioni che tirano fuori poderose donazioni .. spesso sono gli stessi che hanno spolpato e fatto spolpare la sanità e la scuola ..
    come posso sentir riprendere il ritornello “siamo sulla stessa barca!” .. senza avere una profonda nausea .. è devastante vedere medici ed infermieri .. ora chiamati eroi .. prima tacciati di fanagottismo poi sottoposti a riduzioni e numeri chiusi .. allo sbaraglio come carne da macello ..
    è triste .. comprendo il bisogno di non sentirsi soli .. ma un patriottismo d’accatto non lo amo per niente .. meglio “Il cielo è sempre più blu” di Rino Gaetano ………….

    • Chelidonio Giorgio

      Ottima idea ! Non ci avevo pensato (in alternativa, il vecchio “E’ la pioggia che va” dei Rokes, 1966, mi pare)

  • maria gianotti

    Grazie! Tremenda la voglia di fascismo, il bisogno di obbedienza, la sospensione di ogni pensiero in questi giorni, quando sarebbe così importante tagliare le spese di guerra e investire su un sistema sanitario universale, smetterla di sentirsi italiani per essere solamente umani, e ricordare che le barriere alle frontiere non fermano i virus…

  • Alberto Autelitano

    D’accordo con DiBi, anch’io penso e avevo già deciso di spegnere la radio e chiudere le finestre.
    A prescindere dalle motivate disquisizioni ideologiche è la dimostrazione che la maggior parte degli esseri respiranti su questa terra (persone per alcuni è eccessivo) ha la costante necessità di essere aggrappato a qualcuno o a qualcosa invece che a se stesso, ad imbecilli imbonitori quando va bene a romantici valori morali per fissare un’identità che gli appartiene solo come icona ma della quale non sanno nemmeno il significato.
    Una volta mi arrabbiavo…adesso sento una profonda tristezza…sarà l’età..-
    Un abbraccio Dan
    Alberto

  • Gian Marco Martignoni

    D’accordissimo con Daniele, anche perchè di fronte a una catastrofe sanitaria – perchè di questo si tratta – serve un minimo di coscienza critica. Per avere un quadro allarmato ma illuminante sulla situazione globale, suggerisco sul sito sinistrainrete.info uno straordinario articolo di Mike Davis.

  • Claudia Cernigoi

    Ottimo articolo, lo condivido in pieno. Ed aggiungo la mia preoccupazione per il crescente “amor di patria” che vogliono imporci. Qui le mie riflessioni in proposito https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=516634185719927&id=154067661976583

  • domenico stimolo

    INCREDIBILE.
    La cosa sconcertante, non è tanto il canto dell’inno di Mameli – scritto da Chi nel 1849 sacrificò ventunenne la propria giovane vita nella difesa della Repubblica romana contro gli oppressori di sempre ( come già ricordato nel commento di Maria Paola Saci)– o nelle parole che rappresentano il modello culturale e canoro di 170 anni addietro ( finita la tragedia monarchica bisognava ammodernarsi) , bensì in questa ricerca della scientifica “sincronizzazione” del canto ( che mette assieme…questi…quelli … e quegli altri )…dall’alpe alle piramidi ( cioè il siculo Capo Passero a Porto Palo)…..come se fosse uno ludico scacciapensieri…..che allontana le tremenda situazione in atto.
    Un inutile e fuorviante gioco di massa. Quasi un rito……. per allontanare il malocchio. Nulla di scientifico. Anzi, tipico delle classiche “maschere” italiane.
    Diamo, invece, voce e forza ( anche in forma di sostegno diretto) a Chi è esposto direttamente e in prima fila nei luoghi sanitari e a CHI presta specifico supporto. Al dunque, molto laicamente, mi piace di più il Papa che si muove a piedi nelle vie di Roma per pronunziare il suo verbo nei luoghi preposti, in silenzio, senza rumori.
    In questa difficile fase serve una fervida solidarietà attiva…..non il “libero” canto.

  • Mi scuso per il secondo intervento. Ma sono sempre più terrorizzato e convinto che il coronavirus sia una prova generale per instaurare un regime totalitario in tutto il mondo. Della serie: il popolo vuole l’uomo forte per risolvere i problemi. E ritorno su una cosa che molti definiscono risibile: e se fosse una prova sfuggita ad arte in un laboratorio di un paese dove già si pratica il riconoscimento facciale?

  • Gianluca Ricciato

    Io continuerò a fare quello che ho fatto l’altra volta, cioè suonare l’unico inno nazionale che riconosco come tale: “La terra dei cachi” di Elio e le storie tese

  • sergio falcone

    Neanche gli Dei possono nulla contro la stupidità umana.

    Friedrich Schiller

    *

    Mi ero ripromesso di non intervenire più su questo sito, dopo l’insopportabile silenzio ed il veto di Daniele Barbieri sulla cosiddetta catena umana per Pinelli, passeggiata ecumenica per le vie di Milano, revisionista e pacificatrice. Evidentemente, chi l’ha voluta e organizzata non è anarchico. E non mi sembra il caso di essere omertosi con lui. La verità è sempre rivoluzionaria ed è nostro dovere.

    La tragedia che ci ha colpito, che ha colpito tutti e che ha appesantito le mie condizioni di salute – sono reduce da una crisi ipertensiva e dalla conseguente emorragia cerebrale e sono salvo per miracolo – mi obbliga ad intervenire. Daniele mi ha inviato il suo contributo e lo ringrazio. Ed io rispondo.

    Sono esterrefatto. Trasecolo… Mi spiegate a che punto siamo arrivati? e perché?

    “Se il vostro pensiero e il vostro agire sono diventati deboli e’ perché li avete nutriti male”, ma qui siamo andati ben oltre.

    Che i reazionari di ogni risma e colore colgano l’occasione per le loro strumentalizzazioni nazionaliste e le loro sceneggiate dai balconi, non mi meraviglia affatto.

    E questa è la mia risposta:

    https://youtu.be/WwQCmXdS3oM

    … Il fascismo non passerà!

    Mi meravigliano, invece, i compagni, gli alfieri del pensiero critico e la corporazione strapagata degli intellettuali. Tutti pronti a salire in cattedra e a darci dimostrazione del loro narcisismo.
    Di imbecillità, in queste ore, ne ho sentite tante. Una su tutte: i vegani sarebbero immuni. Sic!

    Non vedo ragionevolezza e non vedo umanità.

    Doti quanto mai necessarie a chi, ancora oggi, voglia cambiare la vita e trasformare il mondo. Perché le loro lezioncine ultracolte, le loro discutibili teorie del complotto, il loro integralismo ideologico dimostrano e mostrano assoluta mancanza di cervello e di cuore.

    Dov’e’ finito il libero pensare? Cosa sono più i sentimenti? Cos’è più la virtù?

    Non abbiamo bisogno dei soliti professoroni, sempre gli stessi e sempre disposti a cambiare machiavellicamente posizione e interlocutori, a seconda delle loro convenienze private. Serve a poco indagare sulle cause del Covid-19, non serve a nulla scagliare accuse contro il potente di turno, a scelta, a seconda delle antipatie politiche.

    Ci sono delle priorità. La gente muore, gli ospedali scoppiano.
    Abbiamo bisogno di anime buone che si prodighino per gli altri, che si rimbocchino le maniche e che si diano da fare.
    Ogni giorno, solo nel nostro paese, muoiono dalle 300 alle 400 persone. Ieri, 475. E il numero tende ad aumentare.

    L’ideologia e’ falsa coscienza e c’è chi l’ha dimenticato.
    E tutto questo avviene nell’epoca del falso totale. Il buon Theodor W. Adorno aveva perfettamente ragione. Ci ha messo sull’avviso in epoca non sospetta, pochi l’hanno ascoltato.

    Abbiate cura di voi e siate responsabili. Il dramma che stiamo vivendo non è un episodio di “Ai confini della realtà”. Per quello che mi riguarda, mi affido a madre natura… Mother nature’ son.

    https://youtu.be/9Ta9FUOQ4oY

    Serenita, per quanto possibile. Un abbraccio…

    ******

    [amnesty international] Restiamo distanti fisicamente, ma restiamo uniti
    https://www.amnesty.it/restiamo-distanti-fisicamente-ma-restiamo-uniti/

    ***

    ⬇️

    Noam Chomsky: «Sanità devastata dal neoliberismo»

    il manifesto, 18 marzo 2020

    Intervista di Valentina Nicoli: «La situazione è molto grave», mi dice. «E non c’è nessuna credibilità nell’affermazione che il virus sia stato diffuso deliberatamente»

    Tappata in casa come tutti, o almeno i più fortunati, decido di scrivere a Noam Chomsky per sapere, innanzitutto, come sta e poi per chiedergli che cosa ne pensa lui della crisi generata dal coronavirus e della reazione dell’opinione pubblica.

    Ultimamente qualcuno dà credito all’idea che il virus possa essere stato diffuso volutamente, per interessi economici o geopolitici. Il professor Chomsky, i cui libri ho il privilegio di tradurre da qualche anno, mi risponde nel giro di pochissime ore con la sua consueta gentilezza.

    Mi dice che sta bene. Anche lui come noi resta a casa, a Tucson, insieme alla moglie Valeria. Non che questo lo fermi, impossibile.

    Mi fa sapere che viene inondato quotidianamente da centinaia di richieste di interviste, adesso più che mai, e che ha una torrid schedule, un’«agenda incandescente». Avrei voluto chiedergli qualcosa in più, ma so che se potesse mi risponderebbe.

    «La situazione è molto grave», mi dice. «E non c’è nessuna credibilità nell’affermazione che il virus sia stato diffuso deliberatamente».

    Quanto all’atteggiamento dei diversi governi, «i paesi asiatici sembrano essere riusciti a contenere il contagio, mentre l’Unione Europea sta agendo con ritardo». E il suo, di paese?

    «La reazione degli Stati Uniti è stata terribile. È stato quasi impossibile persino sottoporre le persone ai test, e quindi non abbiamo un’idea precisa nemmeno di quanti casi ci siano effettivamente».

    Nelle sue risposte – che lui minimizza dicendo «non so se ci sia nulla che valga la pena di essere pubblicato» – troviamo in pillole ciò che ci serve per capire il nucleo della verità: «L’assalto neoliberista ha lasciato gli ospedali impreparati. Un esempio per tutti: sono stati tagliati i posti letto in nome dell’‘efficienza’».

    A peggiorare la situazione, «l’uragano Trump». Solo adesso le cose sembrano cambiare negli Stati Uniti, ma «finora sia Trump sia Kushner [Jared, genero di Trump e suo stretto consigliere, ndr] hanno minimizzato la gravità della crisi. Questo atteggiamento è stato poi amplificato dai mezzi d’informazione di destra, e così molte persone hanno trascurato di prendere anche le più elementari precauzioni».

    Alla fine, Chomsky dice in poche parole quello che dobbiamo sapere del sistema in cui viviamo: «In generale, questa crisi è l’ennesimo, importante esempio del fallimento del mercato, proprio come lo è la minaccia della catastrofe ambientale. Il governo e le multinazionali farmaceutiche sanno da anni che c’era la forte probabilità di una grave pandemia, ma siccome non giova al profitto prepararsi a questa eventualità, non si è fatto nulla«. Grazie professore, spero a presto.

    «Take care, stay at home».

    ⬆️

    • Daniele Barbieri

      grazie a Sergio e grazie a Schiller che disse (purtroppo) una cosa sacrosanta. Grazie ovviamente a Pietro Gori per ciò che scrisse, a Caterina Bueno che la cantò e a te che (in buona compagnia) ce lo ricordi. E se proprio dobbiamo intonare qualcosa dalle nostre finestre in questi giorni “Nostra patria è il mondo intero” è di certo la frase più sensata.
      “La gente muore, gli ospedali scoppiano. Abbiamo bisogno di anime buone” : hai ragione. E non bisogna fare pessima ideologia o colti ragionamenti astratti ma parlare di persone disperate e tentare gesti concreti, urgenti. Giusto. Però io non mi farò ingannare dalle finte anime buone, cioè da coloro che ci hanno avvelenato, tolto gli ospedali (in Lombardia ma anche nelle ex-rosse Toscana o Emilia-Romagna….) e tutto il resto. Non siamo tutti nella stessa barca: anche di fronte a questa epidemia i Berlusconi e i Caltagirone, i Formigoni, i Salvini e i Renzi agiscono contro l’interesse collettivo, sono nemici della nostra salute. O almeno io la penso così. E siccome loro non piangono i poveracci alllora io bloccherò la lacrimuccia che dovesse scendere dal mio occhio se toccasse a uno di loro. Non sono cristiano, non porgo l’altra guancia: finchè loro mi odieranno io li odierò. Finchè loro vivranno del nostro sangue (e di quello della Madre Terra) io userò la mia residua intelligenza e le mie poche forze per abbattere il loro dominio. Il corona virus è una tragedia per tutte/i … MA non cancella la storia o la società divisa in classi. Anzi.
      Quanto , alla tua definizione di “insopportabile silenzio” è vero che in “bottega” non si parlò di quella “catena umana” e di coloro che la criticarono. Il veto invece NO, caro Sergio, non ci fu: NON ti ho mai censurato e lo sai. Qui si toglie la parola solo ai fascisti (e in rari casi a chi ha fatto insulti pesanti e minacce, per esempio contro David Lifodi come a suo tempo raccontammo). Tu scrivevi in bottega, su mia insistenza, il mercoledì ed eri libero di dire la tua: io a volte ero d’accordo, a volte non tanto. Sulla questione che ti sta così a cuore io ti ho detto il mio parere: che le polemiche fra le varie anime degli anarchici sulla “catena umana” mi sembravano tristi e poco interessanti. Se tu volevi scriverne – come stai facendo adesso – non ti avrei tolto la parola. A me sembrava più importante raccontare (soprattutto a chi era più giovane e dunque non sa) perchè Pinelli fu ucciso, perchè Valpreda era innocente, perchè la Strage di piazza Fontana – come le tante successive – era di Stato, cioè non dei soli fascisti che misero le bombe ma di gruppi guidati, aiutati , finanziati, coperti dai vertici dello Stato e da chi era sopra di loro, cioè gi Usa.
      A proposito, grazie anche a Chomsky: lui è l’America che amiamo, non l’Amerika che opprime il mondo.

      • sergio falcone

        Serve a qualcosa che io ti risponda? Non serve a nulla. La realtà delle cose e’ ben diversa e tu lo sai.

    • E PER CHI E’ IN VENA DI CANTARE DALLE FINESTRE, al posto DELL’INNO DI MAMELI del 1847 con le terribili parole che non ci sembrano adatte al momento attuale:
      “…Stringiamci a coorte, siam pronti alla morte, l’Italia chiamò….”
      Provate a cantare “DATO CHE” (risoluzione dei comunardi della Comune di Parigi del Marzo 1871): “…..dato che ai governi che promettono sempre tanto non si crede più, verificheremo che con queste mani una vita vera ci si costruirà….” Che ci sembrano più aderenti alle responsabilità dei nostri politici : https://www.youtube.com/watch?v=r-B3JnSnFmA
      Testo completo: https://www.ildeposito.org/canti/dato-che-risoluzione-dei-comunardi

  • sergio falcone

    https://youtu.be/OwvnQ7Em-y0

    Let Your Love Be Known

    Bono Vox

    “Per gli italiani che ci hanno ispirato … per gli irlandesi… per tutti quelli che questo giorno di San Patrizio sono in difficoltà e continuano a cantare. Per i dottori, gli infermieri, i volontari in prima linea, siamo noi a cantare”.

    Bono Vox, leader degli U2 pubblica su Instagram il suo omaggio a chi combatte in prima linea contro il coronavirus. Il brano si intitola “Let your love be known” e Bono lo canta accompagnandosi al piano.

    Yes there was silence
    yes there was no people here
    yes I walked through the streets of Dublin and no-one was near
    Yes I don’t know you
    No I didn’t think I didn’t care
    You live so very far away from just across the square

    And I can’t reach but I can rain
    You can’t touch but you can sing
    Across rooftops
    Sing down the phone
    Sing and promise me you won’t stop
    Sing your love, be known, let your love be known.

    Yes there is isolation
    You and me we’re still here
    Yes when we open our eyes we will stare down the fear
    And maybe I’ve said the wrong thing
    Yes I made you smile
    I guess the longest distance is always the last mile.

    And I can’t reach but I can rain
    You can’t touch but you can sing
    Across rooftops
    Sing to me down the phone
    Sing and promise me you won’t stop
    Sing and you’re never alone.

    Sing as an act of resistance
    Sing though your heart is overthrown
    When you sing there is no distance
    So let your love be known, oh let your love be known
    Though your heart is overthrown.
    Let your love be known.

    FAI CONOSCERE IL TUO AMORE

    Sì, c’era silenzio
    Sì, non c’erano persone qui
    Sì, camminavo per le strade di Dublino e non avevo vicino nessuno
    Sì, non ti conosco
    No, non pensavo che non mi importasse
    Tu vivi molto molto lontano da qui, solamente dall’altra parte della piazza

    E non posso raggiungerti ma posso arrivare,
    Non puoi toccare ma puoi cantare,
    Attraverso i tetti,
    Canta al telefono,
    Canta e promettimi che non smetterai,
    Canta il tuo amore, quello che sai, fai conoscere il tuo amore.

    Si, c’è isolamento
    Tu ed io siamo ancora qui
    Si, quando apriremo gli occhi riusciremo a sconfiggere la paura
    E probabilmente ho detto la cosa sbagliata.
    Sì, ti ho fatto sorridere
    Immagino che la distanza più lunga sia sempre l’ultimo miglio.

    E non posso raggiungerti ma posso arrivare,
    Non puoi toccare ma puoi cantare,
    Attraverso i tetti,
    Canta al telefono,
    Canta e promettimi che non smetterai,
    Canta e non sarai mai solo.

    Canta come un atto di resistenza,
    Canta anche se il tuo cuore è distrutto,
    Quando canti non ci sono distanze,
    Quindi fai conoscere il tuo amore, oh fai conoscere il tuo amore.
    Anche se il tuo cuore è distrutto,
    Fai conoscere il tuo amore.

  • Ignazio Sanna

    Parole sante, caro Dibbì

  • domenico stimolo

    Dalle ultime televisive divulgazioni pubblicitarie serali trasmesse ( ho visto su RAI) si apprende che domani all’appuntamento nazionale canoro organizzato dalle Radio italiane…..si canteranno quattro canzoni.
    Forse conviene allenarsi preventivamente…..giusto per portare conforto alle tante persone morte.
    Lo sbigottimento è grande.
    Nel frattempo mezzo milione di tamponi sono volati dal luogo di produzione di Brescia negli Stati Uniti, tramite l’aeroporto militare statunitense di Aviano.
    Occhio vivo….e mano all’udito.

  • Chelidonio Giorgio

    Per fugare ogni dubbio complottista :
    “La pandemia di coronavirus ha origini naturali” https://www.sciencedaily.com/releases/2020/03/200317175442.htm 17.3.2019
    COVID-19 coronavirus epidemic has a natural origin

    Fonte il prestigioso “Nature Medicine” :

    Journal Reference:
    1. Kristian G. Andersen, Andrew Rambaut, W. Ian Lipkin, Edward C. Holmes, Robert F. Garry. The proximal origin of SARS-CoV-2. Nature Medicine, 2020; DOI: 10.1038/s41591-020-0820-9

    link diretto all’articolo originale : https://www.nature.com/articles/s41591-020-0820-9

    Fate conoscere !

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