Il Vaticano con i nazifascisti

   Relazione di Daniele Barbieri (*) al convegno «Il Vaticano e il fascismo», Roma 21 settembre 2016. Secondo di tre appuntamenti in “bottega” (**)

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E’ un libro importante questo di Deschner, è incredibile – ma purtroppo logico vista la censura permanente che c’è in Italia su certi temi storici – che lo si possa leggere solo adesso.

[…] Non so Dio – lo conosco poco – ma la storia ci mostra che il Vaticano è sempre stato con i fascisti. E questo libro ce lo ricorda.

Qualche accenno veloce.

 

FASCISMO ITALIANO

Possiamo partire dal 22 ottobre 1922, dunque sei giorni prima della marcia su Roma: il Vaticano esorta le gerarchie a non identificarsi con il Partito cattolico, che è avverso al fascismo, ma di mantenersi neutrali. Un bel favore a Mussolini. Poi verranno gli infami Patti Lateranensi e un mare di soldi al Vaticano per i “risarcimenti”. […]

 

NAZISMO

Hitler è in sella da pochi mesi e il 20 luglio 1933 firma un Concordato con la Chiesa cattolica. Non un accordo fra i tanti ma la proclamazione di una religione di Stato, un patto fra due poteri, Non c’è ovviamente giustificazione ai privilegi per i cattolici ma oggi quando si discute di quel 20 luglio 1933 per i cattolici di oggi il punto in discussione sembra un altro: vorrebbero giustificare quel Concordato dicendo che allora il Vaticano non sapeva dei crimini già commessi dai nazisti. E’ una bugia, anche perché Eugenio Pacelli, non ancora Pio XII ma Segretario di Stato in Vaticano, come un ministro degli Esteri, è stato a lungo in Germania. Era chiaro che Hitler gli piaceva. Ma sulla figura di Pio XII al convegno ci sarà una dettagliata relazione di Roberto Massari. […]

 

FASCISMO SPAGNOLO

Deschner titola il capitolo «La guerra civile spagnola». Mi permetto di non essere d’accordo su questa definizione d’uso comune: fu un golpe.

Anche in Spagna fu subito chiaro da che parte stava il Vaticano. Diciamo meglio: fu la Chiesa cattolica il mandante di Francisco Franco e dei suoi soldati che orgogliosamente si presentavano con «Viva la morte, abbasso l’intelligenza». […] In Spagna il potere dei cattolici e le sue ricchezze erano sopra ogni limite. Nel 1912 – per citare un solo dato – un terzo di tutto il patrimonio spagnolo era nelle mani dei gesuiti. […] Fu la Chiesa ad aprire l’ostilità contro la Repubblica, ad aizzare le rivolte prima, il sabotaggio economico poi e infine il golpe. La Chiesa locale e il papa si schierarono mentre il Segretario di Stato – Pacelli appunto – appoggiava la nascita della “Federazione spagnola delle destre” guidata dal cattolicissimo e fascista Josè Maria Gil Robles.

Quando nel 1936 il fronte Popolare ri-vince le elezioni scatta il golpe. Sarà bene ricordare che “sul campo” Franco stava perdendo ma arrivarono gli aiuti armati di Hitler e di Mussolini. […]

Prima, durante e dopo la lunga guerra dei golpisti-fascisti in Spagna, Franco viene esaltato dal Vaticano. […]

Sui crimini dei repubblicani contro il clero – quello che si schierò con Franco – rimando a quanto scrive Descner fra le pagine 56 e 58. […]

Pochi sanno che la repressione di Franco continuò ferocissima anche dopo la conclusione del conflitto armato: tra la fine del 1939 e la primavera del 1942, ricorda Deschner, vennero fucilati 200mila “repubblicani”. […]

Da pochi anni sappiamo – grazie alle inchieste del giudice Garzon – dei bambini spagnoli rapiti alle famiglie, come in Argentina. Un orribile segreto di Stato del quale adesso cominciamo a intravedere le dimensioni. […]

 

LA CROAZIA DI PAVELIC-STEPINAC

Il quinto capitolo del libro di Deschner è impressionante. Nella zona dei Balcani già a inizio secolo il Vaticano aveva lavorato per la guerra: Pio X più volte sperò e tifò – anche alla vigilia della prima guerra mondiale – che si fermasse il panslavismo, con l’odiata Chiesa ortodossa, attraverso le armi.

Alla vigilia della seconda guerra mondiale è ben chiarissimo che Pavelic è con Hitler […] Quando il 6 aprile 1941 i nazisti invadono la Jugoslavia con loro ci sono gli ustascia, un movimento fascista cattolico. Il neo-Stato croato nei confronti della “minoranza serba” avrà la politica dell’un terzo: un terzo circa da eliminare; un terzo da cacciare e un terzo da “assimilare” (si presume i bimbi piccoli, dopo aver ammazzato i genitori). Ai serbi sarà imposto di portare la fascia blu come agli ebrei la stella di Davide.

Nei massacri contro i serbi sono in prima fila i francescani. […] Un solo vescovo croato – si chiamava Alois Misic – condanna «gli eccessi». Invece, come molto sanno, l’arcivescovo Alojzije Viktor Stepinac fece parte del governo croato e appoggiò gli Ustascia in tutto. […] Dopo la guerra Pavelic si nascose in Vaticano prima di fuggire in Argentina e morire poi tranquillo in Spagna, con tanto di benedizione papale a mo’ di “estrema unzione”. […] Stepinac sarà beatificato da Wojtyla, una vergogna che però i grandi media nascondono […] E’ quello Stepinac che nello Stato croato fece convertire al cattolicesimo circa 240 mila ortodossi e che appoggiò l’uccisione di circa 750mila serbi.

[…]

Fin qui il libro di Deschner, pubblicato appunto nel 1965 nel pieno della guerra che fu detta “fredda” quando anche i peggiori nazisti potevano essere “riciclati” contro l’Unione Sovietica. Del contesto storico ho accennato meglio nella mia recensione al libro, in “bottega”.

Nell’edizione italiana sono state aggiunte due appendici importanti: sull’alleanza fra Chiesa cattolica e nazifascisti in Slovacchia e in Ungheria – il Paese dove la “pratica ebrea” fu sbrigata meglio, come si felicitò Adolf Heichmann – ma altri ne parleranno oggi.

Due parole sulla nuova introduzione: è importante leggere oggi questo libro perché molti si sono convinti – cioè sono stati indotti a credere dalla disinformazione regnante – che la Chiesa cattolica si oppose… almeno al nazismo e cercò di salvare almeno gli ebrei. E’ vero il contrario. Dall’inizio il Vaticano appoggiò Hitler e lo sostenne sin quasi alla fine salvo poi voltar gabbana nel 1945. E raccontar balle. Fra tutte le bugie la più vergognosa è appunto questa di essersi opposta ai nazisti, riappropriandosi indegnamente della memoria dei pochi cattolici che davvero si opposero, pagando con la vita, e che allora vennero lasciati soli dalle gerarchie. […]

All’inizio della guerra, per l’esattezza il 25 dicembre 1939, Pio XII disse «a un ricevimento del collegio dei cardinali»: «terminiamo questa guerra fratricida (si intende: fra cattolici – Ndr) e concentriamo i nostri sforzi contro il nostro comune nemico, contro l’ateismo», cioè contro l’Urss. Un concetto che il papa ripeté verso la fine della guerra […].

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Ed è questa “nuova alleanza” contro l’ateismo, la principale ragione per cui nel dopoguerra si tacque sull’asse fra Hitler e nazifascismo. Si tacque persino sull’operazione Odessa e sulle altre vie di fuga per i nazisti attraverso il Vaticano ma di questo vi dirà dopo Guido Caldiron che da poco ha scritto un eccellente libro, «I segreti del quarto Reich». […] Fra tutte le menzogne storiche dei giorni nostri forse la più incredibile è il martellamento degli ultimi papi su un Occidente «giudaico-cristiano». E’ vero invece che l’Olocausto, organizzato dai nazisti, ebbe ora la collaborazione aperta e ora una silente copertura di quasi tutte le gerarchie cattoliche, con il sostegno o il silenzio di quasi tutti i fedeli. Del resto sarebbe stato sorprendente il contrario vista la secolare campagna d’odio condotta dal papato contro gli ebrei “deicidi”.

 

FIN QUI LA MIA RELAZIONE – al solito: parola più, parola meno – AL CONVEGNO DI ROMA. AVEVO IN SCALETTA UN ALTRO APPUNTO CHE HO DOVUTO TAGLIARE, PER MANCANZA DI TEMPO, MA CHE RECUPERO QUI.

Ci sono nel libro piccoli errori, approssimazioni, frasi poco felici e alcune affermazioni abbastanza non documentate? Certamente sì: credo un paio di averle scoperte anche io che non sono uno storico ma un “pignolo” sì. Sarà bene correggere e chiarire i punti dubbi in una prossima edizione “critica” che auspico. Ma queste minime “falle” non devono farci cadere nella solita trappola del far d’ogni erba un fascio. Se in un libro di 200 pagine bisogna notare qualche distorsione, questo non toglie una nticchia al valore all’impianto rigoroso della ricerca di Deschner. Valore storico perché ruppe un silenzio che negli anni ’60 era pressoché totale. Ma anche un valore attuale perché ancora oggi questa è la base documentata per ulteriori studi, per approfondimenti che solo in minima parte sono stati fatti per… i motivi di sempre, cioè l’omertà verso il Vaticano. I potenti coprono i crimini dei loro pari per poter andare di nuovo a braccetto nell’infamia e nell’impunità.

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(*) Stavolta sono io non il mio omonimo

(**) Convegno internazionale in occasione dell’edizione italiana di «Con dio e con i fascisti» di Karlheinz Deschner del quale si è già parlato in “bottega”.

 

Daniele Barbieri
Un piede nel mondo cosiddetto reale (dove ha fatto il giornalista, vive a Imola con Tiziana, ha un figlio di nome Jan) e un altro piede in quella che di solito si chiama fantascienza (ne ha scritto con Riccardo Mancini e Raffaele Mantegazza). Con il terzo e il quarto piede salta dal reale al fantastico: laboratori, giochi, letture sceniche. Potete trovarlo su pkdick@fastmail.it oppure a casa, allo 0542 29945; non usa il cellulare perché il suo guru, il suo psicologo, il suo estetista (e l’ornitorinco che sonnecchia in lui) hanno deciso che poteva nuocergli. Ha un simpatico omonimo che vive a Bologna. Spesso i due vengono confusi, è divertente per entrambi. Per entrambi funziona l’anagramma “ride bene a librai” (ma anche “erba, nidi e alberi” non è malaccio).

Un commento

  • domenico stimolo

    E c’è tant’altro, caro Barbieri, sul contesto italiano di quegli anni.

    CARMELO SALANITRO, martire antifascista di Adrano, insegnante di latino e greco nei licei della provincia catanese, consigliere provinciale del Partito Popolare di Don Sturzo 1920 ,ucciso nel lager di Mauthausen il 24 aprile del 1945, così scrive nelle su “PAGINE DAL DIARIO”, 28 ottobre 1931 -6 giugno 1932 ( pubblicato nel 2005 a cura della nuora Maria Salanitro Scavuzzo):

    Catania, 11 febbraio 1932:
    “ Oggi festa civile pe ricordare che tre anni come oggi il Prete, PioXI, e il Birro, Mussolini, si accordarono insieme per opprimere e martoriare la misera Nazione. Molte bandiere agli uffici e in parecchi edifici privati, ma, se si potesse parlare, si alzerebbe da tutti un tale formidabile grido di condanna e di riprovazione da raggiungere il Prete nella più remota delle innumerevoli stanze del palazzo Vaticano, dove a quest’ora si conta i miliardi avuti dal Birro, sudore e sangue del Popolo, in premio di avere messo a sua disposizione quel resto di influenza morale che gli rimane sulle turbe degli affamati e ignoranti, cittadini una volta, ora servi. In questi giorni scambio di cortesie fra Vaticano e Governo: il Prete Pio XI ha mandato onorificenze agli uomini più infami del Regime Fascista, come De Vecchi, De Bono, ecc, le cui mani ancora non sono deterse delle macchie e del sangue innocento sparso. Oggi pure il Birro si recherà a far visita al Prete Pio; e così un uomo che ispira odio nel seno di quaranta milioni di Italiani e infamia in tutto il mondo civile, respinto da tutti gli stati più potenti e più liberi, riceverà l’amplesso prezzolato di quello che si ingiuria vicario di Cristo e alter Deus.

    n.b. le “ Pagine dal Diario” sono leggibili presso il sito del Liceo Classico Mario Cutelli di Catania
    http://www.liceocutelli.it/premio-salanitro/1647-carmelo-salanitro-pagine-dal-diario.html

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