Lucky – John Carroll Lynch

(visto da Francesco Masala)

un vecchietto di 90 anni fa la sua vita tranquilla, vive solo, a casa, nel paese tutti lo conoscono, la mattina passa alla tavola calda, le sera al bar.
ha sempre con sé i cruciverba, perché le parole sono importanti, e tutti hanno qualcosa da raccontare, parole da regalare.
un giorno, all’improvviso, comincia ad avere paura della morte, del vuoto, del niente, e un abbraccio aiuta.
e quando lo invitano alla festa di un bambino sembra fuori posto, ma poi canta canzoni messicane, che sa così bene (vedi qui)
e quando Harry sorride niente gli (ci) fa più paura.
un film omaggio a Harry Dean Stanton, anche David Lynch partecipa, alla ricerca di Roosevelt.
non un necrologio, è proprio un film film.
e se vi volete male evitate questo film come la peste, non saprete cosa vi perdete, e non saprete di quella tartaruga, e di quella bambina.

https://markx7.blogspot.com/2018/09/lucky-john-carroll-lynch.html

redaz
una teoria che mi pare interessante, quella della confederazione delle anime. Mi racconti questa teoria, disse Pereira. Ebbene, disse il dottor Cardoso, credere di essere 'uno' che fa parte a sé, staccato dalla incommensurabile pluralità dei propri io, rappresenta un'illusione, peraltro ingenua, di un'unica anima di tradizione cristiana, il dottor Ribot e il dottor Janet vedono la personalità come una confederazione di varie anime, perché noi abbiamo varie anime dentro di noi, nevvero, una confederazione che si pone sotto il controllo di un io egemone.

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