A favore della dis-occupazione (in Palestina)

di Francesco Masala

In alcuni paesi, come l’Italia, non nel Far West, esistono alcune regole relative alla proprietà, sancite dalle leggi e dalla giurisprudenza.

Gli edifici abusivi possono essere espropriati in modo automatico dal Comune. Lo ha chiarito il Consiglio di Stato con la sentenza 1064/2015.
I giudici hanno ricordato che, in base all’articolo 31 del Testo unico dell’edilizia (Dpr 380/2001), se il Comune impone il ripristino della situazione preesistente e l’autore dell’abuso non obbedisce, l’acquisizione da parte dell’Amministrazione avviene automaticamente (da qui).

Se queste norme fossero applicate in Palestina tutte le costruzioni edificate nelle colonie all’interno dei Territori Occupati dovrebbero passare allo stato Palestinese, ai palestinesi espropriati, a quei palestinesi a cui va garantito il diritto al ritorno.

Nei palazzi delle Nazioni Unite bisognerebbe scrivere in qualche documento ufficiale che tutti gli interventi infrastrutturali e abitativi coloniali israeliani nei territori occupati (dal nome si capisce che tutti gli interventi dell’occupante sono abusivi) vanno espropriati. Poi i soliti tre o quattro Stati noti, con l’aggiunta di qualche Stato vassallo, voteranno contro e metteranno il veto, ma l’importante è affermare il principio della restituzione e dell’esproprio anche a livello di stati (note 1 e 2).

Chissà se è per questa paura che Israele vuole l’annessione dei Territori Occupati (nota 3).

È esattamente su questo che scrive Jean Rostand (nota 4), che serve da guida per l’interpretazione della realtà.

Stati uniti d’America e Australia e Brasile sono inscalfibili alleati e sostenitori di Israele, tutti autori pratiche di oppressione e genocidi verso le popolazioni indigene, popolazioni che già vivevano in quei continenti, prima dell’arrivo dei civilissimi ladroni di terre, e non solo, conquistatori, dice Rostand. Come gli israeliani.

NOTE

(1) “Per conquistare un futuro bisogna prima sognarlo” (Marge Piercy) è la citazione preferita da questo blog (http://www.labottegadelbarbieri.org/)

(2) I giovani cercano l’impossibile e, generazione dopo generazione, lo conseguono. (proverbio americano)

(3) https://www.invictapalestina.org/archives/35124

(4) Se uno uccide un uomo è un assassino; ne uccide un milione, è un conquistatore; li uccide tutti, è un dio – Jean Rostand

Francesco Masala
una teoria che mi pare interessante, quella della confederazione delle anime. Mi racconti questa teoria, disse Pereira. Ebbene, disse il dottor Cardoso, credere di essere 'uno' che fa parte a sé, staccato dalla incommensurabile pluralità dei propri io, rappresenta un'illusione, peraltro ingenua, di un'unica anima di tradizione cristiana, il dottor Ribot e il dottor Janet vedono la personalità come una confederazione di varie anime, perché noi abbiamo varie anime dentro di noi, nevvero, una confederazione che si pone sotto il controllo di un io egemone.

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