Ai romagnoli non far sapere che…

dappertutto si può trivellare   

Occorrono urgenti approfondimenti in merito ai rischi ambientali legati al permesso di ricerca per gas e petrolio

di Davide Fabbri   

Sono appena venuto a conoscenza di una notizia importante. In assenza di coinvolgimento della popolazione interessata, il ministero dello Sviluppo economico, con il parere favorevole della Regione Emilia-Romagna, ha rilasciato l’8 febbraio scorso un permesso di ricerca in favore della società Po Valley Energy (sede legale in Australia) per cercare gas e petrolio nella Provincia di Forlì-Cesena.
E’ sconcertante il fatto che la popolazione non venga messa nella condizione di partecipare ai processi decisionali e di esprimere un parere consapevole.

Il permesso di ricerca ha una estensione territoriale pari a 111 kmq e interessa i Comuni di Cesena (compreso il centro abitato della città), Forlì, Forlimpopoli, Bertinoro e Meldola.

È prevista la perforazione di un pozzo esplorativo – da realizzare entro 48 mesi – fino a un massimo di 4.500 metri di profondità. Per le attività di ricerca la Po Valley Energy dovrà corrispondere un canone annuo irrisorio, pari a 573 euro.

Servono urgentemente interpellanze e mozioni politiche ai sindaci dei territori interessati. Per chiedere una moratoria sull’iter progettuale, per consentire di fornire le adeguate informazioni alla popolazione coinvolta. Chiedo ai consiglieri comunali di fare chiarezza su queste vicende, poiché i rischi sono evidenti.
I pericoli ambientali e sociali – in un’area a rischio sismico elevato come la nostra – sono quelli relativi a una sismicità indotta e innescata. Inoltre rischi notevoli sono connessi alla subsidenza: dall’erosione delle spiagge al rischio di ingressione marina, dal possibile squilibrio delle reti idrauliche e fognarie, con rischio di allagamenti e inondazioni, ai danni al patrimonio artistico e monumentale e più in generale all’aumento della vulnerabilità degli edifici. Più in generale sulle evidenze dei rischi è sufficiente fare riferimento alla struttura geomorfologica e ambientale (nonché colturale – agricola) del nostro territorio, del suolo e degli acquiferi sotterranei.

BOZZA PER UN APPELLO: «CHIEDERE UNA MORATORIA AI SINDACI SU TRIVELLAZIONI DI GAS E PETROLIO A CESENA E DINTORNI. SI CHIEDE DI SOSPENDERE L’ITER PROGETTUALE E DI AVVIARE UNA CAMPAGNA DI INFORMAZIONE SUI RISCHI AMBIENTALI E SOCIALI».
Faccio appello ai consiglieri comunali di Cesena: chiedo di presentare urgenti mozioni politiche in Consiglio Comunale volte a chiedere al sindaco Paolo Lucchi una moratoria sull’iter progettuale, avviando una campagna di informazione e sensibilizzazione sui rischi connessi a questo progetto.Questa è una bozza di proposta, ovviamente modificabile.

IL CONSIGLIO COMUNALE DI CESENA…

Preso atto che:
– in assenza di coinvolgimento della popolazione interessata, il ministero dello Sviluppo economico, con il parere favorevole della Regione Emilia-Romagna, ha rilasciato l’8 febbraio scorso un permesso di ricerca in favore della società Po Valley Energy (sede legale in Australia) per cercare gas e petrolio nel nostro territorio comunale, con epicentro Torre del Moro di Cesena.

– rilevato il fatto che la popolazione interessata non è stata messa nella condizione di partecipare al processo decisionale e ad esprimere un parere consapevole.

– informato che il permesso di ricerca ha una estensione territoriale pari a 111 kmq e interessa i Comuni di Cesena (compreso il centro abitato della città), Forlì, Forlimpopoli, Bertinoro e Meldola; è prevista la perforazione di pozzi esplorativi, da realizzare entro 48 mesi, fino ad un massimo di 4.500 metri di profondità; per le attività di ricerca la Po Valley Energy dovrà corrispondere un canone annuo irrisorio pari a 573 euro.

IL CONSIGLIO COMUNALE DI CESENA…

chiede al sindaco della città di attivarsi presso ministero dello Sviluppo Economico e Regione Emilia-Romagna affinché venga sospeso l’iter progettuale con una moratoria per consentire agli enti locali di fornire alle popolazioni coinvolte tutte le informazioni necessarie del caso, dato che i rischi ambientali e sociali delle popolazioni interessate sono evidenti.
I rischi – in un’area a rischio sismico elevato come la nostra – sono quelli relativi a una sismicità indotta e innescata; rischi notevoli connessi alla subsidenza: dall’erosione delle spiagge al rischio di ingressione marina, dal possibile squilibrio delle reti idrauliche e fognarie, con rischio di allagamenti e inondazioni, ai danni al patrimonio artistico e monumentale e più in generale all’aumento della vulnerabilità degli edifici. Più in generale sulle evidenze dei rischi è sufficiente fare riferimento alla struttura geomorfologica e ambientale (nonché colturale – agricola) del nostro territorio, del suolo e degli acquiferi sotterranei.

Una proposta del genere andrebbe presentata anche nei Consigli comunali di Forli, Forlimpopoli, Bertinoro e Meldola, territori coinvolti da questo progetto.

LE TRE VIGNETTE, scelte dalla redazione della “bottega”, sono di Mauro Biani.

Redazione
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