Amadori: turni di notte, polli e faine

di Davide Fabbri

AMADORI SPA. LAVORO NOTTURNO USURANTE. IL PROFITTO AZIENDALE AI TEMPI DELLA PANDEMIA
Il Gruppo Amadori non si smentisce mai. Continua a cogliere l’occasione della presente emergenza sanitaria da coronavirus, per fare megaprofitti aziendali. Non è il solo, ovviamente, all’interno della filiera agroalimentare.
A fronte di una domanda incessante e spesso ingiustificata da parte dei consumatori della filiera della distribuzione della GDO (Grande Distribuzione Organizzata), Amadori non si sottrae a questa richiesta. La holding del pollo e del tacchino fa parte integrante di quel capitalismo contemporaneo della filiera agroalimentare che decide di fare profitto, il massimo possibile, in periodo di epidemia.

La rincorsa alla massima produttività porta immancabilmente all’inasprimento delle condizioni lavorative delle operaie e degli operai utilizzati nell’attività dei turni notturni, con evidenti e conseguenti ricadute sulla salute di chi lavora.
La società Avi.coop del gruppo Amadori spa – titolare del sito operativo di San Vittore di Cesena – sta chiedendo straordinari ai lavoratori. Sta assumendo personale per sostituire i posti in quarantena dall’autorità sanitaria in seguito a contagi da Covid-19. Sta organizzando turni notturni usuranti per i lavoratori.
Scrivo del lavoro notturno con cognizione di causa. In passato, per diversi anni, ho lavorato nelle ore notturne in una società di logistica, so perfettamente che non fa bene alla salute. Le alterazioni del ciclo sonno/veglia hanno effetti negativi di lungo periodo sull’organismo dei lavoratori, come un maggior rischio di malattie cardiovascolari e oncologiche, che aumenta in modo proporzionale al numero degli anni spesi sul lavoro adottando ritmi sfasati.
Il lavoro notturno è fonte di stress, di maggiore vulnerabilità, di alterazioni dei riti biologici, di difficoltà nei rapporti familiari, di maggiore affaticamento, di scorretta e disordinata alimentazione.
Gli esperti in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro (compresi i consulenti aziendali) sono del parere che di fronte all’evento epidemico sia necessario – cioè era necessario fin dall’inizio – aggiornare il documento di valutazione del rischio, previsto dalle normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.

L’organizzazione del lavoro all’interno dei siti produttivi, i turni di lavoro (regolamentati dal Dlgs 66/2003) devono essere sottoposti a una adeguata valutazione di tutti i rischi – ivi compresi quelli inerenti i turni di lavoro – come disposto a titolo precauzionale e prevenzionale dal Dlgs 81/2008 (testo unico in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro).

Pare che la società Amadori non abbia aggiornato tale documento di valutazione del rischio. Sarei contento se fossi smentito.

Questo aggiornamento non deve riguardare solo il rischio biologico, ma anche quello che prevede l’articolo 28 del già citato Dlgs 81/2008 (rischio da stress lavoro-correlato). Pare pertanto incongruo che ad epidemia in corso si possa considerare “accettabile” il lavoro notturno per le interferenze che questo ha con la mancata produzione di melatonina, l’ormone che regolamenta un processo fondamentale per la salute dell’intero organismo. Il lavoro notturno è classificato 2B dalla IARC (Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro) cioè probabile cancerogeno: rischio per polmone, vescica, colon retto, prostata, mammella, linfoma non Hodgkin (LNH).
Consiglio tutti i lavoratori dei turni di notte di leggere l’illuminante intervento di Vito Totire, medico del lavoro, al convegno nazionale del 23 novembre 2018 a Roma su lavoro e salute dei turnisti – Lo stress da lavoro correlato nelle lavorazioni a turno – al convegno del sindacato Or.S.A. (Organizzazione Sindacati Autonomi e di Base) del 23 novembre 2018, con interventi del professor Giovanni Costa e del dottor Raffaele Guariniello.

Cesena, 12 aprile 2020

NOTA DELLA BOTTEGA

Se vi fosse sfuggito vale ricordare che le documentate denunce e le pacate domande di Davide Fabbri restano senza risposta ma in compenso arrivano querele (addirittura con l’accusa di «turbare l’ordine pubblico»): cfr Lavoro e sicurezza: Amadori querela

 

La Bottega del Barbieri

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