«Ana nel campo dei morti»

db fa i conti con i migliori racconti del Trofeo RILL, con i gemellati del RILL World Tour e con la «SFIDA»

Non mi piace l’inverno (per il freddo e 307 motivi connessi) ma qualcosa mi rallegra: infatti ogni anno, intorno a dicembre, arriva il volume del Trofeo RILL cioè «Riflessi di luce lunare». Quello del 2018 – ventiquattresima edizione, mica pifferi – si intitola «Ana nel campo dei morti», dal titolo del racconto vincitrice: 190 pagine per 10 euri, copertina di Valeria de Caterini, è coedito da RILL e Wildboar, con il patrocinio di Lucca Comics & Games.

Se non lo sapete già (*) ogni anno il premio RILL spazia nel fantastico – dunque fantasy, horror, fantascienza e dintorni – scegliendo 5 vincitori: quest’anno erano 348 i racconti inviati (o “invasati” come suggerisce un refuso) di 183 autori e 98 autrici residenti soprattutto in Italia ma anche in altri 8 Paesi. Ovviamente è un piccolo test sulla salute della scrittura fantastica in questo stivaletto.

Senza svelare le trame – non si faaaaaa – ecco qualche osservazione sui 5 vincitori, tutti maschi. Semplici ma belli (buffo: si assomigliano per molti versi) i primi due ovvero «Ana nel campo dei morti» («Come abbiamo perso tutto?» forse perchè «le persone hanno smesso di pensare»… e di ringraziare) di Maurizio Ferrero e «Mil» di Diego Gnesi Bortolani. Pacato quanto grazioso «F.lli marziani, dal 1947» di Nicola Catellani: uno dei racconti più anti scoop che abbia mai letto. Stupendo finale per «Uno» di Riccardo Angelini dove si può leggere questo bel monito per chi pensa troppo in fretta: «se avesse retto ancora un momento, avrebbe visto che l’ombra proiettata dal lampo era la sua». Un horror “da patriarcato” – tristissimo ma bello – è «Madonnina» di Cristiano Montanari. Fossi stato in giuria, dopo luuunghe notti insonni, avrei ribaltato la classifica: dando il primo e secondo posto al quinto e al quarto. Insomma una buona annata. Casomai ci teniate a questi “fanta-campanilismi” sappiate che fra i primi 5 si notano un modenese e un carpigiano contro “il resto del mondo” (un vercellese, un anconetano e un bolognese).

Dopo i 5 vincitori ci sono 5 «menzioni al merito» – Valentino Poppi, Francesco Corigliano, Marco Lodde, Luigi Rinaldi (di lui la “bottega” riparlerà presto) e di nuovo Diego Gnesi Bartolani – che però si possono leggere solo nella versione e-book.

La seconda sezione del libro è «RILL World Tour» ovvero “i gemellaggi internazionali” con i concorsi Aeon Award Short Fiction Contest (Irlanda), James White Award (Regno Unito), Visiones (Spagna) e Nova Short-Story Competition (Sud Africa). Ecco dunque «Quando l’ultimo telepate lasciò la città» di David Cleden, «Nota sul suicidio dal Pacifico» di Marina Teba Sanchez, «L’albero di famiglia» di Gary Kuiper, «Due mondi molto distanti» di Dustin Blair Steinacker: tutti di piacevole lettura ma nessuno scuote, fa ululare o resterà nella memoria per anni.

Terza parte del volume riservata ai 4 vincitori di SFIDA ovvero «il concorso parallelo al Trofeo Rill» dove alcuni “invitati” (ovvero coloro che sono giunti in finale nei precedenti concorsi) hanno gareggiato ma osservando alcuni «vincoli». I paletti fissati quest’anno riguardavano una ambientazione «made in Italy» e la presenza (ma anche «in senso lato») di Leonardo Da Vinci. A mio gusto 3 racconti – quelli di Valentino Poppi, Francesca Cappelli, Lorenzo Trenti – sono gustosi mentre il quarto, cioè «Oltre la valle» di Laura Silvestri è un piccolo capolavoro: come prendere una storia trita e ritrita per rovesciarla non con trucchi da prestigiatore ma costruendo, in poche righe, tutta un’altra logica; davvero «le storie vere valgono più delle greggi e del sale» e «i matti mi piacciono, quando provano a cambiare il destino».

Da qualche anno RILL raddoppia e pubblica nella collana “Memorie del futuro” la selezione di un autore o autrice che si è fatto apprezzare nelle varie edizioni. Per il 2018 tocca a Luigi Rinaldi con «Oscuro prossimo venturo»; potete dubitare che il vostro recensore presto ne parlerà?

(*) Le recensioni degli altri volumi del trofeo Rill sono in “bottega”: Rill, nuovi racconti da mondi incantati, 19 racconti con riflessi di mondi incantati e così via fino a Strane e belle fantacoppie: «Robot» e l’annuale Rill dell’anno scorso.Basta andare in “cerca” e poi digitare «Trofeo Rill» per trovare tutti i post, incluso qualche spot per invitare a partecipare al concorso annuale… A proposito per gareggiare nel XXV trofeo Rill avete tempo fino al 20 marzo 2019. Tutte le informazioni utili su www.rill.it o (ma solo per i residenti a Magonza) nella scarpiera in alto dei vostri vicini Muller-Hohenzollern.

Daniele Barbieri
Un piede nel mondo cosiddetto reale (dove ha fatto il giornalista, vive a Imola con Tiziana, ha un figlio di nome Jan) e un altro piede in quella che di solito si chiama fantascienza (ne ha scritto con Riccardo Mancini e Raffaele Mantegazza). Con il terzo e il quarto piede salta dal reale al fantastico: laboratori, giochi, letture sceniche. Potete trovarlo su pkdick@fastmail.it oppure a casa, allo 0542 29945; non usa il cellulare perché il suo guru, il suo psicologo, il suo estetista (e l’ornitorinco che sonnecchia in lui) hanno deciso che poteva nuocergli. Ha un simpatico omonimo che vive a Bologna. Spesso i due vengono confusi, è divertente per entrambi. Per entrambi funziona l’anagramma “ride bene a librai” (ma anche “erba, nidi e alberi” non è malaccio).

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