ANCHE SE

(del Pabuda referendario)

 

il giorno quattro     no-di-walt-kelly

del mese natalizio

voterò (al cosiddetto

referendum)

quel che mi risulta

più dignitoso

per chi ancora

ha conservato un pizzico

di senso del giudizio:

crocerò

un monosillabo simpatico,

facendo bene attenzione

non contenga

due insidiose lettere –

ricorrenti fino alla noia

nel gergo tartufesco

della cosiddetta

buona educazione –:

la cigolante vocale “i”

e l’ambigua

consonante “esse”.

farò così anche se, ormai,

il grosso del danno

è stato fatto:

la dozzinale

ma chiassosa sarabanda

messa in scena

dal piazzista toscano

e dalla sua batteria

di ben pasciuti & ammaestrati

pubblicitari-ministri

e prestigiatori-“giornalisti” –

a questo punto dello spettacolo –

ha del tutto intossicato

il flaccido corpaccione

del già non molto acuto e reattivo

“popolo italiano”:

‘sta merda di…

– come chiamarlo? –

populismo pubblicitario?

qualunquismo marchettaro?

autoritarismo

plebeo-ma-aristocratico?

interclassismo

iperclassista di nascosto?

mercantilismo parà-politico?

analfabetismo saputello? –

assunto in dosi massicce

per via orale,

oculare, auricolare, anale

endovenosa & intramuscolare

intradermica, ipnotica

& subliminale,

sottocutanea, parenterale –

ha raggiunto, assediato

e devastato

l’avanzo minimo

di cervello metaforico

rimasto al suddetto popolo

(già ridotto, per incuria,

disuso e atrofia,

a una robina davvero piccina:

diciamo: della dimensione…

d’una nocciola)

in grado, ormai, di pensare

a una cosa sola:

“che c’è di nuovo, di giovanile,

di fico-cool, di consegnato a casa

senza muovere il culo

(e collo sconto promozionale)

on line da comprare?”

(il sontuoso NO dell’illustrazione è dell’indimenticabile “papà” di Pogo, Walt Kelly. Il maniacale Pabuda archivista ne aveva conservato un ritaglio. Per ogni evenienza)

per leggere un pistolotto pabudesco ai più ampio respiro vedi qui: http://www.pabuda.net/post-modern-politics/

Pabuda
Pabuda è Paolo Buffoni Damiani quando scrive versi compulsivi o storie brevi, quando ritaglia colori e compone collage o quando legge le sue cose accompagnato dalla musica de Les Enfants du Voudou. Si è solo inventato un acronimo tanto per distinguersi dal suo sosia. Quello che “fa cose turpi”… per campare. Tutta la roba scritta o disegnata dal Pabuda tramite collage è, ovviamente, nel magazzino www.pabuda.net

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