Ancora un fiore per Reuf…

ucciso – per omissione delle regole di sicurezza sul lavoro, come tanti altri – a Bologna il 21 marzo 2002

di Vito Totire (*)

Invitiamo le persone di buona volontà a ricordare con un fiore o anche con un pensiero la morte sul lavoro di Reuf Islami.

Giovanissimo lavoratore “clandestino” (una parola giustamente messa all’indice da una sentenza della magistratura ) ucciso dalla omissione di misure di sicurezza sul lavoro il 21 marzo 2002 in via Ranzani a Bologna.

I fatti furono molto chiari: Reuf rimase sepolto in uno scavo non puntellato. Il datore di lavoro (con notevoli precedenti di omissione di norme di sicurezza) fu condannato penalmente ma con una sanzione economica che, anche per una famiglia povera albanese, parve “insufficiente”.

Il tutto si consumò nell’ambito della solita trafila di appalti e sub-appalti nei quali, strada facendo, si perdeva totalmente la cognizione e la prassi della sicurezza sul lavoro.

Per anni abbiamo insistito con la commissione toponomastica di Bologna per dedicare a Reuf la piazzetta che fu teatro dell’omicidio colposo. Dopo molti anni giunse un cenno di parziale accoglienza della proposta: no alla intitolazione dello spazio, sì all’apposizione di una targa commemorativa.

Reuf Islami deve essere ricordato con la compostezza, la dignità e la serietà con cui a Bologna vengono ricordate le vittime partigiane e civili dei nazifascisti !

La storia della città esige questo ricordo.

Perché allora questa tendenza all’amnesia e all’incuria da parte del Comune di Bologna?

Incontrammo un assessore (oggi ex) tempo fa. Ci disse: «sì, l’apposizione della targa è deliberata ma il Comune non ha i soldi per comprarla». E’ evidente che se il problema è questo la targa la paghiamo noi ma temiamo che la “amnesia” abbia altre motivazioni:

  1. si teme di fare pubblicità negativa all’illustre committente
  2. soprattutto si preferisce rimuovere uno degli eventi più crudeli e drammatici che ricordano sia la mattanza di cui sono vittime i lavoratori (tanto più quanto più sono precari) sia gli aspetti più fallimentari e sadici delle politiche riguardanti gli immigrati e i lavoratori immigrati; fatti non del passato ma che si perpetuano nel presente. Vedi il rogo e i morti di Rignano Garganico, punta dell’iceberg di una politica del lavoro schiavistica che non riguarda solo gli immigrati ma anche gli autoctoni, dalla agricoltura alla cantieristica ai trasporti, al facchinaggio ecc. E non in zone circoscritte del Paese ma dalla Puglia e dal sud a tutto il nord d’Italia.

Recentemente alcuni quotidiani nazionali hanno “scoperto” che i dati ufficiali sulle morti sul lavoro sono approssimati per difetto. Alla buon’ora: la rivista «La Medicina del lavoro» già diversi anni fa aveva documentato che i morti sul lavoro censiti dall’Inail erano solo il 51% dei reali; la stampa nazionale allora non si era allarmata… articolo sfuggito? Sono questioni sulle quali non essere tempestivi comporta conseguenze particolarmente gravi.

Nel ricordo di Reuf Islami continuiamo a sostenere i lavoratori (immigrati o no, evidentemente, non c’è distinzione) che il “nostro” sistema economico cerca da sempre di ridurre a merce e a pezzi di ricambio.

Un fiore per Reuf e per tutte le vittime del lavoro.

Un biasimo per il Comune di Bologna, troppo impegnato a occuparsi di altro.

Bologna, 18.3.2017

(*) Vito Totire a nome di circolo “Chico” Mendes, Associazione esposti amianto e rischi per la salute, Centro per l’alternativa alla medicina e alla psichiatria Francesco Lorusso.

L’IMMAGINE – scelta dalla redazione della “bottega” – è ripresa dall’«Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro» un importante blog aperto il 1° gennaio 2008 dal metalmeccanico in pensione Carlo Soricelli «per ricordare i 7 lavoratori della Thyssenkrupp di Torino morti poche settimane prima bruciati vivi».

COSA SONO LE «SCOR-DATE»?

Per «scor-data» qui in “bottega” si intende il rimando a una persona o a un evento che il pensiero dominante e l’ignoranza che l’accompagna deformano, rammentano “a rovescio” o cancellano; a volte i temi possono essere più leggeri ché ogni tanto sorridere non fa male, anzi. Ovviamente assai diversi gli stili e le scelte per raccontare; a volte post brevi e magari solo una citazione, una foto, un disegno… Comunque un gran lavoro. E si può fare meglio, specie se il nostro “collettivo di lavoro” si allargherà. Vi sentite chiamate/i “in causa”? Proprio così, questo è un bando di arruolamento nel nostro disarmato esercituccio. Grazie in anticipo a chi collaborerà, commenterà, linkerà, correggerà i nostri errori sempre possibili, segnalerà qualcun/qualcosa … o anche solo ci leggerà.

La redazione – abbastanza ballerina – della bottega.

Redazione
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