Ancora vittime operaie dei fuochi artificiali

di VITO TOTIRE (*)

I due feriti di San Severo ripropongono la necessità di azioni concreti. Appello per costruire un’iniziativa nel terzo anniversario (il 24 luglio 2018) della strage di Modugno

Auguri di cuore agli operai infortunati per una pronta guarigione. Ma non basta: da decenni avanziamo proposte concrete sulla prevenzione. Ovviamente la nostra prima istanza è l’abolizione della produzione di tutte le merci nocive. I fuochi pirotecnici sono un emblema dell’accoppiata merce nociva-consumismo. Nulla giustifica il rischio subìto da lavoratori e utenti né l’inquinamento inevitabile connesso alla dispersione in ambiente dei residui della combustione. Proprio la Puglia – terra in cui il lavoro è più che altrove sofferenza e sudore – è stata teatro di una orrenda strage, quella di Modugno del 24 luglio 2015; una delle stragi più rimosse nella storia del mondo capitalistico e industriale a cui non sono state dedicate manifestazioni, né particolari memorie, né spettacoli teatrali…Una strage orrenda (10 morti) a cui è stato riservato un allucinante silenzio mediatico che da sempre stiamo cercando di rompere.

Ferma restando la nostra posizione abolizionista (di produzione e uso) preferendo però evitare la posizione politica del “tanto peggio tanto meglio”, abbiamo per concretezza e realismo avanzato proposte per una maggiore vigilanza e controllo delle produzioni. Maggiori controlli che – è auspicabile – potrebbero determinare un aumento dei costi e quindi pure riduzione dei consumi e dell’inquinamento nonché maggiore sicurezza per gli addetti. Abbiamo lanciato, con Maurizio Portaluri della Associazione Salute pubblica, un appello al presidente della Regione Puglia nel novembre 2017.

Avanzavamo alcune semplici proposte riguardanti alcuni comparti produttivi a rischio – tra cui quello dei fuochi – prendendo le mosse dalla esperienza toscana di controllo ispettivo nel comparto tessile, avviata dopo la strage operaia di Prato (siamo in un Paese in cui si comincia a muoversi – cioè a garantire le minime garanzia di sicurezza – solo dopo una strage e non prima). Non abbiamo ottenuto risposta. Eppure l’elevatissimo rischio connesso alla produzione di fuochi artificiali – il comparto produttivo più mortifero al mondo se si considera il rapporto fra numero di addetti e di morti – è ben noto anche alla Commissione parlamentare di inchiesta sugli infortuni sul lavoro. Tanto che questa commissione ha ventilato la futura (ma quando?) adozione di particolari e specifiche misure di prevenzione. Ma quando abbiamo avuto notizie sui contenuti delle ventilate proposte abbiamo constatato che in verità si trattava delle semplici NORME GIA’ PREVISTE COME OBBLIGATORIE FIN DAI DECRETI 303/1956 E 547/1957! In sostanza alle dichiarazioni di intenti NON HA FATTO SEGUITO UNA EFFETTIVA RIDUZIONE DEL RISCHIO, SE E’ VERO CHE GLI INFORTUNI CONTINUANO. Prima di quello del 28 aprile a San Severo presso la ditta Del Vicario se ne era verificato un altro mortale, sempre a San Severo, nell’ottobre scorso presso la ditta Pirodaunia.

Un abbraccio dunque ai due lavoratori infortunati e ai loro familiari con l’ennesimo appello invece ai “decisori” – spesso indecisi sulle questioni più serie per il Paese – politici. Un appello che questa volta rivolgiamo anche al sindaco di san Severo in relazione al suo ruolo di autorità sanitaria locale.

Non è sufficiente dichiararsi dispiaciuti, né è sufficiente confidare in padre Pio (lo diciamo senza ironia e con profondo rispetto anche con la consapevolezza di aver avviato da tempo un dialogo con la Chiesa cattolica , uno dei maggiori consumatori di fuochi artificiali in Italia).

LA PREVENZIONE NECESSITA DI FATTI CONCRETI. IL PUNTO DI PARTENZA PIU’ SOLIDO E’ : INTERROGARSI SULLA SOFFERENZA CHE SI NASCONDE DIETRO OGNI TIPO DI MERCE, COME HA RICORDATO DA POCO GIORGIO NEBBIA. E BASTA CON QUESTO MODO DI “DIVERTIRSI” SUL MODELLO “FESTE, FARINA E FORCA”…

Lavoriamo tutti insieme per una iniziativa in occasione del terzo anniversario della strage di Modugno (il 24 luglio 2018): abolire la produzione di merci nocive , a cominciare dai fuochi artificiali (e la lista è lunga). Ne va del futuro nostro e dell’intero pianeta.

Bologna, 29.4.2018

(*) Vito Totire è portavoce di AEA-associazione esposti amianto e rischi per la salute, del circolo Chico Mendes e del Centro “Francesco Lorusso” per l’alternativa alla medicina e alla psichiatria

L’IMMAGINE – scelta dalla “bottega” – è L’isola dei morti (la prima di 5 versioni) del pittore Arnold Böcklin

 

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