Anno emozionante per chi guarda oltre l’orizzonte

E invece 12 mesi scemi per chi crede ad astrologi e maghi

due articoli di Daniele Barbieri (*)

I cieli sopra di noi e i pianeti vicini si riempiranno quest’anno di astronavi (statali e private). Ma per i semplici appassionati delle “stelle” l’evento memorabile sarà sulla Terra: il 27 luglio eclissi totale di Luna (rossa per l’occasione) e in contemporanea Marte (rosso per definizione) in opposizione. In prima serata e visibile in condizioni ottimali da gran parte d’Italia.

L’astrocalendario 2018 è affollato. Prevede che entro gennaio SpaceX sperimenti il suo razzo più potente mandando oltre l’orbita terrestre un’automobile elettrica dell’ormai famoso Elon Musk. Uno spot niente male.

All’iniziativa di un privato rampante come Musk risponde la statunitense Nasa con 3 grandi novità. La sonda Parker Solar Probeche partirà il 31 luglio da Cape Canaveral per arrivare vicinissima al Sole mentre fra marzo e giugno sarà in orbita Tess (Transiting Exoplanet Survey Satellite) ovvero un nuovo telescopio per scoprire esopianeti, cioè quelli fuori del sistema solare. Ma soprattutto la Nasa vuole piazzare su Marte il lander (un cugino statico del rover) InSight – acronimo di Interior exploration using Seismic Investigations, Geodesy and Heat Transportper nuovi esperimenti: decollo probabilmente il 5 maggio, arrivo previsto a fine novembre.

Intanto continua l’impresa della Osiris-Rex, pure targata Nasa. In viaggio da settembre 2016 verso Bennu (nella fascia degli asteroidi, cioè fra Marte e Giove): lo raggiungerà ad agosto per fermarsi 12 mesi in orbita, studiarlo e decidere dove scendere e cosa prendere. Infatti l’obiettivo è prelevare sull’asteroide un campione (un chilo circa) e portarlo sulla Terra dove sarà l’oggetto alieno arrivato – o meglio rubato – da più lontano.

Si dovrebbe concludere negativamente una curiosa gara per il Google Lunar X Prize ovvero per esplorare la Luna con un rover (robot automatico: metà trattore e metà laboratorio): 20 milioni di dollari a chi esegue il lancio entro marzo 2018 e avvia così l’impresa. Salvo colpi di scena nessuno dei 5 gruppi “in gara” ce la farà.

C’è un imprevisto ritorno di passione per la Luna. Sul nostro satellite arriva, dopo alterne fortune, l’India mentre la Cina replica. Infatti a marzo verrà lanciato Chandrayaan 2, seconda missione spaziale degli indiani e per loro la prima, se tutto va bene, ad “allunare”. Invece i cinesi hanno già messo un piede – ma robotico – sul nostro satellite però ritenteranno a fine 2018 lanciando Chang’e-4, che l’anno dopo dovrebbe atterrare (è una prima assoluta) sul “lato nascosto”… Uno degli obiettivi è riportare sulla Terra nuovi frammenti lunari (i primi dal 1976, poi – come si sa – gli statunitensi si dedicarono ad altre imprese).

L’Esa, cioè l’Agenzia spaziale europea, punta al colpo grosso con la sonda Bepi Colombo destinata a Mercurio, il pianeta più vicino al Sole. Viaggio lunghetto: si parte a ottobre ma si arriva nel 2025. Con l’Esa collabora la Jaxa, agenzia spaziale giapponese: il nome deriva da Giuseppe (Bepi) Colombo, grande fisico e matematico italiano e collaboratore dell’Agenzia Spaziale Italiana.

Tra fine del 2018 e inizio 2019 l’Esa affiancherà il Tess della Nasa con Cheops (ovvero CHaracterising ExOPlanet Satellite) con un nuovo telescopio progettato e costruito in Italia.

Sta partendo una nuova gara nei cieli? Sembrano ben piazzati 3 concorrenti (Nasa, Esa e i cinesi) con alcuni alleati (Russia e Giappone). Ma forse la vera sfida sarà… con i privati: finora Elon Musk ha più promesso che fatto ma da gennaio lassù potrebbe esserci anche lui.

2017-2018: la difficile arte del profetizzare (*)

Chissà quante persone, con la memoria lunga e l’ansia nei polmoni, la mattina del 21 agosto (lavorando o in vacanza) hanno tirato un sospiro di sollievo, ricordando che fra le previsioni per il 2017 c’era la fine del mondo proprio in quella data. Almeno, secondo una interpretazione della Bibbia («Libro della Rivelazione») che alcuni gruppi religiosi accreditavano citando la coincidenza con una eclissi solare.

Siamo sopravvissuti al 21 agosto (e ad altre catastrofi “in calendario”) dunque si può affrontare il consueto bilancio delle previsioni sull’anno vecchio e scrutare quelle per il 2018 (che è il 5107 se siete induisti e il 226 se ancora seguite il calendario dei rivoluzionari francesi).

A verificare, 12 mesi dopo, le previsioni sballate ci aiuta (lo fa dal 1996) è il Cicap ovvero il «Comitato italiano per il controllo delle affermazioni sulle pseudoscienze». Cosa viene fuori riguardando gli annunci di astrologi e veggenti formulati alla fine del 2016?

Era previsto un disastroso terremoto negli Usa, accreditato dal solito Nostradamus: nulla del genere. Anche il Vesuvio se ne è stato quieto, smentendo alcuni profeti di una eruzione catastrofica.

Il Cicap ricorda due curiose (quanto vaghe) previsioni: nel 2017 avremmo dovuto iniziare a parlare con gli animali mentre i raggi del Sole sarebbero arrivati più potenti sulla Terra. Vi risulta?

Ancora scrutando una quartina dell’immancabile, ermetico Nostradamus, c’era chi fissava al 2017 l’inizio della Terza guerra mondiale. Ne era certa anche la sedicente sensitiva Claudia Pinna (non è sarda nonostante il cognome) e invece l’abbiamo sfangata… pur se il 2017 è stato purtroppo pieno di guerre locali e di super-armi usate o sventolate.

Terrorismo? Fra le tante “anticipazioni” catastrofiche per il 2017 c’erano quella di Gennaro D’Auria su un eccidio in metropolitana a Roma o Napoli e quella della già citata Claudia Pinna con ostaggi in metropolitana, un attentato ISIS a Roma ma anche «caos e disordini al mercato del mercoledì di Chivasso», oltre a un terribile attentato a Trump morti e feriti. Ne avessero azzeccata mezza.
Chi sull’Isis ci ha preso – ammette il Cicap – è l’astrologa Grazia Mirti, che “vide” per lo Stato islamico una «primavera agitata, poi dovrà calmarsi, in autunno, quando potrebbe perdere definitivamente la partita». Però sia Grazia Mirti che il mago Otelma hanno sbagliato sul voto anticipato in Italia. Alle previste elezioni di Carrara invece la “sensitiva” Solange anticipò la vittoria dell’imprenditrice Alessandra Caffaz … leggendole il piede; ma per lei neanche il 2 per cento dei voti.
Lo schema si ripete in queste ore con le (pre)visioni sul 2018. Il “veggente” Craig Hamilton-Parker si sbilancia a dire che il dittatore Kim Jong-un verrà rovesciato da una sommossa interna ma il suo cadavere non verrà ritrovato, facendo sospettare che si sia rifugiato in Cina. Una certa congiunzione astrale provocherà un gennaio agitato nelle Borse. Va beh, ma la fine del mondo? Ai più interessa sapere quello, tutto il resto è robetta. Ed ecco un certo David Mead ammettere il suo errore: aveva annunciata la “fine corsa” per il 23 settembre 2017 ma poi ha rifatto i conti, puntando adesso su «un’apocalisse in differita» per 7 anni. Volendo c’è sempre una quartina di Nostradamus che alcuni interpretano così: fra il 2017 e il 2020 ci sarà un’invasione extraterrestre. La paura o forse il desiderio di una catastrofe resta nell’aria e comprensibilmente appassiona più del terzo o quarto nipote della regina Elisabetta.

«Se davvero le stelle fossero così prodighe di informazioni sul futuro – commenta il Cicap – le varie previsioni convergerebbero» almeno sugli eventi più importanti: «invece anche il 2017 si è rivelato un fiasco per l’astrologia».

Eppure mentre gli esseri umani cavalcano astronavi, l’astrologia è ancora il punto di riferimento per milioni di persone. Amore, affari, salute ma soprattutto… quanto tempo ci resta?

(*) entrambi gli articoli sono usciti – al solito: parola più, parola meno – sul quotidiano «L’unione sarda», il primo il 24 gennaio e il secondo il 31 dicembre. Le mie fonti sono queste: http://www.media.inaf.it/2018/01/04/missioni-spaziali-2018 e http://www.ilpost.it/2018/01/03/calendario-spazio-2018/ di Emanuele Menietti. Ci sarebbe ovviamente molto da aggiungere sull’anno spaziale, in particolare sulle nuove ipotesi di “colonie” (robotiche e/o umane) su Marte. Qualcosa trovate qui: Se potessimo investire 600 miliardi di dollari in scienza e tecnologia

Daniele Barbieri
Un piede nel mondo cosiddetto reale (dove ha fatto il giornalista, vive a Imola con Tiziana, ha un figlio di nome Jan) e un altro piede in quella che di solito si chiama fantascienza (ne ha scritto con Riccardo Mancini e Raffaele Mantegazza). Con il terzo e il quarto piede salta dal reale al fantastico: laboratori, giochi, letture sceniche. Potete trovarlo su pkdick@fastmail.it oppure a casa, allo 0542 29945; non usa il cellulare perché il suo guru, il suo psicologo, il suo estetista (e l’ornitorinco che sonnecchia in lui) hanno deciso che poteva nuocergli. Ha un simpatico omonimo che vive a Bologna. Spesso i due vengono confusi, è divertente per entrambi. Per entrambi funziona l’anagramma “ride bene a librai” (ma anche “erba, nidi e alberi” non è malaccio).

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