Appello: io sto con Riace

Prriorità umane invece di burocrazia

foto di www.comunisolidali.org

 

Al governo italiano

Al Ministero dell’Interno

Alla Prefettura di Reggio Calabria

L’anno 2017 non verrà ricordato solo come un anno dove il meteo ha toccato temperature massime; sarà ricordato (dalle tante persone, associazioni, cooperative ecc che hanno potuto conoscere in questi anni l’esperienza di Riace), anche come un anno di passaggio importante per la possibile continuità del progetto di accoglienza. Un progetto nato nel 2001 quando ancora non si chiamava Sprar, ma Pna (Piano Nazionale Asilo). In questi sedici anni Riace ha saputo uscire dall’isolamento storico di un territorio particolare come la Locride e imporsi sul piano nazionale e ultimamente internazionale, diventando un vero punto di riferimento sull’accoglienza migranti

La formula adottata è stata semplice e geniale allo stesso tempo: trasformare in positivo quello che per altri viene vissuto come un problema. Un borgo che si stava spopolando rinato grazie alla presenza dei migranti che hanno riportato vita. Scuole e servizi mantenuti aperti, attivi, grazie ai tanti bambini presenti. Una piccola economia che riprende slancio. Per fare questo sono state utilizzate formule innovative, che per sedici anni sono rientrate nelle caratteristiche del progetto e anzi, sono diventate un modello: i “bonus” e le borse di lavoro

I bonus – uno strumento locale per consentire ai migranti di usufruire di un potere di acquisto (fra gli esercenti che hanno accettato questo sistema sulla fiducia), per una dignità di scelta e autonomia e supplire così gli storici ritardi dei contributi pubblici.

Le borse di lavoro hanno consentito di riavviare un tessuto economico e dare una risposta lavorativa a quelle famiglie di richiedenti asilo che intendevano fermarsi a Riace, costruire un futuro e un radicamento. Le botteghe artigianali del paese (ceramica, ricamo, vetro, tessitura ecce cc), sono state una risposta forte che ha permesso la coesione sociale.

Due elementi fondamentali per il progetto Riace che ora (dopo sedici anni di attività) sembra messo in discussione. Se il suo azzeramento verrà confermato di fatto sancirà la fine e la chiusura del progetto stesso. Progetto, vogliamo ricordarlo, che è stato da stimolo per tutti i progetti nati in seguito nella Locride e in Calabria, progetto che è diventato modello e copiato in tutta Italia. Progetto che ha sempre risposto di SI, alle telefonate di emergenza umanitaria della Prefettura, dove richiedevano posti di accoglienza –Qui e Ora- senza attendere carte, timbri, assegnazione…

La Rete dei Comuni Solidali fin da subito è stata a fianco del sindaco di Riace veicolando in ogni dove e con ogni mezzo il progetto “pilota” di accoglienza. Molte le iniziative organizzate: fra queste il Riaceinfestival www.riaceinfestival.it per raccontare anche sul piano della comunicazione e della cultura la trasformazione avvenuta. Innumerevoli i premi e i riconoscimenti. Nel 2008 Win Wenders ha voluto girare a Riace il corto “Il Volo”. Nel 2010 il sindaco di Riace per la “capacità di tenere insieme l’antico e il moderno” è stato inserito dal World Mayor Prize fra i 23 finalisti del premio come miglior sindaco del mondo, al terzo posto insieme al sindaco di Città del Messico e Mumbai. Nel 2014 Riace è stato presentato sul sito di Al Jazeera. Nel 2015 il sindaco Domenico Lucano è stato premiato a Berna dalla Fondazione per la Libertà e i diritti umani. Nel 2016 il magazine americano Fortune ha reso pubblica la classifica delle persone più influenti del mondo e il sindaco di Riace, è stato inserito al quarantesimo posto della classifica dei 50 leader per il suo impegno in favore degli immigrati e del loro inserimento sociale. Nel 2017 è stata girata una fiction dalla Rai e dalla produzione Picomedia con Beppe Fiorello, che andrà in onda a gennaio 2018.

La rivoluzione che Domenico Lucano e tutti gli operatori e i riacesi che ci hanno creduto sono riusciti a portare nel piccolo paese ha una valenza enorme, non solo per tutta la Calabria, ma per tutta l’Italia. Non è solo un esperimento da far conoscere e moltiplicare, ma una vera speranza in questa estate 2017, dove il lavoro delle Ong viene messo in discussione e dove “l’inumano” (come scrive Marco Revelli) rischia di diventare il nostro pane quotidiano, affinché: “l’Altro sia ridotto a Cosa, indifferente, sacrificabile, o semplicemente ignorabile. Che la vita dell’altro sia destituita di valore primario e ridotta a oggetto di calcolo”.

Chiediamo dunque che venga ristabilita la priorità umana nei confronti della burocrazia. Il progetto Riace merita un futuro, non solo per la comunità riacese, ma per tutti noi. Ci sono strane ombre che si addensano sul progetto Riace, che non è un semplice progetto SPRAR o CAS. Chiediamo che le ispezioni e le visite di monitoraggio vengano svolte in maniera obiettiva e serena per meglio comprendere il lavoro degli operatori. Il Sindaco è in attesa da diverso tempo di conoscere l’esito di due visite ispettive della Prefettura di Reggio Calabria, che nonostante le richieste formali non sono mai arrivate.

Chiediamo, infine, al governo italiano e, per esso, al Ministero dell’Interno e alla Prefettura di Reggio Calabria di confermare il sostegno finanziario fornito all’esperienza di Riace, anche con riferimento alle pratiche dei bonus e delle borse di lavoro, senza le quali gran parte di quell’esperienza è destinata a disperdersi in breve tempo.

Primi firmatari dell’appello:

Alex Zanotelli missionario comboniano, Napoli

Don Luigi Ciotti – Libera e Gruppo Abele – Roma e Torino

Don Carlo D’Antoni, parrocchia Bosco Minniti, Siracusa

Don Rito Alvarez, parrocchia Gianchette, Ventimiglia

Don Alessandro Santoro, le Piagge, Firenze

Don Pino De Masi, referente Libera, Piana di Gioia Tauro

Giuseppe Lavorato, già sindaco di Rosarno

Michele Conia, sindaco di Cinquefrondi (Rc)

Ilario Ammendolia, già sindaco di Caulonia

Bengasi Battisti, presidente Associazione Comuni Virtuosi

Giovanni Maiolo, Chiara Sasso, Renzo Sola, Enrico Tavan, Silvia Testa, coordinamento nazionale Re.Co.Sol

Emilio Sirianni, magistrato, Catanzaro

Lorenzo Trucco, presidente Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione

Gianfranco Schiavone, presidente Consorzio Italiano Solidarietà – Trieste

Marco Revelli, Storico, Torino

Domenico Finiguerra, Salviamo il Paesaggio, Consigliere Abbiategrasso

Alfonso DiStefano, Rete Antirazzista catanese Catania

Livio Pepino, già magistrato e direttore Edizioni Gruppo Abele

Tiziana Barillà, giornalista de Il Salto, Roma

Mario Congiusta, presidente Fondazione Gianluca Congiusta, Siderno (Rc)

Tonino Perna, docente universitario, Reggio Calabria

Haidi Giuliani, Italo Di Sabato, Osservatorio Repressione, Rete Europea per il diritto di dissenso

Continua l’elenco su www.comunisolidali.org

Per adesioni scrivere a iostoconriace@gmail.com precisando nome, cognome, professione (o appartenenza a un’associazione), città.

(*) riprendo questo testo da www.pressenza.com. Il moltiplicarsi degli appelli può infastidire qualcuna/o (soprattutto se si teme che le parole a volte sostituiscano le azioni e servano a scaricare coscienze che poi spesso nel vivere quotidiano sono “distratte”) ma bisogna distinguere caso per caso. E poi c’è un dato di fatto sconcertante: visto che il livello medio del giornalismo italiano è sempre più orwelliano, alcuni appelli sono quasi l’unico modo per far girare informazioni importanti come questa sull’esperienza positiva di Riace che rischia di essere strangolata. [db]

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