Are You Lost In The World Like Me?

quando una storia animata di Steve Cutts e una canzone di Moby osservano il nostro mondo

Are You Lost In the World Like Me? – Moby & The Void Pacific Choir

Are you lost in the world like me?
And the systems have failed are you free?
All the things are lost can you see?
Are you lost in the world like me?
Like me

Look hard the city is gone
Black days and a dying sun
Dream a dream of dark lit air
Just for a minute you’ll find me there
So look harder and you’ll find
Forty ways it leaves us blind
I need a better place to burn beside the lines

Come on and let me try
Are you lost in the world like me?
And the systems have failed are you free?
All the things are lost can you see?
Are you lost in the world like me?
Like me

So (???) in the city it’s dawn
Dropping knives and a dying sun
Salted love in the dark lit air
Just for a minute I’ll find you there
So look harder and you’ll find
The forty ways it leaves us blind
I need a better way to burn beside the lines

Come on and let me try

Are you lost in the world like me?
And the systems have failed are you free?
All the things are lost can you see?
Are you lost in the world like me?
Like me

Are you lost in the world like me?
And the systems have failed are you free?
All the things are lost can you see?
Are you lost in the world like me?
Like me

(And the systems have failed)
(And the systems have failed)
(And the systems have failed)
(And the systems have failed)
(And the systems have failed)

 

 

annegare su Facebook – bortocal

un uomo annega in uno stagno in Florida.

un gruppo di adolescenti sulla riva lo guarda morire, mentre si dibatte invano.

senza fare niente?

questo lo dite voi.

invece tirano fuori i cellulari e lo filmano mentre annega.

i cellulari registrano anche le loro risate e il loro divertimento.

uno spettacolo dal vivo che sembra televisivo.

. . .

adolescenti balordi, direte voi: chi non ha fatto cazzate a quell’età

poi quell’uomo era così  lontano da non parere quasi vero.

magari tornando a casa si saranno vergognati.

ma no, tornando a casa hanno postato i loro video su Facebook.

che figata ragazzi nelle loro vie inutili.

. . .

i parenti del ragazzo morto hanno provato a denunciarli.

niente da fare, non hanno violato nessuna legge.

pare che neppure Facebook preveda meccanismi interni per bloccare gesti di simile barbarie.

e` la normale umanità, ragazzi.

e` la nuova umanità che gli Zuckerberg ci stanno allevando sotto gli occhi.

. . .

la notizia la ricavo dallo Spiegel, che pubblica soltanto un fotogramma.

in Italia i quotidiani si sarebbero buttati a pesce sui video.

e avrebbero pagato i ragazzi per averne la copia originale.

ma no, che dico? una volta postati su Facebook quei video sono di tutti.

sono patrimonio comune dell’umanità

. . .

poi qualcuno (per esempio io) si preoccupa che l’intelligenza artificiale possa prendere il posto dell’intelligenza vera.

poveri fessi, noi: dovremmo preoccuparci ben di piu` che l’idiota ferocia artificiale sta prendendo il posto dell’umanità normale, sotto la guida criminale dei feudo-tecnoocrati informatici.

. . .

e adesso, se non l’avete ancora fatto, guardatevi la biografia servile ed entusiasta che Repubblica Tv dedica a Zuckerberg, assieme a quelle dedicate agli altri feudatari del mondo virtuale che sta prendendo il posto di quello reale.

titolo, esplicitamente pro feudalesimo:

Mark Zuckerberg: “Osare sempre, per essere davanti a tutti”

e` chiaro che un giornale come questo è dalla loro parte e al loro servizio.

non dalla nostra.

ma quando parlo di nostra, parlo non si sa bene di chi: una specie in via di estinzione, già ampiamente sostituita da una nuova dis-umanità, del tutto adatta ad essere dimenticata senza rimpianti.

io stesso percepisco il post che sto scrivendo come un appello ridicolo e datato scritto in nome di un mondo che non esiste più.

che senso ha parlare di diritti umani in un mondo senza umani e senza diritti?

. . .

comunque ecco il breve scritto di introduzione al servizio su Zuckerberg, che io non guarderò, perché se voglio guardare la televisione non vado sul sito di un giornale:

Il racconto di oggi di Marco Montemagno ha come protagonista Mark Zuckerberg. Facebook, la sua creatura, oggi ha un valore pari a circa 400 miliardi di dollari. Un impero fondato su un bacino di ormai due miliardi di utenti. Proprietario anche di Instagram, WhatsApp e Oculos, ha uno strapotere difficile da arginare. Zuckerberg è anche un filantropo e negli ultimi mesi si sono intensificate le voci su un suo possibile futuro in politica. Luca Colombo, Country manager di Facebook Italia, rivela che il mantra aziendale è pensare e agire velocemente con ambizione e audacia per essere sempre davanti a tutti. E non guastano un po’ di aggressività e competitività, aggiunge il fondatore di GotU.io Amedeo Guffanti, che hanno consentito al re dei social network di ripensare la Rete e costruire “un’internet dentro internet”.

il re: avete letto bene.

da qui

 

 

Francesco Masala
una teoria che mi pare interessante, quella della confederazione delle anime. Mi racconti questa teoria, disse Pereira. Ebbene, disse il dottor Cardoso, credere di essere 'uno' che fa parte a sé, staccato dalla incommensurabile pluralità dei propri io, rappresenta un'illusione, peraltro ingenua, di un'unica anima di tradizione cristiana, il dottor Ribot e il dottor Janet vedono la personalità come una confederazione di varie anime, perché noi abbiamo varie anime dentro di noi, nevvero, una confederazione che si pone sotto il controllo di un io egemone.

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