Aristotele e gli studenti del liceo Alberti di Cagliari

Fabrizio Melodia (l’Astrofilosofo) dedica la puntata 113 di «Ci manca(va) un Venerdì» al magnifico giornale “Aristotele – Dieci magnifici errori di un greco: un approfondimento tra filosofia e storia della scienza

Sono a dir poco deliziato dall’impegno, dalla preparazione, dal piglio scrittorio, dalla tensione divulgativa e dall’abnegazione con cui gli studenti del liceo scientifico Alberti di Cagliari hanno dato vita a un giornale (cartaceo, si badi bene, non pixel e blog) dove hanno messo nero su bianco alcuni articoli che fanno il pelo e contropelo nientemeno che ad Aristotele di Stagira, un tempo definito il Filosofo per antonomasia, e ora usato per lo più a livello della sua logica, soprattutto quando parliamo di confutazione.

Aristotele – Dieci magnifici errori di un greco: un approfondimento tra filosofia e storia della scienza” è il titolo del giornale/rivista con i 10 articoli scritti da Fabio Lauro, Sabrina Ortu, Arianna Abis, Luca Miglior, Emanuele De Lorenzo, Marco Ratto, Carolina Delogu, Davide Corda, Federica Ghisu, Alessandra Aretino e Gigi Monello su “Horror vacui”, “Naturales loci”, “Sublunaria entia”, “Quinta essentia”, “Generatio aequivoca”, “Influentiae”, “Lusus naturae”, “Miasmatica”, “Cardiocentricus”, “Serva inductio”.

Ragazze/i della 3aD e 4aD scrivono davvero bene e hanno ben chiare le cose. Arrivo sino in fondo e trovo un bellissimo excursus sulla logica e l’induzione aristotelica, dove si parla anche di intuito. Chiude la rivista un bellissimo accenno a Carl Sagan, il quale avrebbe chiesto agli astronomi che guidavano da Terra la sonda Voyager di scattare un’ultima foto … prima che fosse troppo tardi. Foto bellissima e famosa dove la Terra appare come un minuscolo e pallido puntino blu.

La logica aristotelica ben aveva teorizzato enti sublunari da oltrepassare per arrivare al nostro satellite, un modello che avrebbero rispettivamente utilizzato con plausibilità scientifica per tutto il Medioevo fino alla rivoluzione copernicana dove si (ri)scopre che è la Terra a girare intorno al Sole.

La presunzione – in senso filosofico – umana di essere al centro di tutto è ben sottolineata dai ragazzi che hanno ravvisato in Aristotele un eccesso di centralismo dell’intelletto, pur con tutte le derivazioni del caso. Aristotele era considerato il non plus ultra della sapienza e non casualmente entrambe le religioni monoteistiche più diffuse, cristianesimo e islam, ne fecero un gran commento con Tommaso D’Aquino e Averroè.

Adesso l’eliocentrismo e le meraviglie della scienza mettono in luce quanto cristianesimo e islamismo avessero mal riposto la propria fiducia nella scienza aristotelica, la quale comunque, con tutti i suoi limiti, qualcosa di buono l’aveva detta.

Pensiamo all’ultimo punto, quello della logica. In tempi recenti, grazie all’apporto del professor Emanuele Severino e della cerchia di filosofi che bazzicavano l’ateneo di Cà Foscari (a Venezia) la logica aristotelica aveva conosciuto nuovi e furenti fasti, con l’apoteosi del libro quarto della metafisica, sul principio di non contraddizione. Tale principio, se opportunamente rispettato, indurrebbe alla scoperta che tutta la storia dell’umanità, non solo del pensiero; sarebbe intrisa del senso nichilistico dell’Essere, di cui già ci aveva ampiamente edotti il filosofo esistenzialista tedesco Martin Heidegger. Tale comprensione porterebbe a un vivace ritorno all’Essere descritto dal filosofo presocratico Parmenide di Elea e alla comprensione che tutto è eterno, ogni istante e ogni singola cosa.

Tutto è eterno. Una bella “bastonata” al buon Albert Einstein e a tutta la teoria, seppur all’apparenza provata, dell’entropia dell’universo e della morte termica di quest’ultimo. Niente male per un filosofo che sbaglia così tante volte.

Chi legge questa rivista (grazie a db che me l’ha fatta avere) arriva a comprendere alla perfezione il pensiero di Aristotele e ad attualizzarlo senza grande sforzo, proprio in virtù di errori che in parte sono stati quello di un intero periodo storico che ancora adesso fatica a terminare.

Aristotele è un evergreen e/o il cannocchiale “aristotelico” aiuta a vedere meglio di quello galileiano? Come che sia, io mi sono piacevolmente perso in questa lettura che consiglio a tutte/i (suppongo si possa chiederne copia al liceo Alberti): profani ma anche studiosi che hanno dimenticato come pensare in modo animato e pieno di sorprese.

La rivista è stata ideata e prodotta da Gigi Monello, su proprio progetto grafico (per questo sospetto sia un professore).

L'astrofilosofo
Fabrizio Melodia,
Laureato in filosofia a Cà Foscari con una tesi di laurea su Star Trek, si dice che abbia perso qualche rotella nel teletrasporto ma non si ricorda in quale. Scrive poesie, racconti, articoli e chi più ne ha più ne metta. Ha il cervello bacato del Dottor Who e la saggezza filosofica di Spock. E' il solo, unico, brevettato, Astrofilosofo di quartiere periferico extragalattico, per gli amici... Fabry.

2 commenti

  • Un sentito “grazie” a Fabrizio Melodia. Confermo che saremo lieti di inviare copia della rivista a chi dovesse richiederla.
    (gigimonello@tiscali.it)

  • Lo splendido video realizzato da Tore Ximenes per la presentazione della rivista Aristotele alla MEM, Cagliari, il 30 settembre scorso, organizzata dalla associazione culturale Chourmo/Marina Café Noir, all’interno della rassegna Bibliopride 2017:

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