Arna’s Children – Danniel Danniel, Juliano Mer-Khamis

di Ismaele (*),

difficile trattenere le lacrime e la rabbia vedendo un documentario così, che racconta e dice molto di quello che è successo, succede e succederà.
nato per ricordare Arna, la madre di Juliano, il documentario cresce e diventa un film collettivo, su una generazione e un popolo, bambini e ragazzini per i quali Arna era come una madre e crescendo diventano partigiani e guerriglieri contro l’invasore (non a caso si chiamano “territori occupati”).
i ragazzini che hanno fatto teatro con Juliano, crescono e scelgono da che parte stare, e ricordano tutti quel teatro, Arna e Juliano fra le cose più belle della loro vita.
nel film Juliano ci fa conoscere i suoi ragazzi, e non fa sconti a nessuno, dice e chiede quello che pensa.
adesso Juliano non c’è più (leggine qui).
se non l’avete mai visto provateci, le parti in arabo e in ebraico sono sottotitolate, non spaventi la parte in inglese, abbastanza comprensibile.

 

 

http://markx7.blogspot.it/2014/10/arnas-children-danniel-danniel-juliano.html

 

(*) Trovate questo appuntamento in blog ogni lunedì e giovedì sera: di solito il lunedì film “in sala” e il giovedì quelli da recuperare. Ismaele si presenta così: «“Tre film al giorno, tre libri alla settimana, dei dischi di grande musica faranno la mia felicità fino alla mia morte” (François Truffaut). Siccome andare al cinema deve essere piacere vado a vedere solo quei film che penso mi interessino (ognuno ha i suoi pregiudizi). Ne scriverò e mi potrete dire se siete d’accordo o no con quello che scrivo; ognuno vede solo una parte, mai tutto, nessuno è perfetto. Ci saranno anche film inediti, ma bellissimi, film dimenticati, corti. Non parlerò mai di cose che non mi interessano o non mi sono piaciute, promesso; la vita è breve non perdiamo tempo con le cose che non ci dicono niente» (db)

Francesco Masala
una teoria che mi pare interessante, quella della confederazione delle anime. Mi racconti questa teoria, disse Pereira. Ebbene, disse il dottor Cardoso, credere di essere 'uno' che fa parte a sé, staccato dalla incommensurabile pluralità dei propri io, rappresenta un'illusione, peraltro ingenua, di un'unica anima di tradizione cristiana, il dottor Ribot e il dottor Janet vedono la personalità come una confederazione di varie anime, perché noi abbiamo varie anime dentro di noi, nevvero, una confederazione che si pone sotto il controllo di un io egemone.

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