Artico, scuola, Afghanistan e il Pil senza donne

Il nuovo numero del mensile «Altreconomia» (*)

«Il lavoro non retribuito – soprattutto cucinare, pulire e prendersi cura di bambini e anziani – vale tra un terzo e la metà di tutte le attività economiche dei Paesi più sviluppati. Tuttavia non se ne tiene conto nelle tradizionali misurazioni di benessere, come il Pil procapite».

Questa analisi controcorrente e “scandalosa” di Veerle Miranda – analista dell’Oecd, o se preferite Ocse cioè l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico – apre la «pagina uno» del numero 189 di «Altreconomia»: come più volte scritto in “bottega (*) è una delle poche, p-o-c-h-i-s-s-i-m-e riviste cartacee degne di essere lette nel desolante panorama italiano.

Il primo numero del 2017 ha in copertina “la conquista dell’Artico”, un ottimo reportage di Alberto Caspani dalle nuove rotte commerciali tra i ghiacci: dai giacimenti di gas naturale alle popolazioni nomadi. C’è poi un bilancio del progetto “Alternanza scuola-lavoro” reso obbligatorio dalla «Buona Scuola». Impressionante «L’Europa contro la solidarietà: se aiutare i migranti diventa reato» di Ilaria Sesana: è un dossier sui casi dei “delitti solidali” da Calais a Como (**). Infatti anche in Italia «decine di attivisti hanno ricevuto fogli di via amministrativi dalle questure» perché «una direttiva comunitaria del 2002 punisce chi accompagna i profughi nel viaggio attraverso i confini Ue, mettendo sullo stesso piano scafisti e operatori umanitari».

Se 360 miliardi di euri vi sembran pochi … andate a leggere l’analisi di Luca Martinelli con una utilissima cronologia della “crisi bancaria”. Si intitola «La sofferenza delle banche italiane, in attesa del salvataggio pubblico»… a un anno circa dal “salvataggio” di Banca Etruria. L’articolo parte dall’esperienza del «Comitato piccoli azionisti della Cassa di Risparmio Cesena» (***) per allargare poi il discorso.

Nel “secondo tempo” della rivista conoscerete Masooma Khawari – intervistata da Francesca Morandi – cioè la più giovane parlamentare dell’Afghanistan ma finirete anche in Ecuador, accompagnati da uno splendido fotoreportage, passando per il «contrasto al bullismo» (articolo di Fabio Dalmasso). Fra le “buone notizie” anche un reportage di Duccio Facchini sulla mediazione culturale della coop Crinali a Milano e l’articolo «Il fondo che paga le bollette a chi è in difficoltà» (ma per ora accade solo tra Firenze e Scandicci) di Chiara Carovani.

Nel “terzo tempo” della rivista anche tre belle interviste: a Niccolò Campriani, campione olimpico di carabina, al matematico Paolo Zellini e a Luca Baccelli che ha scritto un libro su Bartolomé de Las Casas, che nel 1500 fu tra i primi a denunciare lo sterminio degli indios.

L’editoriale di Pietro Raitano, direttore di «Ae», si potrebbe intitolare “Come spiegare a una figlia che economia e mercato non sono la stessa cosa”. Preziose anche le rubriche e le opinioni di Stefano Caserini, Luigi Montagnini, Lorenzo Guadagnucci (sullo «stato di sicurezza» in Francia), di Matteo Jessoula (sul pacchetto pensioni), di Paolo Pileri, di Pierpaolo Romani (sulla mafia che “si fa impresa” dalla Sicilia alla Lombardia), di Tommaso Montanari e di Roberto Mancini. Segnalo anche «la pagina dei librai» con i “7 titoli da non perdere” (mannaggia a me: non ne ho letto neanche uno e mo’ che faccio?).

Questo di gennaio è un numero particolarmente bello. Ragione di più per sottoscrivere lo slogan che ogni mese «Altreconomia» lancia: «C’è un modo semplice per sostenere l’informazione indipendente. Abbonatevi (anche per tre mesi), rinnovate l’abbonamento o regalate un abbonamento ad Altreconomia». E se invece come me avete una bottega del commercio equo sotto casa… compratela lì.

(*) a esempio qui C’è un’alternativa al mercato delle balle? e qui La democrazia è passata di moda?

(**) Sull’importante esperienza danese cfr Salvare di nascosto i rifugiati ripreso anche qui in “bottega”

(***) Del «Comitato azionisti della Cassa di Risparmio Cesena» Davide Fabbri ha scritto molte volte in “bottega”: vedi a esempio qui Cesena, sotto la cassa…

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Daniele Barbieri
Un piede nel mondo cosiddetto reale (dove ha fatto il giornalista, vive a Imola con Tiziana, ha un figlio di nome Jan) e un altro piede in quella che di solito si chiama fantascienza (ne ha scritto con Riccardo Mancini e Raffaele Mantegazza). Con il terzo e il quarto piede salta dal reale al fantastico: laboratori, giochi, letture sceniche. Potete trovarlo su pkdick@fastmail.it oppure a casa, allo 0542 29945; non usa il cellulare perché il suo guru, il suo psicologo, il suo estetista (e l’ornitorinco che sonnecchia in lui) hanno deciso che poteva nuocergli. Ha un simpatico omonimo che vive a Bologna. Spesso i due vengono confusi, è divertente per entrambi. Per entrambi funziona l’anagramma “ride bene a librai” (ma anche “erba, nidi e alberi” non è malaccio).

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