ascoltando Eloisa

di Daniela Pia

Se dovessi scegliere da quali note  farmi accompagnare, in un ipotetico viaggio in auto, sarebbero quelle di “Edges” di Eloisa Atti, magica signora dell’ukulele. Davvero un bel lavoro il suo; una finestra da cui la brezza primaverile entra come dal finestrino;  ragionata raccolta di brani originali scritti tutti da lei, ad eccezione di “Without you” e “Sleepy ” , passeggiata fatta assieme a Marco Bovi.
Una bella colonna sonora, dalla quale lasciarsi cullare mentre la voce di Eloisa, novella ” Penelope”, tesse orditi che spaziano per l’America, dalla quale si affaccia, sempre attesa, la struggente Billie Holiday di “Everything Happens for the Best”
“On the Road” dunque questo viaggio, un poco malinconico un poco ironico.
Intriso di affetti profondi, di orizzonti eterni, avanti e indietro nel tempo.
Paesaggio di nostalgie jazz con incursioni nello swing, nel country e in tutto ciò che il sangue e l’anima sanno trasportare dalle mani al cuore per farne note dolenti, profumate di un tempo in divenire.
Un album senza confini che parla di confini.
Un album che chiama sogni, con la ninna nanna “Lullaby to myself”.
Lascia andare le lacrime al ritmo della danza popolare di “Cry cry cry”, e ci riconcilia con la bimba/o che siamo stati.
Che bella dispensatrice di sogni questa Eloisa.

redaz
una teoria che mi pare interessante, quella della confederazione delle anime. Mi racconti questa teoria, disse Pereira. Ebbene, disse il dottor Cardoso, credere di essere 'uno' che fa parte a sé, staccato dalla incommensurabile pluralità dei propri io, rappresenta un'illusione, peraltro ingenua, di un'unica anima di tradizione cristiana, il dottor Ribot e il dottor Janet vedono la personalità come una confederazione di varie anime, perché noi abbiamo varie anime dentro di noi, nevvero, una confederazione che si pone sotto il controllo di un io egemone.

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