Assisi: loro causano i contagi e noi paghiamo

di Angelo Maddalena

Diffusione, confusione, vittime sacrificali autodafè: il caso del Beato e il boom di malati in Umbria. Partendo da Assisi, per intercessione del vescovo e della sindaca.

Il 17 novembre mi è capitata una scena surreale e tragica: una signora che abita vicino casa mia, all’ingresso di un giardino pubblico, pur essendo lontana da me almeno tre metri (e anche se io non stavo andando verso di lei) quando l’ho salutata si è bloccata e mi ha detto «Non mi avvicino se non ti metti la mascherina». Io me la sono messa ma per capirsi: il cancello aperto del giardino ha una larghezza per cui poteva entrare senza avvicinarsi a me… Dopo che mi sono messo la mascherina lei, anziché avvicinarsi, ha continuato ad allontanarsi. Ho provato a spiegarle, da lontano, che occorrono 15 minuti, secondo le autorità politiche e sanitarie (anche l’OMS dice «per un periodo consistente») perché il rischio di trasmissione da «contatto stretto» abbia ragionevoli possibilità di concretizzarsi; e l’app Immuni è impostata per segnalare un rischio di contagio in base a questa tempistica! La signora mi ha risposto (come altre volte mi era capitato): l’OMS e le autorità non capiscono niente, non ci credo, non si sa niente. Aggiunge un dato che fa ridere se non fosse che è (potenzialmente) diffuso e soprattutto … confuso: «Un mio amico si è preso il covid perché 4 ragazzi che correvano gli sono passati vicino». Le ho detto che è impossibile, lei ha farfugliato qualcosa poi è scappata!

In Umbria da più di un mese – cioè da quando sono aumentati i contagi – c’è un po’ di panico. Oggi ho avuto un’illuminazione grazie a una delle poche riviste che fa informazione vera (di inchiesta) in Umbria e in Italia in generale, si chiama «L’altrapagina» e la fanno a Città di Castello. A pagina 30 del numero di questo mese, Anna Serena Bartolucci scrive una lettera agli assisani, con la quale denuncia che ad Assisi – per “intercessione” del vescovo e della sindaca – all’inizio di ottobre sono arrivati 40 mila pellegrini devoti di Carlo Acutis, giovane beato.

Un inciso: di questo Carlo Acutis mi aveva parlato un amico di Bastia, denunciando la magagna di questo beato “via internet” accaparrato dai francescani di Assisi per interessi non molto mistici.

Per me l’articolo di Anna Serena Bartolucci è stato un pugno allo stomaco: mentre a fine ottobre è vietato anche presentare un libro, ad Assisi arrivano – nel giro di 19 giorni – 40 000 pellegrini. Come scrive «L’altrapagina» dal 9 ottobre i contagi cominciano a salire in Umbria. Ora la sindaca Stefania Proietti si dispiace per un ulteriore decesso e con materna saggezza chiede ai cittadini di restare a casa e rispettare tutte quelle norme comportamentali e igieniche… che erano già in vigore il primo ottobre, quando hanno cominciato a prodursi i “sacri” assembramenti voluti dal vescovo. Ho parlato con un amico di Bastia – di quelli che tendono a colpevolizzare i singoli e non i grandi responsabili, istituzionali e sacramentali, come in questo caso – e mi ha detto che lui sapeva tutto … «però non vorrai mica metterti contro i francescani di Assisi», alludendo al potere dei frati della città del “poverello”. Gli ho spiegato che se ci rassegniamo a un potere istituzionale e sacralizzato poi è assurdo accanirsi contro i singoli disgraziati, cioè contro ognuno di noi?

Mi viene in mente un libro di Marco Camenisch: «Rassegnazione è complicità». Sì, devi metterti contro i francescani, il vescovo e la sindaca, come ha fatto Anna Serena Bartolucci scrivendo quella lettera aperta agli assisani. Non occorre prendere le armi, basta guardare la luna e non il dito!

La “cattiva pratica” di Assisi vale per tante situazioni in questi mesi di pandemia e gestione dell’emergenza in stile “alla buona”.

Ne ho scritto – con altre persone – nel libro «Se canti non muori». Adesso è uscito il saggio-inchiesta di Vittorio Agnoletto: «Senza respiro, inchiesta indipendente sulla pandemia coronavirus in Lombardia, Italia, Europa» (AltrEconomia edizioni).

Su «Comune info» leggo «Cosa sopravviverà alla pandemia?» di Silvia Parmeggiani. Lo consiglio vivamente come lettura “liberatoria” da sensi di colpa e da obbedienza passiva-meccanica che è la più alta forma di irresponsabilità personale e civile. Al proposito scrive Silvia Parmeggiani: «Non è mai stata presa in considerazione una vera responsabilità, quella che prevede consapevolezza e assunzione di rischio, scelte soggettive, individuali e non individualistiche, e questo è avvenuto spesso ricorrendo al mito, allo stereotipo, dell’inevitabile incapacità del cittadino e della cittadina italiana di essere responsabili».

Il fatto quotidiano qualche giorno fa ha pubblicato un’inchiesta sul Pio Albergo Trivulzio di Milano, in cui si denuncia che la Regione Lombardia nega tuttora la visione di 1400 allegati (cartelle cliniche, documenti importanti per capire cosa è successo) ai familiari delle vittime del Covid dei mesi primaverili. Fra i morti della “prima ondata” c’è anche mia madre, all’ospedale di Piazza Armerina.

L’accusa in Lombardia è di epidemia colposa per i responsabili delle RSA e degli ospedali in cui, per dirne una, fino al 16 aprile mancavano mascherine per il personale sanitario. Lì un sindacalista e un medico (adesso in pensione) hanno subìto pressioni e minacce perché chiedevano di usare le mascherine; veniva detto di no per “non creare allarme ai pazienti”. Una situazione simile è successa nell’ospedale di Enna dove si trovava mia madre: il figlio di un’altra ricoverata nella stessa stanza non usava la mascherina.

Sembra ci sia una realtà capovolta, modello Assisi.

Loro combinano i danni grossi. Noi invece di esigere indagini, di cercare e punire i responsabili abbiamo un atteggiamento passivo. Con la testa sotto la sabbia ci rendiamo complici di questo schifo e ci autocolpevolizziamo tappandoci la bocca (e il naso con le mascherine).

Come ha spiegato un post della «Bottega del barbieri» – www.labottegadelbarbieri.org/obbligo-di-mascherine-allaperto – l’abuso di mascherine può creare danni.

Quando diciamo che non capiamo niente perché ci arrivano messaggi contraddittori, bisogna intendersi: non vuol dire mettere la testa dentro la mascherina, come lo struzzo fa nella sabbia. Al contrario dobbiamo documentarci per approfondire e pretendere indagini; anche affidarci alla nostra coscienza e al buon senso. Abbiamo una coscienza individuale e anche collettiva, non si tratta di escludere l’una o l’altra ma di farle convivere.

PS: all’inizio del libro di Agnoletto si parla anche delle responsabilità disattese dalle istituzioni preposte a gestire la prevenzione della pandemia. E la trasmissione tv più odiata dai cattivi amministratori, cioè Report, una settimana fa è tornata a parlare della Regione Lombardia…

Angelo Maddalena, Perugia – 18 novembre 2020

 

QUESTA E’ LA PUNTATA 65 DI «ANGELO CUSTODE» ovvero le riflessioni di ANGELO (per la precisione Angelo Antonio) MADDALENA per il lunedì della bottega

Mi piace il torrente – di idee, contraddizioni, pensieri, persone, incontri di viaggio, dubbi, autopromozioni, storie, provocazioni – che attraversa gli scritti di Angelo Maddalena. Così gli ho proposto un “lunedì… dell’Angelo” per aprire la settimana bottegarda. Siccome una congiura famiglia-anagrafe-fato gli ha imposto il nome di Angelo mi piace pensare che in qualche modo possa fare l’angelo custode della nuova (laica) settimana. Perciò ci rivediamo qui – scsp: salvo catastrofi sempre possibili – fra 168 ore circa che poi sarebbero 7 giorni. [db]

 

La Bottega del Barbieri

3 commenti

  • ho visto su un video mostrato in una Casa di Cura romana l’indicazione che la
    mascherina va indossata solo in presenza di persone “malate”…. Era un video
    girato nel mese di marzo.
    E’ stata multata per 400 euro una persona senza mascherina su un ponte romano dove lei era l’unica persona presente lungo tutto il ponte . Era il Ponte della Musica. Lei ha fatto ricorso.

    • Le maschere (di carnevale) non servono a contrastare diffusioni di virus, in quanto i virus attaversano anche i filtri in ceraica… figuriamoci una pm 1… semmai sono utili a ridurre le particelle di particolato atmosferico sottile, create dai filtri delle auto (euro5-6) che invece di lasciar cadere il fumo nero pesante, lo frammentano in particelle microscopiche che finiscono fin dentro i polmoni… così le persone soffrano di più e i vecchi ed ammalati finiscono in terapie intensive a causa di polmoniti, causate in rpimis da batteri resistenti ad antibiotici, che fuoriescono dagli allevamenti industrial, disumani e disanimali… il Covid come tutte le influenze, rappresenta il tentativo di ristabilire l’equilibrio alterato da parte del dna virale prodotto dalle nostre cellule (e non proveniente da chissà dove), attraverso una reazione influenzale che attraverso le temeprature alte (febbre) uccide cellule patogene e cancerogene e infine anche gli stessi virus “spazzini”… salvo che gli equilibri non siano talmente alterati a causa di numerose patologie degenerative, causate dall’inquinamento e dall’alimentazione inquinati… ed allora gli ammalati subiscono il “colpo di Grazia” del covid… che se li parta all’altro mondo. e’ sempre stato così e sempre sarà… infatti, da quando c’è il Covid 19 sono spariti i morti e ammalati di inflenza… appunto, perchè l’influenza si chiama covid e ce ne sono tantissime varianti, che rendono per questo inutile e pericoloso un vaccino, che al massimo serve a far mutare più velocemente le particelle virali… se non a peggiorare la situazione con le numerose “controidicazioni e sostante epricolosi presenti”…

  • angelo maddalena

    ieri ho scritto una canzone liberatoria e insurrezionale, e terapeutica, si chiama E levati a mascherina, ti mando il link qui sotto, grazie Antonia Sani per la tua segnalazione e osservazione

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