BEATA VERGINE DI HIROSHIMA

Madonna del naufrago

di Gian Luigi Deiana

nella blasfemia il porco non è il bestemmiato, ma è il bestemmiatore

quando ero piccolo alla porta del tabacchino del mio paese dominava un avvertimento severo, non bestemmiare; in sardegna si imprecava tanto, ma non bestemmiava quasi mai nessuno; poi da ragazzino sono finito in italia centrale e ho scoperto le differenze dei linguaggi; ma soprattutto ne ho scoperto le doppiezze senza fondo e ho capito ben presto che la malvagità rispetto al sacro non sta nella bestemmia, ma sta nella blandizie: blandire il sacro, esibirsi come paladino di esso, usarlo come sponsor del proprio potere, questa è la malvagità radicale del discorso pubblico;

in questi giorni io sono lontano da casa; molti anni fa ero a reykjavik un sei di agosto, e di prima mattina incrociai un signore anziano a un semaforo con un cartello addosso; sul cartello era scritto “hiroshima, remember”;

io ero lì a zonzo in vacanza con tutti i problemi di chi non conosce il posto e nemmeno le direzioni stradali, ma quel cartello mi ricondusse alle priorità e mi impose una specie di preghiera;

tre anni dopo fui di nuovo a reykjavik negli stessi giorni, come capita per la fissazione delle vacanze; reykjavik era piccola allora e i semafori erano sempre quelli, ma ebbi un sobbalzo quando trovai di nuovo quell’uomo con la stessa scrittura nel cartello che mostrava davanti: “hiroshima, remember”; era di nuovo il sei agosto e questa volta mi venne quasi da piangere;

ora sono di nuovo qui, nei deserti interni di quest’isola tremenda, ma rispetto ad allora è più facile decidere le direzioni e ricevere notizie quali che siano, e apparentemente tutto questo conforta; ma ieri mentre guidavo in questo grande vuoto il mio equipaggio lesse con stupore il ringraziamento del ministro dell’interno e capo del razzismo italiano matteo salvini alla “beata vergine” per l’approvazione del decreto sicurezza bis, quello che crocifigge in partenza chi salva migranti in mare, e tale ringraziamento così speciale sarebbe riferito all’anniversario della prima apparizione della madonna a medjugorie, assunta in tal modo a tutrice della politica del respingimento totale, dato che una soluzione finale è da tempo dimostrata impossibile;

di nuovo il sei agosto: hiroshima, remember? medjugorie, beata vergine?

vi è una relazione volgare fra la retorica delle apparizioni e l’uomo solo al comando: napoleone terzo fece di lourdes il suo spot preferito, mentre fatima accadde nel contesto di una guerra mondiale troppo piena di sangue per ricavare un format politico dal racconto di un’apparizione; medjugorie a sua volta presenta risvolti torbidi, tanto da aver convinto la stessa gerarchia cattolica a una sostanziale sconfessione, ma non è questo il problema;

il problema è che questa cosiddetta madonna di medjugorie, che per le vicende connesse non è stata rivendicata più da nessuno salvo che da qualche tour operator dei circuiti di pellegrinaggio, è stata adottata senza competitori e con enfasi pontificale da un uomo politico di estrema destra; l’ ha chiamata “la beata vergine” ed io questo non lo sopporto;

se questa maria che mia madre pregava nelle settimane in cui le pecore figliavano ha un qualche luogo dove vedersi come madre, è laggiù oggi: madonna del golfo della sirte

da qui

Francesco Masala
una teoria che mi pare interessante, quella della confederazione delle anime. Mi racconti questa teoria, disse Pereira. Ebbene, disse il dottor Cardoso, credere di essere 'uno' che fa parte a sé, staccato dalla incommensurabile pluralità dei propri io, rappresenta un'illusione, peraltro ingenua, di un'unica anima di tradizione cristiana, il dottor Ribot e il dottor Janet vedono la personalità come una confederazione di varie anime, perché noi abbiamo varie anime dentro di noi, nevvero, una confederazione che si pone sotto il controllo di un io egemone.

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