Bo(h)nifica della Romagna: prima puntata

di Davide Fabbri

Inizia oggi una mia inchiesta a puntate sull’attività politico-amministrativa del Consorzio di Bonifica della Romagna. Un atto per me doveroso, dato che i riflettori dell’informazione locale – a mio modesto avviso – non si accendono adeguatamente su questi enti territoriali governati dalla politica.
Il Consorzio di Bonifica è un ente a carattere associativo misto pubblico-privato, di diritto pubblico, governato da un proprio cda (Comitato Amministrativo) che cura l’esercizio e la manutenzione delle opere pubbliche di bonifica e controlla l’attività dei privati sul proprio territorio di competenza. Opere di questo genere riguardano, ad esempio, la sicurezza idraulica (impianti idrovori, canali di bonifica), la gestione delle acque destinate all’irrigazione (impianti e reti irrigue), la partecipazione a opere urbanistiche, la tutela del patrimonio ambientale e agricolo. Si parla di Consorzio in quanto esistono i consorziati, vale a dire i proprietari degli immobili (terreni, abitazioni e/o fabbricati in genere) compresi nella zona di competenza dell’ente stesso. I consorziati, come sancito per legge, devono contribuire alle opere del Consorzio tramite tributi.
Un ente importante e di rilievo nel territorio.
La Giunta della Regione Emilia-Romagna è tenuta a svolgere – per legge – un’attività di vigilanza e controllo sulle attività del Consorzio di Bonifica, che prevede la verifica di coerenza con le norme regionali degli atti più importanti per la vita del Consorzio.
Oggi partiamo con un lavoro di approfondimento molto dettagliato, con dovizia di particolari, elaborato circa un anno fa. E’ un’interrogazione a risposta scritta alla Giunta Regionale dell’E-R. del consigliere regionale Piergiovanni Alleva.
E’ una argomentata interrogazione (del noto e affermato giurista, nonché consigliere regionale) volta ad accertare fatti che potrebbero essere ricondotti a ipotesi di ombre gestionali e operative del Consorzio di Bonifica della Romagna. Il testo dell’interrogazione affronta nodi estremamente spinosi e delicati: la gestione delle risorse economiche dell’ente in questione, una serie di interventi realizzati e diversi procedimenti disciplinari aperti verso numerosi dipendenti del Consorzio di Bonifica.
Buona lettura.

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA del consigliere regionale E-R Piergiovanni Alleva
PREMESSO CHE:
In merito all’operato del Consorzio di Bonifica della Romagna sono emersi alcuni episodi relativi soprattutto alla gestione delle risorse economiche di discutibile correttezza e regolarità. In particolare si segnala quanto segue:
– irregolarità nella destinazione dei finanziamenti ministeriali, in ambito PIN (Piano Irriguo Nazionale), per la realizzazione di impianti di distribuzione delle acque ad usi plurimi, affidati al CER ed al Consorzio. Tali finanziamenti erano condizionati alla compartecipazione da parte degli agricoltori, i quali avevano ottenuto di allacciarsi alle reti distributive costruite, ma queste quote non sono state mai da loro corrisposte. Tali somme, che ammontano a circa un milione di euro di mancate riscossioni, risulta siano state coperte con fondi residui di parte corrente del bilancio del Consorzio attraverso compensazioni di partite vietate dalla legge di contabilità pubblica e parte delle quali, per circa 500.000 euro, contabilizzata come crediti esigibili;
– in occasione della messa in sicurezza del nodo idraulico di Cesenatico, è stata eseguita la ristrutturazione degli argini del canale consortile Tagliata, resa possibile a seguito della demolizione dei capanni da pesca privati, poi ricostruiti ex novo su palificazioni. La realizzazione della platea di fondazione, l’impianto dei nuovi pali di sostegno per i capanni da pesca privati, la realizzazione delle nuove linee Enel e Acqua dei medesimi capanni, è stata impropriamente posta a carico dei fondi regionali ER di cui all’Ordinanza Presidenza del Consiglio dei Ministri n. 3258/2002-3464/2005-3477/2005, Delibera Giunta Regionale ER n. 300 del 06/03/2006. Decreto Assessore ER Protezione Civile n. 8 del 15.06.2006. Decreto Presidente Giunta Regionale 147/2008 da parte del Consorzio, giustificandola come necessaria per la difesa delle sponde del canale;
– le opere irrigue previste dal Piano di Sviluppo Rurale di circa tre anni fa sono state realizzate in spregio alla normativa, che assegna al Consorzio di Bonifica il mero ruolo di supporto nella progettazione e direzione dei lavori. Nel caso citato il Consorzio si è fatto carico di oneri economici per la realizzazione delle opere infrastrutturali, cioè ha realizzato opere di pompaggio, collocandole all’interno di un impianto per la bonifica idraulica, al fine di prelevare acque del CER presenti nel canale di bonifica e una condotta di adduzione primaria di circa 1 Km, per realizzare l’allaccio necessario alla rete interaziendale del Consorzio Irriguo (quest’ultima rete costruita con i fondi del PSR). I privati costituiti in un Consorzio Irriguo hanno compartecipato alle spese della sola rete interaziendale (con il contributo del 30%), mentre le opere di pompaggio e adduzione, per un importo di spesa di circa 200.000 euro, destinate ad uso esclusivo di questi privati, sono state realizzate con fondi del Consorzio di Bonifica. La normativa, regolante i finanziamenti del PSR, vieta in modo assoluto qualsiasi altro finanziamento in aggiunta al contributo comunitario, pena la revoca della concessione. La normativa in materia di bonifica dispone espressamente che il compito del Consorzio, ovvero l’oggetto sociale, sia l’esercizio, il funzionamento e la manutenzione delle opere pubbliche di bonifica affidate in concessione, con divieto di spesare sul proprio bilancio le spese per nuove opere;
– il rimborso delle spese legali ad una dipendente con a carico accuse piuttosto rilevanti di falso, per un episodio di firma digitale apposta indebitamente;
– contributi erogati ad Iibitum al Liceo classico di Cesena senza alcuna attinenza con il ruolo del Consorzio.

PRECISATO CHE:
Gli episodi sopra menzionati, non isolati ma esemplificativi della gestione non trasparente del Consorzio di Bonifica della Romagna, sono stati segnalati anche da altra interrogazione n° 1389 da parte del consigliere regionale Tommaso Foti.
La Giunta, tramite l’Assessorato competente, ha fornito risposte parziali e non esaustive dei fondati dubbi avanzati; le risposte derivavano infatti dall’ente, e quindi dalla dirigenza stessa, su cui si avanzano riserve di correttezza.

VALUTATO CHE:
Risulta che numerosi dipendenti del Consorzio, anche con mansioni di responsabilità, dirigenti e quadri, abbiano aperti procedimenti disciplinari non ancora né risolti né chiariti. Tale situazione quindi merita un surplus di attenzione ed approfondimento.

CHIEDO ALLA GIUNTA:
di verificare la gestione, sia economica sia generale del Consorzio di Bonifica della Romagna e di fugare ogni dubbio sulle segnalazioni avanzate.

Bologna, 8 febbraio 2017
Il Consigliere prof. avv. Piergiovanni Alleva

 

Redazione
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2 commenti

  • Ottimo. Prosegui. Chiediti altresì se sia giudto che cittadini che con l’agricoltura non hanno nulla da spartire debbano pagare oltre Hera anche la tassa annuale al consorzio.

  • laura prometti

    Hera non ha alcun compito di difesa idraulica del territorio. Tutta l’acqua meteorica che cade sul territorio non viene drenata e quindi portata a mare dai fiumi ma dal reticolo di bonifica e dagli impianti idrovore. Senza la bonifica la pianura padana tornerebbe palude e non ci sarebbe trippa ne per agricoltori ne per i i cittadini “urbani”
    Io mi stupisco che le persone non si rendano conto di vivere in un territorio “costruito” da incessanti secolari opere idrauliche ….ma tutte le alluvioni di questi ultimi anni non vi hanno insegnato niente? Ragionate invece di farvi obliterare la mente dalla demagogia politica. Se un ente ha amministratori e dirigenti non all’altezza non significa che le sue funzioni siano inutili. Nella pianura romagnola la bonifica è iniziata con gli Etruschi e da allora non si è mai fermata. Vogliamo iniziare Ora? Torneremo a vivere sulle palafitte…magari è pure divertente

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