Bolivia: prosegue la detenzione di Facundo Morales

Prigioniero politico della presidenta golpista Áñez dallo scorso 11 novembre, il giornalista argentino sconta la sua precedente militanza nelle Farc. Le sue condizioni di salute sono preoccupanti.

di David Lifodi

Facundo Morales, giornalista argentino della Revista Centenario, continua ad essere un prigioniero politico del governo golpista boliviano di Jeanine Áñez: seequestrato l’11 novembre scorso, adesso è recluso in un carcere di massima sicurezza di La Paz.

Il giornalista si trovava in Bolivia per seguire le elezioni presidenziali del 20 ottobre 2019 culminate poi con il colpo di stato che ha estromesso Evo Morales da Palacio Quemado. Fermato in un clima di repressione generalizzata da parte dei golpisti, Facundo Morales soffre di gravi problemi di salute, ma le autorità boliviane hanno fatto di tutto per non farlo comunicare con i propri familiari.

Il giornalista argentino, in relazione alla sua precedente appartenenza alle Farc colombiane, è stato utilizzato dal governo boliviano per dimostrare che la sua presenza in Bolivia in qualità di corrispondente rappresentava in realtà una copertura per organizzare una campagna internazionale a favore di Evo Morales per riportarlo alla presidenza. Quando Facundo è stato arrestato, stava documentando, tramite la sua macchina fotografica, la repressione delle proteste popolari contro il colpo di stato.

Giunto in carcere, Facundo Morales soffriva di un’insufficienza renale acuta, ma questo non ha impedito alle autorità boliviane di mantenerlo in prigione senza scarpe, con vestiti laceri, ma soprattutto senza alcuna cura. Non è stato chiarito se l’insufficienza renale è dovuta ad un’aggressione subita. Quando i genitori si sono recati in Bolivia, sono stati a loro volta arrestati dalla polizia e incarcerati in due celle separate per oltre un giorno senza mangiare e sottoposti a pesanti interrogatori. Se i genitori di Facundo Morales fossero rimasti in Bolivia avrebbero rischiato di essere uccisi, hanno riferito loro stessi, dopo aver fatto ritorno in Argentina, denunciando le minacce dei militari boliviani una volta liberati.

L’Argentina non ha mai riconosciuto il gobierno de facto boliviano, ma i genitori di Facundo hanno chiesto al governo che almeno prendesse una posizione ufficiale contro la presidenza Áñez. Il giornalista, che avrebbe rivestito un ruolo di rilievo anche negli accordi di pace tra il governo colombiano e le Farc (peraltro disattesi in gran parte da Palacio Nariño), non ha mai nascosto di aver fatto parte della guerriglia, prima di distaccarsene nel 2017. Morales sarebbe dovuto tornare in Argentina lo scorso novembre, ma aveva deciso di rimanere in Bolivia a seguito delle vicende poi sfociate nel golpe che ha destituito Evo.

Hugo Morales, padre di Facundo, ha raccontato che quando suo figlio arrivò all’Hospital Japonés di Santa Cruz de la Sierra, per conoscere la sua identità le forze di sicurezza boliviane digitarono il suo nome su Google ed emerse l’attività politica del giornalista, antecedente alla sua professione, e per questo il governo decise di incarcerarlo trasformandolo, di fatto, in un prigioniero politico. Attualmente, la detenzione di Facundo è giustificata con la fantasiosa quanto poco credibile accusa di “tentato omicidio” e di “associazione per delinquere” a seguito degli scontri avvenuti a Santa Cruz, la capitale economica, e con vocazione separatista, della Bolivia, ma senza alcuna prova di un suo reale coinvolgimento.

Definito dal colonnello Óscar Gutiérrez, direttore della Fuerza Especial de Lucha Contra el Crimen (FELCC), come un “agente esterno” infiltrato in Bolivia dalle Farc, Facundo Morales rappresenta tuttora il pretesto, per il governo golpista, per giustificare la repressione tuttora in corso contro i movimenti sociali. Le organizzazioni per la tutela dei diritti umani da tempo hanno chiesto che Facundo Morales sia rimpatriato in Argentina per la mancanza di imputazioni penali specifiche. Lo stesso Evo Morales e l’Alianza Bolivariana para los Pueblos de Nuestra América hanno richiesto il rimpatrio di Facundo.

L’avvocata Nadesdha Guevara, dell’Asociación Pro Derechos Humanos de Bolivia, che difende sia il giornalista sia i familiari delle vittime del colpo di stato, sostiene che Facundo debba essere immediatamente scarcerato per via delle sue precarie condizioni di salute e perché si trova nelle mani di un governo che tortura e reprime all’insegna del peggior terrorismo di stato.

Finora, sulla situazione di Morales, i paesi che si definiscono democratici e accusano quotidianamente il Venezuela di violare i diritti umani, non si sono mai pronunciati.

David Lifodi
Sono nato a Siena e la mia vera occupazione è presso l'Università di Siena. Nel mio lavoro "ufficioso" collaboro con il sito internet www.peacelink.it, con il blog La Bottega del Barbieri e ogni tanto pubblico articoli su altri siti e riviste riguardo a diritti umani, sindacalismo, politica e storia dell’America latina, questione indigena e agraria, ecologia.

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