Bologna/Hera: un altro morto di lavoro

di Vito Totire (*)

L’infortunio mortale di via Zanardi a Bologna di un lavoratore di Hera

Ci costituiremo parte civile sperando che la Procura non annunci assoluzioni preventive come ha fatto per il covid

Condoglianze ai familiari di Paolo Musolesi giovane lavoratore di Hera deceduto per un infortunio sul lavoro e un auspicio di guarigione senza postumi per il collega Andrea Bartolomei; al signor Bartolomei e alla famiglia del signor Musolesi offriamo sostegno ed assistenza se ne avessero bisogno, anche se presumiamo che si tratti di persone già tutelate sindacalmente.

Ai sindacati dei lavoratori peraltro proponiamo azioni comuni di costituzione di parte civile perché è indispensabile l’accertamento di responsabilità penali con contestuale vaglio del documento di valutazione del rischio. La ricostruzione dell’evento pare nebulosa ma se un lavoratore viene “comandato” a passare sotto un ponte è ovvio che non ha scelto lui quel percorso e che la fattibilità dell’attraversamento senza infortuni debba essere garantito prima dell’espletamento del lavoro. Il passaggio sotto il ponte doveva essere semplicemente evitato con quel mezzo e gestito con un mezzo di minori dimensioni? Il braccio meccanico si è mosso per un malfunzionamento? Sono domande a cui dovrà rispondere una inchiesta penale.

COMUNQUE SONO SUL MERCATO GIA’ DA MOLTI ANNI MEZZI CHE SEGNALANO PERICOLI (PERSINO IN ECCESSO) CON TELECAMERA COLLEGATA ALLA RETROMARCIA, AVVISATORI ACUSTICI PER OGNI TIPO DI RISCHIO…

HERA AVREBBE MATERALMENTE POTUTO INVESTIRE IN QUESTE TECNOLOGIE, SE E’ TROPPO ONEROSO STUDIARE I PERCORSI PRIMA DI COMMISSIONARE LE MANSIONI?

Rimane un amaro interrogativo; Hera ci raggiunge periodicamente con sue iniziative propagandistiche che collocano l’azienda nel top employers , una “graduatoria” – ai nostri occhi peraltro priva di qualunque autorevolezza – stilata evidentemente da una azienda privata che forse ha trascurato qualche fondamentale particolare: il fatto che Hera appalta i lavori più rischiosi (l’evento di via Zanardi fa eccezione) quali per esempio i lavori di taglio e bonifica delle tubazioni in cemento-amianto. Vorremmo conoscere la collocazione nella graduatoria di top employers anche di queste aziende per avere un quadro più obiettivo della situazione generale.

I dipendenti di Hera sono felici di lavorare lì: questa è l’immagine che Hera cerca di accreditare ma ci pare ragionevole quantomeno coltivare ampi margini di dubbio.

D’altra parte la recente conclusione del processo che ha assolto Herambiente (che ovviamente è cosa diversa da Hera) per la morte di un lavoratore dell’inceneritore, certo è una assoluzione ma ci risulta che il pm non fosse d’accordo. Chiavi di letture diverse dei medesimi fatti? L’assoluzione è stata “piena” ma anche per questo è auspicabile seguire i processi anche come parti civili.

(*) Vito Totire è medico del lavoro e portavoce della «Rete nazionale per la ecologia sociale»

 

La Bottega del Barbieri

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