Canto per El Paso

di Lance Henson (*) – a seguire la traduzione di Mauro Marra

Sorrow is no longer a word….as sadness….
as loss….

They are no longer words
If you are brown……if you are the
Other….they have not been words for us
For a long time….
They exist with us….

Fear is a word to us….
It marks the path of our enemies….

They fear….
They are not like us…we can smell their dead souls….
Their empty shadows….

Colorless….
Alone…..

Dog soldier song
For El Paso
8/5/19

Dolore non è più una parola…. come pure tristezza….

perdita….

Non sono più parole

Se hai la pelle scura ….. se sei

l’Altro …. per noi non sono mai state parole

da molto tempo….

Fanno parte della nostra esistenza….

La paura per noi è solo una parola …..

e marca il sentiero dei nostri nemici

Loro hanno paura ….

Non sono come noi… sentiamo il puzzo delle loro anime morte

Delle loro ombre vuote….

Senza colore….

In piena solitudine ….

Canto “dog soldier”

per El Paso

05/08/2019

 

DA WIKIPEDIA

La strage di El Paso è avvenuta il 3 agosto 2019 nella città texana di El Paso, negli Stati Uniti d’America: nella sparatoria, compiuta all’interno di un centro commerciale Walmart, sono rimaste uccise 22 persone mentre altre 24 sono rimaste ferite. Il sicario della strage, il ventunenne Patrick Crusius, è stato arrestato subito dopo l’attacco, mentre l’FBI indaga su atto di terrorismo interno e crimine d’odio… Poco prima di compiere la strage, Crusius avrebbe pubblicato un manifesto suprematista sul sito imageboard 8chan, in cui elogiava gli attentati di Christchurch, avvenuti il 15 marzo 2019 in Nuova Zelanda.

 

LANCE HENSON è un poeta del popolo che noi chiamiamo – erroneamente: è tsitsitas il nome giusto – cheyenne. Sue poesie, recensioni dei suoi libri e interviste sono più volte apparse in “bottega”. Chi volesse rintracciarle può semplicemente digitare LANCE HENSON in “cerca” (search) – nel blog lo trovate subito sulla sinistra – e poi cliccare.

 

Daniele Barbieri
Un piede nel mondo cosiddetto reale (dove ha fatto il giornalista, vive a Imola con Tiziana, ha un figlio di nome Jan) e un altro piede in quella che di solito si chiama fantascienza (ne ha scritto con Riccardo Mancini e Raffaele Mantegazza). Con il terzo e il quarto piede salta dal reale al fantastico: laboratori, giochi, letture sceniche. Potete trovarlo su pkdick@fastmail.it oppure a casa, allo 0542 29945; non usa il cellulare perché il suo guru, il suo psicologo, il suo estetista (e l’ornitorinco che sonnecchia in lui) hanno deciso che poteva nuocergli. Ha un simpatico omonimo che vive a Bologna. Spesso i due vengono confusi, è divertente per entrambi. Per entrambi funziona l’anagramma “ride bene a librai” (ma anche “erba, nidi e alberi” non è malaccio).

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