Cesena, 12 domande a Crc

di Davide Fabbri e Franco Faberi (*)

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CASSA DI RISPARMIO DI CESENA. LE 12 DOMANDE DEL «COMITATO DIFESA RISPARMIATORI» ALLA DIRIGENZA DELLA BANCA PER L’ASSEMBLEA DEGLI AZIONISTI DEL 3 LUGLIO AL CARISPORT DI CESENA.

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Lunedì sera si è tenuta una nuova assemblea pubblica di cittadini e azionisti della Carisp Cesena. Ancora una volta più di 200 persone hanno affollato la sala del quartiere OltreSavio di piazza Anna Magnani e 126 persone si sono iscritte al «Comitato Difesa Risparmiatori» presieduto da Davide Fabbri e da Franco Faberi.

Il Comitato intende battersi al fianco dei risparmiatori che hanno investito i propri risparmi in azioni che ora non valgono quasi più nulla. Assieme a uno staff di avvocati, stiamo valutando diverse azioni legali (collettive e singole) per accertare responsabilità penali dei dirigenti e amministratori della banca, e per chiedere giustizia sociale nei confronti di cittadini vessati e beffati dai poteri dei banchieri.
Abbiamo elaborato e condiviso dodici domande da porre all’attuale dirigenza del cda della banca in vista dell’assemblea degli azionisti già convocata per domenica 3 luglio alle ore 9 al Carisport di Cesena.
Queste le domande che diversi azionisti faranno alla prossima assemblea dei soci della Cassa di Risparmio di Cesena spa:

  1. Patrimonio netto residuo della banca € 107,853 Mln (pag. 62 della bozza di bilancio 2015). Il patrimonio netto al 31/12/2014 era € 357,885 Mln. Valore azione al 31/12/2014; 347.885.000 / 27.603.000 = 12,60 euro.
    Valore azione al 31/12/2015; 107.853.000 / 27.603.000 = 3,91 euro.
    Il valore dell’azione è stato portato a € 0,50 e quindi ne risulta una capitalizzazione della banca di 0,50 X 27.603.000 =13,8 Mln.
    Dove sono finiti i 94 Mln di euro di differenza, fra il patrimonio netto di 107,8 Mln e la capitalizzazione attuale di 13,8 milioni di euro?
  1. Portando il valore delle nuove azioni a € 3,90 (come da patrimonio netto) il Fondo interbancario acquisterebbe 280.000.000 / 3,90 = 71.795.000 (circa) che sommate alle 27.603.000 fanno 99.398.000 azioni. Il Fondo avrebbe il 72,22 % e il rimanente in mano ai privati piu’ le Fondazioni. Il Fondo rimane il proprietario indiscusso della banca con il 77% con la più ampia libertà di azione e di manovra.
    I privati e le Fondazioni vengono remunerati in modo più corretto.
    Si chiede di portare le azioni al valore di € 3,90 ad azione.
  1. Perché le Fondazioni non hanno reagito e non si sono opposte a questa netta riduzione del valore della azioni da 3,90 euro (valore corretto come da bilancio) a 0,50 euro? Come ha agito il nuovo cda della banca per avere probabilmente il loro silenzio, il loro assenso e il loro voto favorevole? Hanno forse scheletri negli armadi le Fondazioni che le obbligano al silenzio e specialmente a votare un bilancio così assurdo e iniquo?
  1. Warrant
    Si possono esercitare per l’acquisto di azioni nel periodo compreso fra 18 mesi e 60 mesi dalla emissione, allo stesso prezzo di emissione delle azioni acquistate dal Fondo interbancario. Come sarà organizzato il mercato dei Warrant per chi vorrà vendere gli stessi in toto o in parte durante i 5 anni di validità? Perché occorre attendere 18 mesi prima di esercitare il diritto di acquisto? Se dopo sei mesi o dodici mesi il titolo dovesse salire sopra il prezzo di emissione, potrebbe essere interessante per il privato acquistare i nuovi titoli ma non sarebbe permesso. Si vuole forse lasciare mano libera al Fondo interbancario di vendere la banca magari lucrandoci con un sovraprezzo?
    I 94 Mln di euro sottratti agli azionisti possono essere suddivisi fra venditore e compratore.
    Per il venditore (cioè il Fondo interbancario) potrebbe diventare un buon affare e ottenere una parte del valore sottratto ora agli azionisti.
    Per il compratore ugualmente potrebbe essere un buon affare perché anch’esso potrebbe ottenere un sovrasconto che è una parte di quanto è stato sottratto agli azionisti attuali. Una volta che il nuovo acquirente sarà diventato proprietario della banca con una maggioranza pari al 95,3% dei titoli, sarà gioco da ragazzi mantenere il valore a 0,50 euro fino alla scadenza dei cinque anni, ed evitare che i diritti vengano opzionati (acquisto azioni). Quindi si riuscirebbe anche a impedire un parziale ristoro degli azionisti (già buggerati dal bassissimo valore dei titoli) per mezzo dei warrant. Si chiede quindi che i warrant possano essere esercitati dal momento della loro emissione, e in caso di vendita del pacchetto di maggioranza della banca a un terzo, l’acquirente sia obbligato a lanciare un’opa (offerta pubblica di acquisto) totalitaria che preveda l’acquisto anche delle nuove azioni ottenute dai warrant o meglio ancora l’acquisto dei warrant al prezzo teorico che è la differenza fra il prezzo del titolo concordato con il Fondo e il valore base del titolo (0,50 euro).
  1. Le obbligazioni subordinate saranno vendibili? E se sì quando?
    Si chiede un impegno esplicito su questo argomento (vendibilità delle azioni subordinate) all’attuale cda della banca.
  1. Noi crediamo che le due passate amministrazioni della banca siano state deleterie: gravi errori ed omissioni, miopia nel comprendere la situazione economico-finanziaria, ma specialmente vi sono mostruosi conflitti di interessi dei dirigenti in particolare presidenti, vice presidenti e direttore generale Adriano Gentili. Il nuovo e attuale cda della banca sta valutando questi aspetti? Ha intenzione di fare un’azione di responsabilità nei confronti degli ex amministratori ed ex dirigenti?

7. Dal sito web “Romagna siamo noi” del 3 gennaio 2016. Dichiarazioni dirigenza CRC. I vertici della Cassa di Risparmio di Cesena sullo “stato di salute” dell’istituto. Banca solida con 300 milioni di capitale. La Cassa di Risparmio di Cesena è una banca solida con un capitale di trecento milioni di euro che punta al rinnovamento, all’aggregazione con altri attori bancari, a un grande piano industriale e all’aumento di capitale per fare fronte alle esigenze e alle responsabilità che si chiedono a una moderna banca. E’ quanto hanno voluto ribadire i vertici della Cassa di Risparmio, nella figura del presidente Tomaso Grassi, del direttore generale Adriano Gentili, del vice direttore Dino Collinucci e dal presidente e vice presidente della Fondazione Cassa di Risparmio Bruno Piraccini e Guido Pedrelli. «Il nuovo piano industriale della Cassa di Risparmio di Cesena – dice il presidente Tomaso Grassi – fatto in collaborazione con l’advisor “Prometeia” non è stato possibile presentarlo all’attuale consiglio di amministrazione in quanto questo, che dovrà attuarlo, sarà rinnovato in aprile, maggio di quest’anno».
«L’aumento di capitale che si andrà ad attuare – afferma il direttore generale Adriano Gentili – viene molto in ritardo rispetto a quelli, estremamente onerosi, fatti da altre banche a livello nazionale. Dopo l’ispezione fatta dalla Banca d’Italia, meticolosa e approfondita, sul portafoglio crediti è stata suffragata la solidità della nostra banca con un patrimonio netto che si assesta oltre i trecento milioni di euro. La salute del sistema è testimoniato dal fatto che dal 2007 al 2014 è stato realizzato un utile netto di novantotto milioni di euro di cui sessantotto dati in dividendo. Inoltre sulle sofferenze bancarie abbiamo un indice molto alto di copertura del cinquantasei per cento e il resto sono crediti ipotecari. Assolutamente irreali le paure della “Bail in” (la nuova regola che prevede il concorso dei conti correnti in caso di crac bancario)». «Un futuro da ridisegnare che prevede nuovi impegni in una necessaria aggregazione con altre banche – dice Bruno Piraccini presidente della Fondazione Cassa di Risparmio – la Fondazione farà la sua parte pur non potendo entrare nella gestione della banca. Per agevolare al meglio ridurremo da undici a nove o sette i nostri rappresentanti nel consiglio di amministrazione, lanciando sempre i due posti riservati ai privati, per permettere l’inserimento di persone competenti non solo di queste zone».

Voi confermereste quando detto solo pochi mesi fa? Oppure ritenete che queste affermazioni possano configurarsi come “FALSE COMUNICAZIONI SOCIALI” e quindi meritino di essere menzionate in un esposto alla Procura della Repubblica? Siete a conoscenza che la CONSOB ha recentemente aperto un’inchiesta riguardo a false e incomplete dichiarazioni e comunicazioni sociali? Cosa potete dirci in merito?
Ci risulta che al momento non sia stato liquidato il TFR all’ex direttore generale Adriano Gentili. Si può confermare la notizia e dare spiegazioni in merito?

  1. Nel caso il bilancio non venisse approvato, l’attuale cda della banca potrebbe riesaminarlo e variarlo nella richiesta di ricapitalizzazione del Fondo interbancario, mantenendo il totale a 280 Mln di euro, ma portando il valore del titolo da 0,50 euro a 3,90 euro, che è il valore corretto delle azioni. Siete d’accordo con la nostra impostazione?
  1. Ritenete che come è avvenuto e ampiamente dimostrato per le quattro “banche salvate” (Banca Etruria, Cari Chieti, Cari Ferrara, Banca Marche) ed per il caso più recente di Popolare di Vicenza, anche in questa occasione (Crc) vi siano state indebite pressioni, false comunicazioni, garanzie menzionate verbalmente, eccessive rassicurazioni, che hanno indotto i risparmiatori meno esperti nei meccanismi finanziari a male interpretare il rischio di un investimento in azioni della Crc? Poiché le assicurazioni verbali dei direttori di filiale apparivano sufficienti per effettuare un investimento privo o quasi privo di rischi, mentre il rischio effettivo dell’investimento, come poi si è dimostrato, eccedeva di tanto quello che era il profilo di rischio della maggioranza dei risparmiatori azionisti. Siete a conoscenza del fatto che gli stessi responsabili Crc che avevano così caldamente raccomandato l’investimento in azioni Crc come sostanzialmente privo di rischio e anzi come un investimento che garantiva un buon reddito e anche un apprezzamento nel tempo, non abbiano mai ricontattato gli investitori a partire dal 2012, periodo in cui cominciava a essere evidente per tutti gli addetti ai lavori che il deterioramento della situazione della Crc avrebbe altamente consigliato un disinvestimento totale o almeno parziale sui titoli Crc?
  1. Per la parte straordinaria si chiede di poter modificare l’articolo 7 comma 2, che prevede chi possa essere escluso dalle limitazioni di avere oltre il 2% di azioni dell’istituto. Evidentemente si vorrà introdurre anche il Fondo interbancario. Perché non viene modificato anche l’art. 1 per prevedere che anche i privati o persone giuridiche (società e assimilabili) possano avere una quota superiore al 2%?
    L’evoluzione della legislazione bancaria ha portato le Casse di Risparmio a essere sostanzialmente equiparate alle altre banche.
    Vi sono forse delle condizioni ostative dovute a norme di legge per una proprietà maggiore del 2% a soggetti non pubblici?
  1. Ci potete spiegare se la trattativa con il gruppo Rothschild iniziato con il precedente cda della banca sia poi continuata, oppure con quali gruppi italiani o esteri sia stata iniziata una trattativa per l’acquisto della maggioranza dei titoli e una ricapitalizzazione, prima dell’opzione Fondo interbancario? E in caso fosse stata iniziata perché non è andata a buon fine?
  1. Conosciamo la mole dei crediti deteriorati che ha raggiunto l’incredibile cifra di circa 1.300 Mln di euro (circa). Ci potete dire quante sono le esposizioni deteriorate oltre un milione di euro? E il totale, oppure la percentuale rispetto al totale dei crediti deteriorati?
    E quante comprese fra 500.000 e un milione di euro? E il totale, oppure la percentuale rispetto al totale? Consapevoli delle limitazioni imposte dal segreto bancario, ci potete comunicare l’importo e anche i soggetti (persone fisiche, società, enti) più esposti, almeno i primi 20 della lista?

Dichiarazione conclusiva di ogni intervento

«Io sono associato al “Comitato difesa Risparmiatori della Cassa di Risparmio di Cesena” e chiedo che venga convocato un incontro di approfondimento fra la dirigenza dell’Istituto e i rappresentanti del Comitato stesso»

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Dichiarazioni di voto.

Parte ordinaria

Punto 1 – Approvazione Bilancio 2015

Per tutti i motivi sopra indicati: NON APPROVO

Chiediamo inoltre a tutti gli azionisti attuali della Carisp Cesena di non approvare in data odierna il bilancio in attesa di nuove negoziazioni con gli azionisti e modifica del bilancio.

Parte Straordinaria.

Punto 1 – Eliminazione valore nominale modifica dell’art. 5, comma 1, dello Statuto Sociale: SI’ APPROVO.

Punto 2 – Nuova eccezione alla limitazione di possesso azionario modifica dell’art. 7, comma 2, Statuto Sociale. Si chiede anche la modifica del comma 1 che tolga la limitazione al 2% anche per privati e persone giuridiche (società): SI’ APPROVO, solo previo accoglimento della modifica al comma 1.

Punto 3 – Proposta di attribuzione al Consiglio di Amministrazione di delega, ai sensi dell’art. 2443 del codice civile – da esercitarsi entro e non oltre il 31 dicembre 2016 – per aumentare a pagamento in denaro il capitale sociale: SI’ APPROVO, solo a condizione che si accetti questa modifica.
Il valore delle nuove azioni emesse che verranno acquistate dal Fondo interbancario e poi conseguentemente anche tramite i Warrant dagli azionisti attuali per un totale di 280 Mln (relativamente al fondo interbancario) e 55 Mln (circa) tramite i Warrant.

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(*) Davide Fabbri, blogger indipendente, e Franco Faberi (esperto in economia e finanza) sono i referenti del «Comitato Difesa Risparmiatori Carisp Cesena».

Redazione
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