Cesena: alberi, banche, firme e Lucchi

tre post di Davide Fabbri (*): il primo sulla “Cassa Risparmio di Cesena” e gli altri due sugli alberi della Malatestiana

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CASSA DI RISPARMIO DI CESENA. MAURIZIO BRUNELLI DEL PD QUALI INTERESSI ANDRA’ A DIFENDERE?
I miei 25 lettori lo ricorderanno perfettamente: il primo febbraio scorso si è tenuta nella chiesa del S. Agostino di Cesena l’assemblea degli azionisti della Cassa di Risparmio di Cesena spa. Sono stati totalmente rinnovati gli organi di governo e di controllo della banca dei poteri forti della città, la più influente e in mano da sempre a uomini legati ai centri di potere del territorio. Sia nel cda che nel collegio dei sindaci revisori non è rimasto un solo componente di coloro che hanno dato le dimissioni imposte da Bankitalia. Di fatto un fittizio commissariamento della banca, a fronte di una dettagliata e corposa relazione di Bankitalia (frutto di una ispezione durata mesi), relazione mai resa pubblica nonostante i miei continui e assillanti appelli alla trasparenza e alla divulgazione di informazioni importanti per i soci, risparmiatori, correntisti, cittadini del territorio. Oggi voglio ricordare e far notare che i due consiglieri di amministrazione espressi dagli azionisti privati (che posseggono il 34% delle azioni) sono Fabrizio Ceccarelli, amministratore delegato della Sais sementi, e Maurizio Brunelli del Pd.

Chi è Maurizio Brunelli? Io lo conosco bene. E’ un perfetto democristiano. L’ho conosciuto ai tempi in cui svolgevo – nel mio tempo libero – l’attività di consigliere comunale di opposizione al sistema affaristico di occupazione a ragnatela del PDS-DS-PD per troppi e lunghi anni, ben 17. Maurizio Brunelli era allora dirigente al settore Personale del Comune di Cesena. Poi, una volta andato in pensione, è stato assessore e vice presidente del Pd nella giunta della Provincia di Forlì-Cesena. Ora questo nuovo importante incarico nel cda della Carisp in grande crisi. Elemento da non sottovalutare: Maurizio Brunelli è amico personale di Adriano Gentili, ex padre-padrone della Cassa di Risparmio, per ben 42 anni direttore generale della banca. Con Adriano Gentili direttore generale della banca si è largheggiato troppo nella concessione degli affidamenti. Prestiti concessi con poche garanzie, favorendo impropriamente diversi clienti. Enormi esposizioni bancarie nei confronti di società immobiliari e imprenditori amici. Molte di queste pratiche venivano gestite direttamente da Adriano Gentili.

Maurizio Brunelli e Adriano Gentili sono stati nello stesso banco a scuola. Amici da allora. Una domanda sorge spontanea: il democristiano Maurizio Brunelli del Pd difenderà a spada tratta gli interessi degli azionisti privati, sarà autonomo e indipendente nelle scelte o si farà influenzare dall’amicizia con l’altro democristiano e ciellino Adriano Gentili?

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       CITTADINANZA ATTIVA E TUTELA ALBERI PREGIATI DELLA MALATESTIANA. SUPERATO LO SCOGLIO DELLE TREMILA FIRME: SIAMO A QUOTA 3.011 IN APPENA 4 SABATI.

Una cittadinanza attiva a favore della tutela degli spazi verdi urbani e degli alberi sani e pregiati della Biblioteca Malatestiana di Cesena. Un comitato spontaneo ricco di volontari e attivisti dotati di buon senso e passione. Una petizione popolare e una raccolta di adesioni volta a contrastare abbattimenti ingiustificati di splendide alberature sane di 60-70 anni: le firme fin qui raccolte sono ben 3.011. Tutto è accaduto in appena 4 sabati. Il 7 maggio scorso abbiamo iniziato la raccolta di adesioni per la tutela degli alberi pregiati della Malatestiana, nel cuore del centro storico di Cesena. Un’azione simbolica per dare la parola a chi non ha diritti: gli alberi pregiati, ad alto fusto, creature viventi della Malatestiana, un luogo identitario magico, di valore culturale e storico. Una ricchezza ambientale e paesaggistica. Il ringraziamento va a tutti cittadini firmatari, un grazie speciale ai tanti volontari che si stanno alternando con passione e entusiasmo ai nostri banchetti di raccolta firme; continueremo fino alla festa del patrono, San Giovanni Battista, 24 e 25 giugno. Andremo successivamente a consegnare le migliaia di firme della petizione popolare al sindaco e al presidente del Consiglio comunale.

La politica locale dovrà poi decidere se tenere conto del peso e delle volontà di queste migliaia di testimonianze e di sensibilità. Io ne sono certo, lo affermo da diverso tempo: con questo largo consenso popolare (non scontato), gli amministratori pubblici dovranno obbligatoriamente rivedere quel progetto insensato e tutelare le alberature della Malatestiana. Partiamo dalla tutela degli alberi e realizziamo un progetto condiviso delle Tre Piazze (più il chiostro di San Francesco) del centro storico di Cesena.

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Quest’ultimo è un post del 10 maggio, utile per inquadrare meglio la questione – più volte affrontata qui in “bottega” – degli alberi eliminandi.

     DIFESA ALBERI BIBLIOTECA MALATESTIANA, NOSTRA REPLICA ARGOMENTATA ALL’UOMO SOLO AL COMANDO.
Abbiamo letto con attenzione l’intervento del sindaco di Cesena in merito alla questione sollevatasi sugli alberi della Biblioteca Malatestiana.
Lo trovate qui sotto in link. Onestamente bisogna riconoscere a Paolo Lucchi una notevole capacità retorica, anzi, per essere più precisi, dovremmo dire che è un vero artista del rivoltare le cose e falsare la lettura dei fatti a suo interesse e favore. Ma in questo pezzo si è spinto oltre, fin quasi la calunnia, sicuramente fino all’offesa. Andando per gradi, cominciamo col chiarire che, al contrario di quanto afferma il sindaco, nel progetto di riqualificazione delle tre piazze, vincitore del concorso di idee del 2011, non è previsto alcun albero “ad alto fusto”. A meno che la letteratura scientifica che definisce e classifica le specie vegetazionali non sia cambiata stanotte e solo il sindaco ne sia al corrente, la sua affermazione è infondata; e siccome è rilasciata ufficialmente agli organi di stampa, quindi con coscienza, dobbiamo considerarla falsa. Nel suddetto progetto, come si evince non tanto dai rendering che sono solo indicativi, ma più precisamente dall’elenco di capitolato di tutte le essenze previste, sono indicate inequivocabilmente diverse specie erbacee e arbustive e solo alcuni peri giovani di serra. Questi ultimi tutto possono essere considerati tranne che alberi ad alto fusto. Nella migliore della ipotesi fra una decina di anni, quando saranno alla fine del loro ciclo vitale e dovranno essere sostituiti, potranno garantire un decimo dell’ombra prodotta ora dagli alberi esistenti, i quali al contrario sono a tutti gli effetti “ad alto fusto” e pure di grande superficie fogliare (specialmente i lecci quercus ilex), e hanno cicli vitali molto lunghi, tali da poter considerare questi della Malatestiana ancora molto giovani. Inoltre vogliamo chiarire anche e una volta per tutte che tutti gli alberi della Malatestiana sono in perfetta salute, sani e vitali, veramente di pregio, sia dal punto di vista della classificazione scientifica che da quello ecologico-ambientale ed estetico. Qualità che di certo non possono essere accreditate alle essenze di nuova piantumazione previste da questo progetto, come pure da tutti gli altri progetti che parteciparono al concorso di idee.

Questi sono i dati, quelli veri e certi che il sindaco Lucchi invoca come presupposto fondamentale per una discussione costruttiva. Le notizie inesatte e allarmistiche sono semmai riportate da giornalisti allineati, o forse in qualcuno fra i mille commenti di ogni tono e parte che si sono susseguiti sui social in questi giorni, dei quali naturalmente noi non siamo minimamente responsabili. Su una cosa Lucchi ci ha preso: la conferma dell’alta sensibilità ambientale dei cesenati. E’ vero, i cesenati hanno una grande sensibilità, peccato che non si possa dire altrettanto di amministratori pubblici e tecnici. Ma per chiarire meglio le idee all’uomo solo al comando, ciò che è successo sabato mattina ci regala diversi dati molto importanti ed incoraggianti.
1) L’altissima affluenza, senza precedenti, di persone che hanno chiesto di voler firmare. 2) Moltissime quelle che si sono informate sul prosieguo dell’iniziativa. 3) Molte quelle che si sono rese disponibili a collaborare. E questi primi tre punti sono sufficienti a dare la misura della partecipazione, ma volendo analizzarla: 4) Le persone che si sono susseguite, in un flusso continuo ed ininterrotto tutta la mattina di sabato scorso fin quasi le 13, componevano un campione molto eterogeneo e diversificato per età, impegno, cultura, esperienze, provenienza, tutte con idee molto chiare e precise su questo problema come su altri della città. Questo dato dà un valore ancor più forte, perché non si tratta solo dei nostalgici degli alberi, ma ancora: 5) Oltre ad apporre la propria firma negli appositi moduli, molte persone si fermavano formando gruppi di discussione per tutta la mattina, dai quali è emerso con forza un dato chiaro: la gente è indignata e per nulla sprovveduta. Mette insieme le cose e trae conclusioni.

La gente è sì arrabbiata per l’abbattimento degli alberi della Malatestiana – e molto, e per molte ragioni – ma poi collega questa ad altre decisioni dell’amministrazione e si sente defraudata dei propri diritti e della propria città. Perché sì, la città è dei cittadini, non di uno o di pochi che ci fanno gli affari. Così la gente è indignata e sabato lo ha espresso apertamente e chiaramente. Questo è un dato vero quanto importante, del quale il primo cittadino dovrà, volente o nolente, tenere conto. Invece Lucchi ha completamente pisciato fuori dal vaso parlando di ambientalismo a corrente alternata. Per cominciare a “Carta Bianca” non fu data la possibilità di dire alcunché sui progetti di riqualificazione della città, perché vennero accuratamente scelti gli interventi tema per tema e non ci fu una vera e propria discussione. Ma ciò nonostante, noi abbiamo sempre espresso il nostro parere contrario alle trasformazioni degli ambienti urbani in spianate lastricate, fredde e inaccoglienti, appena ornate da scarni alberelli di serra. Il sindaco non faccia confusione. Noi non abbiamo mai contestato gli alberi di Piazza della Libertà ma abbiamo criticato il progetto nella sua interezza, quale portatore di una visione e mentalità urbanistica freddamente tecnica, slegata dal contesto architettonico e storico e soprattutto da ogni buon senso e senso della bellezza. Badi: noi non siamo per alberi di serie A e alberi di serie B, questa mentalità arretrata e limitata non ci appartiene. Noi siamo per salvaguardare il naturale contro l’affermazione dell’artificiale. Non è difficile da comprendere.
Molto grave è l’attacco che il sindaco fa nei nostri personali confronti, un plateale tentativo di delegittimazione dell’avversario (pratica politica vile e scorretta). Giudizi totalmente infondati e inesatti, calunniosi e offensivi, che non accettiamo e rimandiamo al mittente. Come si permette il primo cittadino di giudicare così faziosamente e pesantemente i suoi cittadini, senza peraltro conoscere bene sia le persone, che le loro storie, che i fatti in questione? Senza aver minimamente cercato un dialogo, un confronto o semplicemente di capire? Solo perché sostengono cose che danno fastidio ai suoi disegni? Un primo cittadino dovrebbe brillare per correttezza e imparzialità, dovrebbe esserne il depositario e il garante. Se non ne è capace dovrebbe dimettersi.
Piero Guiducci – Mirko Moriero – Davide Fabbri , promotori della petizione popolare

http://www.cesenatoday.it/cronaca/progetto-tre-piazze-intervento-paolo-lucchi-sindaco-cesena.html


(*)
Davide Fabbri è blogger, ex consigliere comunale di Cesena. Lo incontrate spesso in “bottega”. Perfino “a colpi di due”, visto che Fabbri a volte sembra un incrocio fra Stakanov e Bolt. Spesso… o troppo? Mi sono fatto da solo l’obiezione: perché in “blottega” passo tanti post di Davide, anche se hanno perlopiù una valenza locale? Mi rispondo così. Ci sono due motivi. Il primo: sono articoli ben scritti e documentati, non è poco di questi tempi; anzi per essere più precisi la serietà della analisi e della denuncia sembra una chimera, al tempo dei silenzi pilotati da una parte e degli insulti beceri e/o polemiche sul nulla dall’altra parte. Il secondo motivo: Davide Fabbri mostra come si dovrebbe fare ricerca, denuncia e opposizione contro i poteri forti (vecchi e nuovi) e le loro sponde politiche, soprattutto dove s/governa il “nuovo” Pd; dunque come bisognerebbe lavorare – cioè “faticare” e “martellare” – per mettere al centro l’interesse collettivo; a volte il discorso è localissimo ma il metodo è globale. In questo senso i post di Fabbri possono dare indicazioni utilissime anche a chi… Cesena neppure sa dov’è. (db)

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