Cesena-amianto: il Comune non dà il buon esempio

di Davide Fabbri

AMIANTO DA BONIFICARE. IL COMUNE DI CESENA NON DA’ IL BUON ESEMPIO


Ho effettuato ieri un sopralluogo in via Ficchio 433, a Martorano di Cesena. Con tanto di reportage fotografico.

Qui il Comune di Cesena è proprietario e gestore di un imponente deposito. Il disordine e il degrado la fanno da padrone. L’aspetto più imbarazzante che si desidera segnalare è la presenza delle coperture in eternit dei tetti dei capannoni. Sono in cemento-amianto, non in buono stato. In diversi punti, tali coperture sono pericolosamente danneggiate. Le fibre di amianto – cancerogene – si disperdono nell’aria. Se vengono inalate, le polveri contenenti fibre di amianto possono causare il tumore del polmone e mesoteliomi. Quando vengono inalate, le fibre entrano in profondità nei polmoni ed essendo resistenti alla degradazione non vengono eliminate. La presenza delle fibre crea uno stato di infiammazione persistente in cui vengono prodotte molecole che danneggiano il DNA delle cellule, favorendo la trasformazione tumorale. Se vengono danneggiate le cellule del polmone si sviluppa un tumore del polmone; se vengono danneggiate le cellule della pleura (la membrana che avvolge il polmone) si sviluppa un mesotelioma pleurico. Il processo di sviluppo della malattia è estremamente lungo: passano in genere oltre 25 anni (e spesso 40-50 anni dall’inizio dell’esposizione all’amianto) prima che compaia il cancro, in particolare il mesotelioma.

La via Ficchio di Martorano di Cesena quotidianamente è frequentata da persone che passeggiano e corrono, persone amanti della tutela della propria salute. E lo fanno in un’area potenzialmente a rischio.
Le norme di riferimento sono molto chiare. Se la copertura in cemento-amianto è danneggiata e rischia di sbriciolarsi e diffondersi nell’aria, dal momento che presenta un rischio serio per l’uomo,
deve essere rimossa totalmente e sostituita attraverso lo smaltimento. Nel caso in cui il materiale sia compatto e quindi non presenti rischi per la salute dell’uomo, si può invece procedere alla bonifica dell’amianto, tramite incapsulamento o confinamento.


Chiedo al sindaco Enzo Lattuca e all’assessore all’ambiente Francesca Lucchi di attivare al più presto tutte le procedure per bonificare l’area dall’amianto e di sistemare l’intera area esterna ai capannoni. Anche per ragioni di decoro urbano.

Cesena, 4 marzo 2020

 

Così la replica del sindaco: 

http://www.comune.cesena.fc.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/44162?fbclid=IwAR3Xr1LEwiodwkfTNUEqGe8FDm6tJMPZY7ZUULrgtdd_JDOiJgvp0VxjjZc

http://www.cesenatoday.it/cronaca/coperture-in-eternit-danneggiate-il-comune-bonifica-dei-capannoni-nei-prossimi-mesi.html

 

La Bottega del Barbieri

Un commento

  • Di cosa si è occupato il comune di Cesena dal 1992 ad oggi? Cioè dal varo della legge 257/92-Norme per la cessazione dell’uso dell’amianto ?
    Vedo peraltro una recente iniziativa apologetica di Bufalini che viene presentato -con un evidente volo pindarico-in qualche modo collegabile a Leonardo da Vinci e al metodo “sperimentale”…
    ora , a me risulta che Bufalini sia stato un sostenitore della tesi “epidemista” ai tempi del cholera morbus, contrapposta a quella “contagionista”…
    non vorrei quindi che la origine locale di Bufalini attenuasse la critica storica che deve essere obiettiva e non fondata sulle rimozioni; poi Bufalini rimane un personaggio storico importante ed è giusto ricordarlo ma, appunto, criticamente…
    con Davide Fabbri abbiamo fatto una campagna elettorale nel 1995 a Cesena; denunciammo il rischio amianto, anche in quella circostanza; vuoi vedere che se fosse stato eletto sindaco lui quel capannone sarebbe stato bonificato prima ?
    In quegli anni furono censiti a Cesena 5.000 immobili con cemento-amianto; quanti ne sono rimasti?

    Vito Totire/AEA

    Vediamo di recuperare terreno;

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