Cesena, ancora sull’azione legale contro Crc

L’11 luglio nuovo incontro del «Comitato Difesa Risparmiatori della Cassa di risparmio Cesena»

di Davide Fabbri (*)

E’ convocato un nuovo incontro pubblico del «Comitato Difesa Risparmiatori CRC», che conta al momento 512 iscritti: martedì 11 luglio presso la sala del Quartiere Oltresavio di Cesena (in piazza Anna Magnani 143) dalle 17 fino alle 21.30.

Verranno raccolti nuovi mandati alla presenza degli avvocati di Adusbef Grazia Angelucci e Vincenzo Bellitti. Per la costituzione – da parte degli azionisti CRC – di parte civile nel processo penale che vede rinviati a giudizio e imputati gli ex vertici della Cassa di Risparmio di Cesena.

Il nostro Comitato ha organizzato questo nuovo incontro per consentire a tutti quegli azionisti che fino ad ora sono rimasti “alla finestra” di costituirsi parte civile nel processo penale, al fine di ottenere il risarcimento del danno, un legittimo risarcimento del risparmio tradito.

Queste le cose da fare. Per costituirsi parte civile occorre:

– iscriversi al nostro Comitato (20 euro);

– aderire all’Adusbef (5 euro);

– consegnare fotocopia del documento identità dell’azionista;

– consegnare attestato di possesso delle azioni, cioè occorre l’estratto conto del dossier titoli delle azioni di CRC.

Il costo della difesa legale per tutta la durata del processo penale è il seguente:

* 250 euro per chi ha meno di 355 azioni;

* 400 euro per chi ha più di 355 azioni;

verrà applicato uno sconto di 50 euro nei confronti di chi ha lo stesso conto titoli intestato al marito o alla moglie.

Faremo il punto della situazione con gli avvocati Angelucci e Bellitti. Illustreremo le nuove iniziative che il Comitato ha intenzione di promuovere, per tentare di evitare le prescrizioni processuali.

Al momento sono 639 i soggetti che la Procura ha ammesso come parti civili. Infatti il giudice nella seduta del 6 giugno scorso ha ammesso tutti i 639 che hanno chiesto di partecipare al processo in qualità di danneggiati, parti civili nel processo penale. Una cosa molto simile a una “class action”, dal momento che la stragrande maggioranza di questi azionisti sono tutelati in aula da avvocati di associazioni dei consumatori: Adusbef (avvocati Grazia Angelucci e Vincenzo Bellitti) in collaborazione col nostro Comitato Difesa Risparmiatori CRC, e Codacons.

Il processo dibattimentale inizierà il 22.1.2018. Verranno giudicati gli ex vertici della banca per false comunicazioni sociali e per ostacolo all’attività di vigilanza della Banca d’Italia. I rinviati a giudizio sono i seguenti:

Germano Lucchi (ex presidente del cda e rappresentante legale di CRC dal 1.1.2007 al 13.5.2014), Atos Billi (ex vicepresidente del cda), Enrico Bocchini (membro del cda), Giovanni Maria Boldrini (membro del cda), Francesco Carugati (membro del cda), Pier Angelo Giannessi (membro del cda), Mario Riciputi (membro del cda), Giovanni Tampieri (membro del cda), Vincenzo Minzoni (presidente del collegio sindacale), Luigi Zacchini (membro del collegio sindacale), Adriano Gentili (direttore generale).

Nel mirino della magistratura forlivese c’è il bilancio consolidato dell’anno 2012 della banca dei poteri forti di Cesena (dell’istituto cioè che era il più influente della città) nel quale per la Procura della Repubblica di Forlì non sarebbe stato correttamente rubricato il credito che la banca vantava nei confronti della Holding dell’immobiliarista di Bertinoro Pierino Isoldi, credito classificato come “ristrutturato” nel bilancio quando invece doveva essere inserito fra i crediti in sofferenza, anche su indicazione della Banca d’Italia che chiedeva maggiori accantonamenti. Questo avrebbe permesso di non esporre in bilancio maggiori perdite per 15 milioni di euro.

(*) Davide Fabbri è portavoce del Comitato Difesa Risparmiatori CRC. Di questa vicenda in “bottega” si è più volte parlato.

Redazione
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