Cesena: come mai tutti i potenti contro il piccolo Davide?

Davide Fabbri ricostruisce la causa milionaria contro di lui. QUARTA (E ULTIMA) PUNTATA.

 

PERCHE’ CONAD HA CHIESTO A DAVIDE FABBRI UN MILIONE DI EURO DI RISARCIMENTO DANNI?
Ricostruzione della vicenda in quattro puntate.
Entro pochi mesi (sospensione attività dei tribunali da emergenza “corona virus” permettendo) ci sarà la sentenza di primo grado del processo civile che vede CONAD chiedere 1.000.000 – un milione – di euro per diffamazione.

QUARTA E ULTIMA PUNTATA (*)
TUTTI CONTRO DAVIDE FABBRI. LE DICHIARAZIONI DEL BLOGGER E UNA RICHIESTA DI SOLIDARIETA’ CONCRETA
L’atto di citazione in tribunale in sede civile di CIA-CONAD è un chiaro tentativo di minare la mia serenità nel portare avanti determinate inchieste, evidentemente scomode, come blogger indipendente. Chi mi conosce sa perfettamente che faccio inchieste rigorose e ho sempre dato prova di essere ben documentato basandomi squisitamente sui fatti. Non è possibile che una importante realtà della Grande Distribuzione Organizzata come CONAD utilizzi una tale “potenza di fuoco” contro un semplice blogger di provincia che non ha editori e coperture legali alle spalle. Un utilizzo abnorme dello strumento giudiziario, portato avanti con una fretta e furia tali, da apparire spropositate.
Luca Panzavolta mi conosce bene. Abbiamo svolto insieme (per un certo periodo) il ruolo di consigliere comunale di Cesena. Lui seduto in maggioranza, sempre e comunque dalla parte del potere locale, io seduto in minoranza a svolgere il fondamentale ruolo dell’opposizione costruttiva.
Non è stato dato al sottoscritto alcun avviso preventivo in merito all’atto di citazione del luglio 2016, non c’è stato alcun contatto dopo la citazione di richiesta di risarcimento danni pari ad 1 milione di euro.
In concreto CONAD ha estrapolato una serie di frasi da una quindicina di miei articoli di una inchiesta che ho scritto nell’arco di due anni (2014-2016) per contrastare il progetto voluto dall’ex sindaco Paolo Lucchi di nuovo Ipermercato CONAD al Montefiore di Cesena, o meglio del raddoppio delle superfici commerciali del centro commerciale esistente CONAD-Montefiore, con patto di scambio per la costruzione della nuova Caserma dei Carabinieri.
Gli esposti disciplinari avanzati verso i miei avvocati difensori mi hanno lasciato letteralmente senza parole.

Raccontando i fatti posso aver avanzato critiche anche dure nei toni ma nella sostanza nulla di oggettivamente offensivo.
L’opinione pubblica locale era già ampiamente a conoscenza di quei fatti, in molti li criticavano.
«Marchetta politica»: fu la forte espressione di Gilberto Zoffoli (candidato sindaco del centro-destra con la lista civica «Libera Cesena» nel 2014) in merito all’intera operazione di accordo di programma in variante al PRG fra Comune e CIA-CONAD. Successivamente a quella presa di posizione del 2014, Gilberto Zoffoli non ha più scritto una riga, ha smesso di occuparsi di queste vicende. Anche perché ha fatto recentemente il “salto della quaglia”: si è candidato alle ultime elezioni comunali del 2019 con una lista in appoggio al PD, è entrato in maggioranza, sostiene con la sua lista «Popolari per Cesena» il PD del neo sindaco Enzo Lattuca.
Tornando ai miei articoli incriminati sulla vicenda dell’ampliamento del centro commerciale del CONAD-Montefiore di Cesena, ai fatti ho aggiunto la mia personale opinione.
Legittimo raccontare, per meglio capire, che l’ex sindaco Paolo Lucchi del PD, dipendente Confesercenti in aspettativa, è amico intimo e personale di Luca Panzavolta, amministratore delegato di CONAD: d’altronde tale fatto è notorio in città per stessa reiterata ammissione di entrambi.
Sono rimasto veramente basito per essermi trovato citato in giudizio per un milione di euro. Cose del genere avrebbero abbattuto anche “un toro”.
La freddezza delle controparti mi ha impensierito. L’esposto disciplinare avanzato nei confronti dei miei legali, mi ha tolto il fiato. Non è opportuno commentarlo ulteriormente, ma vi assicuro che, quando i miei avvocati me lo hanno comunicato, non ci ho dormito. Sono rimasti spiazzati anche loro, tanto che, per non compromettere ulteriormente la mia serenità, me lo hanno tenuto nascosto per diversi mesi, informandomene solo poco prima di renderlo pubblico, in sede di mediazione.
Devo aggiungere un altro fatto: dopo aver reso di dominio pubblico nel luglio 2016 la citazione milionaria di CONAD nei miei confronti, il sindaco di Cesena di allora, cioè Paolo Lucchi, scrisse una lettera aperta – nell’agosto 2016 – ai giornali locali, nella quale si rivolgeva a me con un tono pretestuosamente conciliante e magnanimo, per chiedermi in maniera esplicita di smettere di scrivere articoli e inchieste incentrate sui centri di potere del territorio, quei poteri forti che condizionano le scelte della politica, quegli intrecci incestuosi fra politica ed economia, fra rappresentanti del potere politico e uomini del potere economico e bancario. In pratica il sindaco mi chiedeva di smettere di essere quello che sono. Testualmente mi scrisse: «Se smetti di parlare di me e di Luca Panzavolta, non ti querelo». Trovate la mia replica del 10 agosto 2016 qui, interamente pubblicata su «
Il corriere di Cesena».


Fu un vero e proprio esercizio autoritario del potere, teso a limitare la libertà di pensiero e opinione, la libertà di informazione e il diritto alla critica. Ai tempi dei fatti narrati, Paolo Lucchi era sindaco di Cesena e dipendente di Confesercenti in aspettativa. Ora che non è più sindaco (dopo le ultime elezioni comunali del 2019) Lucchi è diventato l’amministratore delegato di Federcoop Romagna, struttura di riferimento della LegaCoop Romagna per i servizi alle imprese.
Io credo che a scatenare l’ira di CIA-CONAD sia semplicemente il fatto che, nei miei articoli, io abbia tirato in ballo centri di potere, legami di amicizia fra uomini politici e imprenditori, e abbia parlato di un patto scellerato – evidente a tutti – fra la politica del PD e il gruppo della Grande Distribuzione Organizzata CONAD. Questo è ciò che ha dato fastidio a CONAD, ma anche a Lucchi, che nella sua lettera ai giornali lo ha ammesso candidamente. Evidentemente dà fastidio che si raccontino quei fatti. Mi vien da pensare che la citazione per l’ipotetica diffamazione sia più che altro un pretesto.
Non sono fra quelli che si sono arricchiti con l’attività politica. Oggisono un blogger indipendente e un attivista locale ma anche anche un cittadino che vive del proprio stipendio. Per questo la spropositata cifra richiestami da CONAD (
ricordiamolo sempre: 1 milione di euro) mi spaventa: impossibile da risarcire. Ucciderebbe socialmente chiunque, ne comprometterebbe la serenità, e al contempo assume quindi i contorni dell’azione fortemente simbolica.
Ritengo si tratti di una azione strumentale che, affermando l’arroganza e la prepotenza dei centri di potere (politici ed economici) incide gravemente sul diritto di libera espressione del pensiero. I poteri forti non accettano alcuna forma di critica e messa in discussione, impongono l’intoccabilità autodeterminate, in barba alle tanto declamate democrazia, trasparenza e partecipazione.

Sia l’atto di citazione e richiesta di risarcimento inviato da CIA-CONAD, che la lettera aperta dell’ex sindaco Paolo Lucchi in realtà veicolano un messaggio trasversale, molto chiaro e forte, non solo a me, ma all’intera comunità cesenate: una intimidazione preventiva nei confronti di chiunque intenda mettersi di traverso, di chiunque intenda alzare la voce per criticarli.
Io ovviamente continuerò – fra le mille difficoltà della nostra precaria esistenza, se la salute mi reggerà – la mia attività d’inchiesta di blogger indipendente, che mi sta portando a completare la scrittura di due libri d’inchiesta (entrambi in stand-by): «
Affari e Politica a Cesena» (sui rapporti fra partiti e lobbies) e «Crac della Cassa di Risparmio di Cesena» (le motivazioni, i fatti e i nomi dei responsabili del crac).
Continuo a essere fiducioso nella giustizia: per ben 14 volte (non sono neppure sicuro del numero, ho perso il conto) negli ultimi 20 anni chi ha tentato la strada giudiziaria per tentare di mettermi il bavaglio è tornato a casa con le “pive nel sacco”.
Nel novembre 2017 in sede penale è stata definitivamente archiviata una querela per diffamazione avanzata nei miei confronti da Vincenzo Minzoni di Lugo, ex presidente del Collegio dei Revisori dei Conti della Cassa di Risparmio di Cesena.
Al momento, oltre alla causa milionaria con CIA-CONAD, ho due vicende penali aperte:
– Il presidente del Consorzio di Bonifica della Romagna Roberto Brolli mi ha recentemente querelato in sede penale per l’ipotetico reato di diffamazione a mezzo stampa, in seguito a mie inchieste sulle ombre gestionali del Consorzio da lui presieduto;
– Il presidente di Amadori spa Flavio Amadori in data 31 marzo 2020 mi ha querelato in sede penale in seguito a inchieste sulla sicurezza e salute dei lavoratori all’interno degli stabilimenti produttivi della holding del pollo e del tacchino, siti operativi di San Vittore di Cesena e di Santa Sofia (ex Pollo del Campo).
Devo concludere con un appello.

Non sono una persona benestante, dal punto di vista economico. Probabilmente i miei “nemici” lo sanno.
Pertanto vi chiedo un aiuto. Molto concreto.
E’ stato aperto un conto corrente per sostenere le mie spese legali. Il mio è un invito per un atto di solidarietà: la richiesta di un contributo per le tante spese legali.
Diverse persone hanno già effettuato un bonifico. Va a loro il mio ringraziamento. Per chi volesse farlo, questi sono gli estremi:
Bonifico bancario sul conto corrente intestato a Davide Fabbri.
Causale: contributo spese legali.
IBAN: IT74S0538723910000001404261
Vi ringrazio.

Cesena, 23 aprile 2020

Davide Fabbri, blogger indipendente

Qui sopra un curioso animale fotografato alla periferia di Cesena. Ha una incredibile somiglianza con il Trachypithecus poliocephalus – a rischio sopravvivenza – che però non vive in Europa. Gli zoologi romagnoli, molto sorpresi, lo hanno temporaneamente ribattezzato Pithecus Blogger Faber in omaggio a un loro conterraneo che è pure “in via di estinzione” appartenendo al ristretto gruppo spesso definito Bbc cioè “blogger bravi coraggiosi”. Un ardito zoologo di Forlimpopoli ha aggiunto che l’esemplare a zonzo potrebbe in effetti essere un lontanissimo parente di Davide Fabbri: bisognerà controllare se ha la coda (o il mouse) e se è stato querelato dalla Conad. Vi aggiorneremo.

(*) qui le puntate precedenti: Libertà di critica: a Conad non piace, Nessun supermercato è un’isola… senza avvocati e Uhhhhhhh, come si è offesa Conad

 

La Bottega del Barbieri

Un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *