Cesena: il voto, il vuoto, gli alberi sani

di Davide Fabbri (*)
DIFESA ALBERI STORICI DELLA MALATESTIANA. LA PARTITA NON E’ LECCI CONTRO PERI. E’ SALVAGUARDIA IDENTITARIA DI UN LUOGO MAGICO CONTRO UN VUOTO NUOVISMO ARCHITETTONICO. E LE MODALITA’ DI VOTO NON OFFRONO GARANZIE DI CORRETTEZZA E LEGALITA’
La nostra petizione sulla tutela degli alberi storici della Malatestiana ha raccolto in appena otto sabati la bellezza di 5.327 firme. La speranza era quella di riuscire a modificare l’orientamento del testardo sindaco Lucchi e della sua Giunta, orientamento volto a dare seguito al concorso di idee del 2011 di arredo urbano delle Tre Piazze del centro storico di Cesena. Il bando prevedeva infatti l’eliminazione degli alberi storici poiché l’obiettivo era dare rilievo e massima visibilità alla facciata della Malatestiana. Il bando del 2011 affermava: “La presenza dei lecci davanti alla Malatestiana è considerata dal Comune sia una barriera visiva alla percezione dell’importante monumento, sia un elemento incongruo rispetto al valore storico dell’edificato”. Elemento incongruo? Una pazzia. La nostra iniziativa civica di raccolta firme nei fatti è servita veramente a poco. Solo a congelare il progetto, non a modificare gli orientamenti politici e le sensibilità degli attuali amministratori. La Giunta Lucchi non desidera fare autocritica: ha proposto fino al 16 luglio una consultazione on line – con scarse garanzie di correttezza e regolarità sulle procedure e modalità di voto – per far votare i cesenati su due proposte alternative. La Giunta paradossalmente e ambiguamente le sostiene entrambe, come se fosse uguale eliminare o difendere le alberature storiche! Lo vogliamo dire con forza: non si devono spendere soldi pubblici per trapiantare lecci, con scarso successo di realizzazione; non si devono sprecare soldi pubblici per acquistarne di nuovi.
Le due proposte da votare sono le seguenti. La prima: eliminazione dei lecci e loro sostituzione con dei peri. La seconda: mantenimento dei lecci con realizzazione di giardini a gradoni.
Invitiamo i cittadini e soprattutto i firmatari della nostra petizione a votare la proposta numero due. La scelta non dovrebbe essere basata su mere valutazioni estetiche, dimenticando l’identità culturale del luogo. Il mantenimento dei lecci per noi rappresenta diversi valori: tutela ambientale, salvaguardia identitaria di un luogo magico, difesa di beni culturali e storici, contrasto agli sprechi di danaro pubblico, un’idea diversa di città e di comunità. Vogliamo difendere gli alberi sani di Piazza Bufalini, poiché gli alberi non sono oggetti. Sono al contrario creature viventi. Gli alberi hanno un alto valore paesaggistico, anche in ambito urbano. Vanno valorizzati i benefici effetti sul microclima, la valenza di rifugio per la piccola fauna urbana, la capacità di assorbimento delle polveri sottili, la produzione di ossigeno. E’ un delitto pensare di abbattere alberi di 70 anni o di spostarli come se fossero “pedine della dama”. Gli alberi ad alto fusto, di grandi dimensioni, sono essenziali per la nostra salute e hanno un valore storico e culturale enorme, collocati a ridosso del più importante monumento della città: la Biblioteca Malatestiana. La loro conservazione è fortemente collegata alla difesa del territorio. Per buonsenso – oltre che per legge – questi alberi ad alto fusto, inseriti in un particolare complesso architettonico di importanza storica e culturale, devono essere tutelati, non abbattuti o trasferiti altrove. A questi alberi deve essere riconosciuto non solo un valore ambientale ma anche culturale: essi sono simbolo di eventi storici, culturali, identificano l’identità di un luogo speciale: la Biblioteca Malatestiana, assieme agli adiacenti monumenti a Bufalini e a Serra.
(*) Davide Fabbri è portavoce del “Comitato Salviamo gli Alberi della Malatestiana”
Redazione
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