Cesena Lab: un conflitto di interessi

di Davide Fabbri  

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CONFLITTO DI INTERESSE PLATEALE DELL’ASSESSORE DIONIGI, ASSENZA DI TRASPARENZA NELLA GESTIONE DEI FONDI PUBBLICI, NOMINATI GLI AMICI FIDATI E YES MAN DEL SINDACO LUCCHI NEL COMITATO SCIENTIFICO.

Rinnovate le cariche nel Comitato Scientifico di Cesenalab: persone boriose, adulatori, piaggiatori alla corte del feudatario piacione e arrogante Paolo Lucchi sindaco, che ama circondarsi di yes man e accaniti tutori dell’ordine costituito. Cesenalab è una società partecipata anomala. E’ stata costituita dal Comune di Cesena, dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Cesena e dall’Università Alma Mater. Ma non ha personalità giuridica. E’ un progetto (sic!). Non è né srl né spa né soc.coop. Un bel modo per gestire in maniera discrezionale e arbitraria – senza fare gare – soldi pubblici, incarichi, lavori, affidamenti, acquisti. Per esempio: lavori affidati all’architetto Filippo Tisselli, amico personale di Paolo Lucchi. Cesenalab non presenta di conseguenza un bilancio trasparente delle proprie attività. Tutto il giro pazzesco di danaro pubblico e privato che passa in Cesenalab non viene indicato in un bilancio pubblico trasparente. Infatti Cesenalab nasce nell’aprile del 2013 ed è gestita da una società partecipata, Serinar, la società partecipata costituita allo scopo di promuovere e qualificare i Corsi di Laurea e iniziative di cui l’Università di Bologna ha previsto la realizzazione o l’attivazione o il decentramento nelle città di Forlì e Cesena. In Cesenalab sono stati raccolti dal 2013 fino ad ora investimenti privati e pubblici per oltre 1 milione di euro (1,2 milioni di euro, per la precisione). I soldi pubblici vengono messi da Comune di Cesena e dalla Regione Emilia Romagna. Il Comune di Cesena investe in Cesenalab 100.000 euro l’anno. La Fondazione Cassa di Risparmio di Cesena presieduta da Bruno Piraccini presidente di Orogel (il figlio Fabio è stato in società con Tommaso Dionigi, la moglie di Fabio Piraccini è nello staff dell’uomo solo al comando Paolo Lucchi) concede a Cesenalab gli spazi in comodato gratuito. Alma Mater – Campus Universitario di Cesena ha la responsabilità scientifica del progetto: 60 giovani coinvolti, 45 fondatori e 15 dipendenti; 40 studenti per tirocini e stage universitari. Sono stati sostenuti 12 team. Faccio notare la posizione imbarazzante e conflittuale dell’assessore Tommaso Dionigi, ri-nominato recentemente membro del Comitato Scientifico e assessore comunale di riferimento. Anche se non riceve emolumenti nello svolgere il compito di membro nel Comitato Scientifico, rimane il conflitto di interessi: un assessore che gestisce fondi pubblici dell’ente comunale, non può ovviamente far parte di società, soggetti o progetti finanziati dal Comune stesso. Il Comitato scientifico di Cesenalab ha il compito di esprimere gli orientamenti generali e le linee di indirizzo relativamente ai servizi dell’incubatore, alle attività servite, all’istituzione di nuovi servizi, alle modalità di ammissione, all’utilizzo degli spazi e alla durata della permanenza dei team incubati. I componenti del suddetto Comitato sono: per il Polo Scientifico-Didattico di Cesena: Luciano Margara e Matteo Golfarelli; per la Fondazione Cassa di Risparmio di Cesena: Guido Pedrelli e Daniele Gabellini; per il Comune di Cesena: Tommaso Dionigi e Lorenzo Tersi (che va a sostituire un altro yes man, Matteo Marchi, capo gabinetto del sindaco); dal cosiddetto mondo imprenditoriale: Gianluca Giovannetti.
Il governo autoritario della città di Cesena presenta dei difetti non più sopportabili. Il sindaco piacione Paolo Lucchi è convinto di affascinare i propri cittadini in eterno. Io credo – al contrario – che sia arrivato al capolinea. Questo sistema di gestione affaristica del potere va smascherato. La vicenda di Cesenalab è banalmente un piccolo tassello del mosaico da rimuovere.

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