Cesena: l’acronimo, la trasparenza e il tribunale

Dopo la mia inchiesta, l’assessore Dionigi annuncia querela. Molto bene: si metta in fila e ci vediamo in tribunale, così approfondiamo l’intera vicenda

di Davide Fabbri (*)

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L’assessore del Comune di Cesena Tommaso Dionigi, anziché chiedere scusa pubblicamente per aver mentito sulla presenza in una terza società che opera a Cesena, annuncia su «Il resto del Carlino» che sta valutando di intraprendere azioni legali contro di me. Molto bene, si metta in fila e ci vediamo in tribunale, così approfondiamo l’intera vicenda. L’assessore fino ad ora non ha dichiarato completamente quel che fa nella realtà. E da un assessore alla Trasparenza questo non è ammissibile. La bugia raccontata è la seguente: «le attività imprenditoriali di Dionigi e Margara, pur avendo sede a Cesena, non operano sul territorio cesenate e neanche su quello della nostra Regione». La terza società in affari fra Dionigi e Margara si chiama FoodStation srl, i soci principali sono Dionigi e Margara attraverso la partecipazione della società LMTD (acronimo di Luciano Margara e Tommaso Dionigi). La FoodStation formalmente non è ancora partita ma sta già facendo attività di ricerca di personale a Cesena. La FoodStation srl è così composta: il 64% di LMTD (una società di Margara e Dionigi), il 32% di Habenas di Vladimiro Mazzotti (dirigente e finanziatore di Cesenalab), il 4% di Lo Iacono Luca. La FoodStation ha recentemente fatto annunci di lavoro sul sito subito.it cercando fattorini per una attività lavorativa di consegna merce a domicilio da svolgersi a Cesena. Gli annunci di lavoro sono stati fatti con la partita iva della società LAB51, di Dionigi e Margara. Fare ricerca del personale e annunciare la nascita di un servizio del genere sul territorio di Cesena a mio avviso è operare. Non solo: il dirigente e finanziatore di Cesenalab, Vladimiro Mazzotti non prende un terzo delle quote della società in una azienda che non genererà profitti; altrimenti sarebbero da mettere in discussione le sue capacità di investitore per Cesenalab.
Alla luce di queste forti criticità, la soluzione pensata dall’assessore Dionigi, anziché dare le dimissioni da assessore, è quella di uscire dalla società FoodStation. Ma se fosse tutto compatibile, perché lunedi mattina Dionigi si deve recare dal notaio a cedere le proprie quote nella società?

(*) Davide Fabbri è un blogger indipendente: ospite fisso di questa “bottega” [db]

 

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