Cesena, mi è parsa di vedere una censura…

ma forse era un’omissione. O un gatto. Oppure era Bruno Piraccini.

INFORMAZIONE e/è POTERE. DIS-INFORMAZIONE ANCHE.
Una riflessione di
Davide Fabbri (*)

DAVIDEfabbri-brunoPiraccini

Da che parte deve stare l’informazione? Dalla parte dei potenti o da quella dei cittadini? Il quesito potrebbe apparire ovvio e retorico. Ma è una domanda centrale. Lo affermo poiché a Cesena la stampa locale e le testate d’informazione sul web ritengono di non pubblicare importanti notizie su uno degli uomini più potenti e influenti della città: il ragioner Bruno Piraccini, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Cesena, nonché amministratore delegato di Orogel.
Ho chiesto e chiedo formalmente le dimissioni di Bruno Piraccini dalla presidenza della Fondazione della Cassa di Risparmio di Cesena. E’ fra i maggiori responsabili del crac finanziario della banca: 13.200 azionisti si sono visti di fatto volatilizzare i propri risparmi e investimenti. Bruno Piraccini si è macchiato di gravi comportamenti legati a conflitti d’interesse e gestioni criticabili sul piano etico e morale. Ha annunciato querela nei miei confronti, pensando di potermi così intimidire. Con me si sbaglia di grosso. Attendo sereno la sua querela, così portiamo tutte le prove dei suoi misfatti in tribunale.
Le redazioni dei giornali sono state informate da me da diversi giorni. Nessuna testata giornalistica – «Carlino», «Corriere», «Voce», «CesenaToday» etc – ha riportato nei dettagli quello che ho raccontato recentemente all’assemblea pubblica del “Comitato Difesa Risparmiatori della Cassa Risparmio di Cesena” e che riassumo qui sotto. In poche parole: le notizie scottanti vengono censurate dall’informazione ufficiale.
Chi non applica la censura è il blog su cui scrivo quasi quotidianamente
www.labottegadelbarbieri.org e il nuovo sito informativo www.collegamentiblog.it.


Bruno Piraccini, maggiore azionista della banca con la sua Fondazione CRC, anziché promuovere l’adozione di un codice etico più rigoroso, di cui la CRC aveva estremo bisogno, risulta tollerante con le situazioni di conflitto d’interesse di cui si erano resi protagonisti importanti esponenti della banca (Germano Lucchi in primis) e anzi le accentua in quanto:
– tramite il figlio Fabio partecipa a iniziative immobiliari insieme al figlio del direttore della banca Adriano Gentili, Gabriele – e del presidente del cda della banca Germano Lucchi, Gianluca;
– il genero Mauro Pieri, marito della figlia Claudia, diventa legale della banca e gestore del servizio recupero crediti, e vede così aumentare in modo esponenziale il fatturato del suo piccolo studio;
– sempre il genero Mauro Pieri, avvocato con nessuna competenza in materia contabile, assume la carica di sindaco revisore di Unibanca Immobiliare. Questa società detiene il rilevante patrimonio immobiliare di CRC e quindi la vigilanza sulla gestione dovrebbe essere meglio garantita.
– promuove il conferimento di incarichi di consulenza (ad Andrea Giannelli per esempio) rivelatisi onerosissimi a personaggi che gravitano nell’ambito di Comunione e Liberazione e della Compagnia delle Opere a cui Bruno Piraccini, nato socialista, si è avvicinato per ottenere sostegno alla sua candidatura alla presidenza.

 

 

Redazione
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