Cesena: piccola vittoria contro la cava che…

… minaccia l’habitat sul fiume Savio

di Davide Fabbri

SIAMO RIUSCITI A SOSPENDERE I LAVORI ALLA CAVA DI CA’ BIANCHI A CESENA.

La mattina dell’8 maggio io e diversi ecologisti siamo riusciti a far sospendere i lavori – iniziati il 7 – di distruzione di un habitat naturale, per realizzare una grande cava (estrazione di poco meno di 300.000 metri cubi di ghiaia e sabbia per l’edilizia) a Ca’ Bianchi, lungo la via Germazzo, a Molino Cento di Cesena.

Eravamo presenti alle ore 8:00 davanti al cancello della nuova cava. Abbiamo parlato con il sorvegliante dei lavori (Cesare Broccoli) e con il direttore dei lavori (Gabriele Paci). Anche grazie all’intervento fisico in loco di un paio di addetti del Corpo Forestale dello Stato – Carabinieri, siamo riusciti a sospendere l’attività della ditta incaricata (Impianti Cave Romagna srl) che distrugge l’ecosistema esistente. Ci siamo appellati a una prescrizione presente nell’autorizzazione rilasciata dagli enti competenti. La prescrizione prevede il divieto di taglio e di abbattimento degli alberi lungo l’alveo del fiume Savio, all’interno della fascia demaniale fluviale. Al fine di rispettare la nidificazione dell’avifauna selvatica presente. Il divieto è previsto dal 1 marzo al 30 giugno di ogni anno.

Il 7 maggio dunque erano iniziati i lavori in via Germazzo (frazione di Molino Cento) di Cesena: la distruzione di un’area splendida dal punto di vista ambientale, paesaggistico e naturalistico. Perchè? Realizzare una cava, estrarre quasi 300.000 metri cubi di ghiaia e sabbia per l’attività edilizia. Il potere del cemento è ancora molto forte in questa città.

Si intende distruggere un’area di circa 20 ettari ricoperta in gran parte da pioppi bianchi, pioppi cipressini, carpini, salici, ontano nero. Rifugio per tanti animali come gli aironi bianchi, i germani reali, i fagiani, le anatre, i pettirossi. Sono già stati abbattuti alcuni pioppi nei pressi di un laghetto, dove fra l’altro è presente la testuggine palustre, particolarmente protetta dalle normative. La testuggine palustre è una specie autoctona della fauna italiana. Per quanto riguarda lo stato di protezione, la testuggine palustre è tutelata in quanto specie di interesse comunitario essendo inserita negli allegati II e IV della Direttiva “Habitat” 92/43/CEE.

Avevo inviato al sindaco di Cesena Enzo Lattuca il 18 aprile scorso una segnalazione per chiedere di non avviare i lavori. Non si è ancora degnato di darmi una risposta.

Ripubblico qui l’appello al sindaco.

In tempi di emergenza pandemica, sono iniziati i lavori di costruzione della viabilità al servizio di una nuova cava (attività estrattiva) con realizzazione di un guado carrabile (e relative rampe) di attraversamento del fiume Savio, in corrispondenza del polo estrattivo numero 28 di Ca’ Bianchi. Un’area splendida dal punto di vista ambientale, paesaggistico e naturalistico. Il progetto prevede di alterare, di sconvolgere un habitat naturalistico unico, con diverse specie animali e vegetali. Uno spettacolo della natura verrà distrutto.

Il guado di attraversamento del fiume è necessario alla proprietà Impianti Cave Romagna srl (ex Calcestruzzi del Savio) per collegare l’attività di cava di Ca’ Bianchi di via Germazzo che si vuole andare a realizzare, con i vecchi impianti di betonaggio della ex proprietà Calcestruzzi del Savio srl / ora Impianti Cave Romagna srl di via Bibbiena a Borgo Paglia di Cesena.

Il Comune di Cesena, con permesso-autorizzazione paesaggistica numero 12 del 19 marzo 2020, ha concesso alla proprietà la possibilità di realizzare una nuova viabilità al servizio di una nuova cava a Ca’ Bianchi, in via Germazzo, attraverso la costruzione di un guado di attraversamento del fiume Savio, all’interno dell’alveo del fiume.

Invito il sindaco Enzo Lattuca a sospendere i lavori, poiché le autorizzazioni sono state rilasciate a un soggetto (la ex Calcestruzzi del Savio srl) che recentemente è stato condannato per reati ambientali (deposito incontrollato di rifiuti) proprio in una delle aree interessate ai lavori: l’area di via Bibbiena, a Borgo Paglia di Cesena.

Continuare a concedere autorizzazioni a un soggetto che ha commesso gravi irregolarità legate alla gestione del territorio, non mi pare cosa buona e giusta.

Tutto era partito da un mio esposto alla Procura della Repubblica di Forlì, Corpo Forestale dello Stato, sindaco e Arpae del maggio del 2017.

La Procura ha preso in considerazione il mio esposto. Ha delegato il Corpo Forestale dello Stato a fare le indagini in merito alle mie circostanziate segnalazioni. E’ stato denunciato il legale rappresentante della ex proprietà Calcestruzzi del Savio per deposito incontrollato di rifiuti. La ditta a proprie spese ha realizzato una parziale sistemazione dell’area in corrispondenza dei vecchi impianti di betonaggio di via Bibbiena. Non è stata effettuata una bonifica dell’intera area, come da mia richiesta. E’ stata pagata una banale contravvenzione di 6.500 euro. I lavori di sistemazione delle sponde del fiume Savio sono stati poi realizzati dall’ex Servizio Tecnico di Bacino. Spero vivamente (ma ho seri dubbi che questo sia accaduto) che i costi di tali lavori siano stati addossati alla proprietà.

Ora Impianti Cave Romagna srl – attraverso la realizzazione di una nuova viabilità al servizio di una cava con costruzione di un guado di attraversamento del Savio – intende far partire una vecchia previsione di attività estrattiva: la coltivazione della cava di “Ca’ Bianchi”, una cava di inerti (sabbia e ghiaia) in depositi alluvionali del Savio. Una cava approvata con delibera di Giunta del Comune di Cesena numero 395 del 14 dicembre del 2010. Di quasi 10 anni fa. Un’era geologica fa, dal punto di vista politico e ambientale.

Arpae – in data 12 novembre 2019 – ha autorizzato la concessione per l’occupazione dell’alveo del fiume Savio, un’area demaniale di 564 metri quadrati del fiume a Borgo Paglia. La concessione è valida fino al 31 dicembre del 2023. Il canone annuo di occupazione dell’area demaniale del fiume è irrisorio per la ditta: 348 euro l’anno.

Davide Fabbri, ecologista e blogger indipendente

 

La Bottega del Barbieri

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