Cesena: servizi culturali di male in peggio

Un’altra brutta storia: la gestione del teatro Bonci

di Davide Fabbri
Dopo tantissimi anni, la Cooperativa Arcobaleno – affidataria di servizi esternalizzati prima dal Comune di Cesena e poi da ERT (Fondazione Emilia-Romagna Teatro) ente gestore del Teatro Bonci di Cesena dal 2001 – lascia la gestione dei servizi al Bonci. La dirigenza della cooperativa afferma di non starci più con i costi sui vari servizi da espletare (prestazioni tecniche di palcoscenico, allestimento degli spettacoli, gestione funzionamento degli impianti, accoglienza, biglietteria, informazione, portineria, segreteria amministrativa, personale di sala, pulizie). E lancia accuse pesanti sulla Giunta di Cesena.
Il sindaco Lucchi e l’assessore Castorri hanno ora il dovere morale di rispondere pubblicamente – punto su punto – ai legittimi quesiti posti dalla Cooperativa Arcobaleno. Sarebbe comunque interessante chiarire altri aspetti importanti della vicenda.
In tutti questi anni, la Cooperativa Arcobaleno ha ricevuto prima dal Comune e poi da ERT (dal 2001, anno di affidamento del teatro ad ERT) incarichi diretti a svolgere quei servizi. L’affidamento è avvenuto sempre e comunque a trattativa privata diretta, rinnovi contrattuali su rinnovi contrattuali, annuali o triennali, in assenza di gare di evidenza pubblica. Tutto regolare? Credo proprio di no. ERT è un ente di diritto privato, ma è un ente partecipato dalla pubblica amministrazione. I soci sono essenzialmente i Comuni. ERT gestisce teatri pubblici. Pertanto nella gestione degli affidamenti dei servizi e nella scelta dei fornitori, ERT è da equiparare ad ente pubblico. Valgono le norme di un ente pubblico. Valgono le norme sugli appalti pubblici.
Ai tempi in cui ero consigliere comunale, sollevai questo dubbio sulla legittimità degli affidamenti diretti, in assenza di gare d’appalto. Senza mai avere risposte certe e sicure sulla regolarità amministrativa dell’affidamento diretto del servizio.
Adesso la Cooperativa Arcobaleno getta la spugna: non è più interessata a svolgere quei compiti. Solo ora il Comune ed ERT decidono di affidare i servizi tramite gare. Ma ancora una volta l’assenza di trasparenza e l’eccessiva discrezionalità nelle scelte, la fanno da padrona. La tempistica decisa fa a pugni con la logica di ente pubblico attento alla trasparenza amministrativa. Tempistica estremamente celere nel chiedere agli operatori economici e alle cooperative una manifestazione di interesse a partecipare a queste gare. Nessun comunicato-stampa. Nessuna pubblicità importante su questo cambio di rotta. Rispetto puramente formale della norma. Infatti sono stati pubblicati in sordina e in piena estate, due avvisi pubblici – in data 12 giugno 2017 – di indagine di mercato finalizzati alla selezione di operatori economici e cooperative da invitare a due gare (accoglienza/biglietteria/informazione/segreteria e prestazioni tecniche da palcoscenico) per l’affidamento dei servizi del Bonci. Le notizie su queste due gare sono state pubblicate solo e unicamente sui siti internet di ERT e Bonci. Importi: 160.000 euro l’anno per la prima gara. 70.000 l’anno per la seconda gara. Il termine ultimo di presentazione delle manifestazioni di interesse è già scaduto: 28 giugno 2017.
Pertanto dopo tanti anni di affidamenti diretti, una volta presa la decisione di affidare i servizi tramite gare, sono stati forniti solo 15 (quindici!) giorni – il minimo di legge consentito – per presentare tale manifestazione d’interesse da parte di imprenditori, per giunta per un servizio della durata di un solo anno!
Scrive fra l’altro Arcobaleno: “L’addio non è stato indolore. Alla base della rottura tra Cooperativa Arcobaleno e Comune di Cesena, c’è anche il fatto che il personale non era più soddisfatto del trattamento economico a fronte di un impegno richiesto sempre maggiore. L’assessore alla cultura Castorri dice giustamente che è stata una scelta nostra la decisione di chiudere con la gestione dei servizi, ma poi non ha il buon senso di aggiungere che il compenso per il lavoro svolto è rimasto invariato negli anni, e che negli anni si sia preteso dal personale sempre più aumentando i servizi, ma cambiando la modalità di conteggio per la retribuzione. Questo è quello che ci ha portati verso la scelta di una struttura più solida, in grado di garantire a ognuno di noi almeno il contratto in essere, e in grado di difendere il contratto con ERT rendendolo meno “interpretabile”.

 

 

Redazione
La redazione della bottega è composta da Daniele Barbieri e da chi in via del tutto libera, gratuita e volontaria contribuisce con contenuti, informazioni e opinioni.

Rispondi