Cesena, un hotel fuori dalle norme

Irregolarità all’hotel Mosaico. Fa parte del patrimonio della holding Isoldi spa. Dopo il fallimento del gruppo, ora è all’asta. Ma per anni ha svolto l’attività in assenza di importanti autorizzazioni

di Davide Fabbri (*)

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La mia inchiesta di oggi narra le vicende di uno degli immobili del patrimonio cesenate della Isoldi spa: il complesso edilizio dell’hotel Mosaico di Torre del Moro, in affaccio alla rotonda lungo la via Emilia, un complesso di edifici a destinazione alberghiera (32 camere) + sala conferenze + negozi + uffici di una banca in affitto (la Cassa di Risparmio di Forlì). Ora questo complesso è all’asta giudiziaria, a seguito del fallimento del gruppo Isoldi del giugno 2015 ma per tanti anni le attività alberghiere e bancarie all’interno del complesso edilizio si sono svolte in assenza di importanti autorizzazioni definitive.

Infatti la struttura ricettiva necessita di importanti opere di adeguamento normativo in materia di prevenzione incendi. Oggi l’intero complesso edilizio risulta sprovvisto del Certificato Prevenzione Incendi e del Certificato di Agibilità definitiva. Chiediamo pubblicamente al sindaco di Cesena Paolo Lucchi e al segretario generale Manuela Mei: come è stato possibile mantenere in essere per tanti anni attività alberghiere e bancarie all’interno di questo complesso edilizio, in assenza di autorizzazioni obbligatorie? Occorre accertare le responsabilità. Occorre capire se vi è stata inadeguatezza nelle attività di controllo da parte degli uffici comunali. Non si pongono questioni di formalità burocratica ma argomenti che riguardano la sicurezza e la pubblica incolumità dei cittadini.
E pensare che il certificato antincendio è necessario per l’apertura di un albergo. Il rilascio del certificato di prevenzione incendi è requisito legittimante l’autorizzazione amministrativa all’apertura di un esercizio alberghiero come si ricava inequivocabilmente dal tenore dell’articolo 2 DPR 37/1998, che si riferisce agli enti, oltre che ai privati responsabili delle attività per le quali è richiesta una simile certificazione. Così ha specificato la Cassazione, con la sentenza 14450/13.
Oltre a non avere il certificato antincendio, la struttura è sempre stata carente di certificato di agibilità definitiva. L’agibilità è un concetto che deriva dalla disciplina in materia edilizia; essa indica il rispetto da parte dell’immobile delle normative riguardanti le condizioni di sicurezza, igiene, salubrità, risparmio energetico degli edifici e degli impianti negli stessi installati.
Leggendo il carteggio della pratica edilizia si nota infatti il persistere di importanti situazioni non risolte dal punto di vista edilizio-amministrativo, che non hanno consentito il rilascio della Agibilità definitiva o comunque la conclusione dell’iter. Infatti l’agibilità dell’intero complesso verrà rilasciata solo dopo il completamento di tutte le opere previste dal Permesso di Costruire, l’adeguamento dei parcheggi interrati con tutte quelle opere prescritte e necessarie al rilascio del Certificato Prevenzione Incendi (32 camere con angolo cottura in ogni stanza) e il completamento di tutte le procedure connesse alla stessa, fra le quali l’ottenimento del Certificato Prevenzione Incendi, oltre che dopo la cessione delle aree pubbliche. Inoltre non è stato ancora eseguito il collaudo delle opere pubbliche da cedere.
Aspettiamo esaurienti risposte da parte del sindaco e del segretario generale del Comune di Cesena.

(*) Davide Fabbri è blogger indipendente e gradito ospite della “bottega”

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