Cesena, una proposta indecente ai risparmiatori Crc

di Davide Fabbri e Franco Faberi del “Comitato Difesa Risparmiatori Cassa Risparmio Cesena”

CREDIT AGRICOLE CARIPARMA: UNA PROPOSTA INDECENTE E IRRICEVIBILE AI RISPARMIATORI-AZIONISTI DI CRC

I francesi di Crédit Agricole non contenti di essersi appropriati di una banca – anzi di tre banche, se consideriamo anche Cassa Risparmio Rimini e di S. Miniato, oltre a Cesena – per un “tozzo di pane duro”, ora vogliono pure umiliare i piccoli risparmiatori-azionisti.

La proposta della banca rivolta agli azionisti non raccoglie le nostre istanze di risarcimento del danno. E’ una proposta scorretta, umiliante, offensiva, non rispettosa delle norme, ma soprattutto è una proposta indecente. Poiché non si fa carico di un serio e legittimo risarcimento del risparmio tradito.

Una proposta scorretta, perché era stato promesso un “segnale di attenzione” (queste le parole testuali pronunciate dal nuovo Direttore generale Massimo Tripuzzi) verso gli azionisti privati.
Per cui ci si aspettava, non certo un dono – le banche non fanno mai regali – ma soltanto un tentativo seppur misero di giustizia sociale nei confronti degli azionisti privati. Al contrario quello che riceviamo da parte della nuova dirigenza della banca è un colpo in pieno viso, che ci fa male e ci mortifica.

Una proposta a rischio di legalità, perché vi sono alcuni aspetti assolutamente fuori dalle norme, che in seguito racconteremo (non vogliamo ora fornire alla banca una traccia di come ci muoveremo).

Una proposta indecente della nuova dirigenza della banca, umiliante per chi la riceve, in quanto si vuole addirittura far credere che per la loro bontà d’animo stiano facendo qualcosa che non è dovuto, che insomma ci vengano fatte regalie che non sono un obbligo e un dovere, ma solo una loro elargizione liberale: niente di più falso.

Per evitare equivoci. ripetiamo ancora una volta la posizione del nostro Comitato, sperando di essere finalmente compresi da tutti; dagli aderenti al nostro Comitato, dai media, dai politici, dai sindacati, dalle forze economiche e sociali del territorio e naturalmente in primis dalla nuova dirigenza della banca: non abbiamo chiesto regalie, chiediamo semplicemente che venga restituito il maltolto, che venga ridato quanto è stato portato via dalla banca agli azionisti privati in modo illegittimo, niente di più e niente di meno.

La banca che incorporerà le tre Casse di Risparmio – Cesena, Rimini, S. Miniato – è Crédit Agricole Cariparma, propone di acquistare le azioni degli investitori privati (non sono comprese nell’offerta le Fondazioni bancarie, altre banche, compagnie di assicurazione e intermediari finanziari, con i quali evidentemente la banca ha trovato un altro e più remunerativo accordo) al valore di euro 0,50 ad azione e poi di distribuire agli azionisti delle tre banche che hanno aderito all’accordo e che sono rimasti correntisti attivi – quindi con la stessa movimentazione del conto che avevano prima – un dividendo extra pari al 2,5% dell’utile di Crédit Agricole Cariparma del 2020.

Noi lo interpretiamo come un ricatto bello e buono: se l’azionista rimane fedele, bravo e rispettoso cliente della banca per altri tre anni, otterrà qualche briciola. Una proposta inaccettabile.

La nuova dirigenza della banca sta dimostrando concretamente di non aver compreso (o di fare finta di non comprendere) quello che è accaduto all’istituto bancario e ai risparmiatori-azionisti, che hanno donato ingenuamente la loro completa fiducia alla vecchia CRC, Cassa Risparmio Cesena. In modo inequivocabile, la nuova dirigenza della banca non ha alcuna intenzione seria di risarcire gli azionisti della vecchia CRC. Vengono così calpestate le rivendicazioni dei risparmiatori che hanno visto andare in fumo i propri risparmi a causa della cattiva gestione degli ex vertici di CRC.

Con simili premesse, questa banca non è e non sarà mai amica del territorio, né dei cittadini residenti, né dei risparmiatori-azionisti. Questa banca sta dimostrando di avere un’assoluta insensibilità nei confronti degli azionisti privati, unici soggetti a pagare pesantemente per responsabilità non loro.

I NUMERI DELL’OFFERTA INDECENTE

Dal bilancio 2016 di Crédit Agricole Cariparma si evidenzia un utile netto di 208 milioni di euro, nel 2015 erano stati 220.
Ipotizziamo che siano 230 milioni nel 2020, più altri 40 milioni – ipotizzabili – per il contributo delle nuove tre banche che confluiranno nel gruppo (Cesena, Rimini, S.Miniato) per un totale pertanto di utile netto di 270 milioni di euro nel 2020.
Questa è una situazione possibile e ottimistica.

Il 2.5% di questi soldi corrispondenti a 6,75 milioni di euro vanno distribuiti ai soci fedeli, per tre anni, delle tre banche che hanno aderito alla OPA (Offerta di Pubblico Acquisto) di cui abbiamo già parlato. In rapporto al numero delle azioni e al concambio, la Cassa di Risparmio di Cesena, essendo la banca più grande, avrà circa il 40% di questa somma.

Quindi per gli azionisti privati della banca saranno disponibili circa 6,75 milioni x 40% = 2,7 milioni di euro.
Se tutti gli azionisti privati aderissero all’offerta, siccome gli azionisti privati sono possessori di circa 9 milioni di azioni, per capire quanto spetta per ogni azione, basta dividere 2,7 milioni per 9 milioni: il risultato è un misero 0,3 euro.

In soldoni all’azionista viene offerto questo: alla fine del 2021 dopo aver venduto le azioni a 0,50 euro e aver subito un ricatto di permanenza nella banca di tre anni (solo di spese conto il cliente avrà speso più di quanto poi andrà ad incassare) verranno dati altri 30 centesimi ad azione.
Se vogliamo pensare che questa cifra possa essere un corrispettivo dei warrant – che noi del Comitato abbiamo sempre detto di essere “fumo negli occhi” – ne risulterebbe un valore di 30/4 = 7,5 centesimi a warrant.

Per cui i famigerati warrant, che tanto dovevano fare per ridurre le perdite, si dimostrano essere quello che noi del Comitato abbiamo sempre detto, cioè una paccottiglia ingannevole di scarso valore.

I 7,5 centesimi a warrant potranno essere un importo adeguato alle legittime esigenze degli azionisti?
Per ogni 1.000 azioni possedute dall’azionista oggi, una volta accettata l’offerta della banca, si otterranno 500 euro immediatamente per la vendita, più 300 euro nel 2021 (soldi già spesi per aver tenuto il conto aperto). Per chi ha 500 azioni, si otterranno 250 euro per la vendita, più 150 euro per i dividendi extra nel 2021.
Naturalmente chi accetterà questa offerta, dovrà rinunciare a qualsiasi azione legale di risarcimento danni.

Siamo veramente delusi e amareggiati.
Convocheremo a breve l’assemblea di tutti gli azionisti del nostro Comitato, proponendo diverse iniziative pubbliche per contrastare l’arroganza dei nuovi banchieri

LE NOSTRE PROPOSTE DI RISARCIMENTO DEL RISPARMIO TRADITO

Andremo ad avanzare alla dirigenza della banca la seguente proposta per i nostri associati (circa 550 a oggi). In estrema sintesi la proposta è la seguente.
Costituzione di un fondo di ristoro al fine di risarcire gli azionisti, con importi congrui e adeguati.
Valutazione iniziale dell’azione: 15 euro (pari al valore medio delle transazioni negli ultimi 3 mesi).
I rimborsi saranno percentualmente proporzionati al numero di azione posseduto secondo la presente tabella:

Da 1 a 250 azioni, rimborso del 85%
da 251 a 500 azioni, rimborso del 75%
da 501 a 1.000 azioni, rimborso del 65%
da 1.001 a 2.000 azioni, rimborso del 55%
da 2.001 a 4.000 azioni, rimborso del 45%
da 4.001 a 10.000 azioni, rimborso del 35%
da 10.000 a 20.000 azioni, rimborso del 25%
da 20.000 a 40.000 azioni, rimborso del 15%
> 40.000 azioni, rimborso del 5%.

Non potranno essere fatti accordi migliorativi – rispetto a quello firmato con il nostro Comitato – con nessun altro vecchio azionista (prima della ricapitalizzazione), nessuno escluso.
I rimborsi potranno essere effettuati in 4 trance semestrali.
L’azionista che accetta i rimborsi si impegna a rinunciare a qualsiasi azione legale di rivalsa nei confronti della banca.

Crediamo che la nostra proposta sia una operazione indispensabile nella direzione della riacquisizione della fiducia da parte dei risparmiatori nei confronti dell’istituto bancario.

Cesena, 12 febbraio 2018

Davide Fabbri e Franco Faberi sono portavoce del “Comitato Difesa Risparmiatori Cassa Risparmio Cesena”

La vignetta – di Altan – è stata scelta dalla redazione della “bottega” (digitando Crc potete trovare le “puntate precedenti” di questa vicenda)

 

 

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