Charley Thompson (Lean on Pete) – Andrew Haigh

(visto da Francesco Masala)

Charlie è un bravo ragazzo, un po’ sfortunato, senza madre e con un padre che c’è e non c’è. Si trova un lavoretto da un padrone di cavalli da corsa, e diventa amico di Pete, un cavallo che diventa suo amico, l’unico, al quale racconta tutto quello che nessun altro ha mai ascoltato.
ci si muove molto, nel film, Charlie fa jogging, pulisce la cacca dei cavalli, guida il furgone, fa centinaia di chilometri a piedi con Pete, qualcuno lo ospita, come due ex soldati un po’ fuori di testa, o un barbone.
è un film di sottoproletari, che cercano di arrivare alla cena, e domani sarà un altro giorno.
mi ha ricordato Bill, il ragazzo di Oltre il confine, di Cormac Mc Carthy, che salva una lupa e si crea un rapporto profondo fra i due, come accade a Charlie e Pete.
ottima fotografia e regia, il film non annoia mai, non perdetevelo, se siete vicini a una delle sette sale che lo programmano.
Francesco Masala
una teoria che mi pare interessante, quella della confederazione delle anime. Mi racconti questa teoria, disse Pereira. Ebbene, disse il dottor Cardoso, credere di essere 'uno' che fa parte a sé, staccato dalla incommensurabile pluralità dei propri io, rappresenta un'illusione, peraltro ingenua, di un'unica anima di tradizione cristiana, il dottor Ribot e il dottor Janet vedono la personalità come una confederazione di varie anime, perché noi abbiamo varie anime dentro di noi, nevvero, una confederazione che si pone sotto il controllo di un io egemone.

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