chiamala, se vuoi, fantascienza

quando il bambino era bambino aveva bisogno di dare un etichetta a quello che leggeva, adesso ci sono solo due tipi di libri (e del resto), quelli belli e quelli no, con varianti.

questi due libri, per dare un’idea, potrei chiamarli di fantascienza, ma con poca scienza.

di sicuro sono due grandi libri, entrambi in forma di diario, e non puoi immaginare un modo diverso di raccontarle, le storie così.

di entrambi c’è anche un film, uno già girato, l’altro ancora da fare.

 

Seconda origine – Manuel de Pedrolo

preso per caso in biblioteca, non ne sapevo niente, è davvero un libro bellissimo.
la storia è quella della distruzione della popolazione terrestre, restano in due, che novelli Adamo ed Eva faranno rivivere il pianeta per gli umani.
un libro che merita davvero.

 

La parete – Marlen Haushofer

accade un evento inspiegabile, una donna diventa prigioniera in una porzione di montagna, e deve sopravvivere da sola.

scrive i suoi pensieri su dei fogli, che costituiranno poi il romanzo, che è in realtà un diario.
la paura, la minaccia di qualcun altro rinchiuso  nello stesso territorio, la compagnia degli animali, che le faranno compagnia e la sostenteranno, e la aiuteranno a non impazzire, la vita salvata anche da una piccola agricoltura di sussistenza, non accade moltissimo, ma leggendo si diventa prigionieri della storia.
metafora di molte cose, forse; in prima battuta una storia semplice che Christopher McCandless (Alexander Supertramp) avrebbe capito benissimo.
fermarsi in quel pezzo di montagna e ascoltare questa storia con animali, gatti, cane, mucca e vitello, e qualche preda per sopravvivere, raccontata da una donna coraggiosa e speciale, è uno di quei viaggi che non ti dimentichi.

Francesco Masala
una teoria che mi pare interessante, quella della confederazione delle anime. Mi racconti questa teoria, disse Pereira. Ebbene, disse il dottor Cardoso, credere di essere 'uno' che fa parte a sé, staccato dalla incommensurabile pluralità dei propri io, rappresenta un'illusione, peraltro ingenua, di un'unica anima di tradizione cristiana, il dottor Ribot e il dottor Janet vedono la personalità come una confederazione di varie anime, perché noi abbiamo varie anime dentro di noi, nevvero, una confederazione che si pone sotto il controllo di un io egemone.

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