Colonia Dignidad: la vergogna dell’enclave nazista in Cile

di David Lifodi

Ad oltre 400 chilometri da Santiago e a poco più di 80 a nord-est della città di Concepción si trova una delle maggiori vergogne del Cile e dell’intera America Latina: si tratta della ex Colonia Dignidad, che a partire dagli anni ’60 si trasformò in una sorta di enclave autonoma popolata dai nazisti tedeschi in fuga dal loro paese che si rifecero una nuova vita al servizio del regime pinochettista cileno.

Il caso della ex Colonia Dignidad è tornato alla ribalta delle cronache lo scorso 24 febbraio, quando alcuni turisti trovarono casualmente dei resti di ossa umane nelle vicinanze del Río Itata, nei pressi del ristorante Casino Familiar, di proprietà della holding Villa Baviera. Il ritrovamento delle ossa è avvenuto nella tenuta di Bulnes, dove il nazista Paul Schäfer e compagni avevano dato vita, nel 1961, proprio alla Colonia Dignidad. Fedelissimo di Hitler, Schäfer fuggì dalla Germania quando capì che l’ordine di cattura a suo carico per i crimini commessi durante il nazismo lo avrebbe potuto condurre diritto in prigione. La zona precordillerana di Parral, sulle rive del fiume Perquilauquén, divenne ben presto una comune di estrema destra che, grazie all’astuzia di Schäfer, riuscì a farsi passare come una sorta di confraternita religiosa. Lo stesso Schäfer, per anni, si spacciò come predicatore di una setta religiosa. In breve tempo, mascherati sotto la denominazione di Sociedad Benefactora y Educacional Dignidad, i nazi ottennero dall’allora presidente del Cile Jorge Alessandri personalità giuridica e l’esenzione dalle tasse. I criminali nazisti misero su un vero e proprio staterello indipendente che non solo non riconosceva le leggi dello stato cileno, ma impose la schiavitù agli abitanti che vivevano in quella zona e, loro malgrado, furono inglobati dalla Colonia Dignidad. Schäfer e compagni pensarono di essersi trasferiti nel “miglior paese possibile” quando Augusto Pinochet prese il potere l’11 settembre 1973. La Colonia Dignidad divenne ben presto sede logistica e operativa delle squadracce fasciste di Patria y Libertad che, fin dal successo elettorale di Salvador Allende, stavano progettando una serie di iniziative di carattere terrorista per spodestarlo dalla Moneda. La Brigada Sur della Dina, la polizia politica pinochettista, trovò sede in un appartamento della Sociedad Benefactora y Educacional Dignidad, mentre la Colonia Dignidad si trasformò in una delle principali sedi di tortura dei prigionieri politici: dai racconti dei sopravvissuti pare che almeno 120 oppositori siano passati per Parral, dove sono stati giustiziati. Quando nel 1979 Augusto Pinochet ordinò la cosiddetta Operación Retiro de Televisores, che consisteva nell’esumazione dei cadaveri degli oppositori politici al fine di farne sparire i resti, la Colonia Dignidad fu tra i luoghi protagonisti di questo macabro quanto diabolico piano. In una fossa clandestina della Colonia, Schäfer e i suoi compagni fecero sparire almeno 22 corpi di desaparecidos, polverizzati con fosforo chimico e, per maggiore sicurezza, dispersi nel fiume Perquilauquén, da dove poi sono riemersi, come testimoniato dai ritrovamenti dello scorso febbraio. Il legame tra la dittatura cilena e la Colonia Dignidad era tale che Schäfer, quando capì la probabile sconfitta nel referendum del 1988 (che chiedeva l’ulteriore prolungamento di otto anni alla presidenza del paese per Pinochet e sancì la sconfitta del generale), ordinò ai suoi uomini di far sparire di tutti gli oggetti rubati agli oppositori politici durante la loro detenzione. Sembrava l’inizio della fine, a maggiore quando nel 1991 il governo democratico di Patricio Aylwin tolse la personalità giuridica alla Colonia Dignidad che però, grazie all’astuzia di Schäfer addirittura coronò il proprio progetto di espansione tramite un’opera di camuffamento. Il nazista fondò un vero e proprio impero economico composto da numerose imprese, sorte grazie ai proventi accumulati all’epoca della Sociedad Benefactora y Educacional Dignidad. Nacquero Inmobiliaria e Inversiones Cerro Florido Ltda, che amministra tuttora tutti gli immobili dell’ex colonia, Productora y Distribuidora de Alimentos Prodal Ltda, una catena dedicata alla ristorazione e, sempre in questo settore, Abratec S.A., che gestisce tutti gli hotel e i ristoranti di proprietà della Colonia Dignidad. Sebbene Schäfer sia morto nel 2010, dopo che nel 1997 era fuggito in Argentina per essere poi arrestato e ricondotto in Cile, dove è stato condannato al carcere, l’enclave nazi è tutt’altro che scomparsa, come testimoniano le floride attività della holding Villa Baviera. Tra coloro che furono fatti prigionieri e condotti alla Colonia Dignidad, dove saranno torturati e uccisi, tra gli altri, il militante mirista Álvaro Vallejos Villagrán e il cittadino cileno francese Alfonso Chanfreau, il sacerdote spagnolo Antonio LLidó (anch’esso ritenuto vicino al Movimiento de Izquierda Revolucionaria) e i militanti del Movimiento de Acción Popular Unitaria (Mapu) Juan Maino, Elizabeth Rekas (incinta di quattro mesi al momento della desaparición) e Antonio Elizondo.

Alla fine di aprile, un reportage di alainet.org definì Villa Baviera/Colonia Dignidad come un insulto al paese: associarci è il minimo che possiamo fare.

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