Come si dice in turco strategia della tensione?

di Francesco Masala

Quando le forze pacifiche d’opposizione riescono a ottenere un buon successo alle elezioni, quando fanno una bella e pacifica manifestazione in piazza, quando i potenti cominciano a vacillare, una manina fa scoppiare la bomba.

Muoiono in molti,

la piazza vuota dopo l’attentato ricorda una piazza italiana degli anni ’70, piena di cartacce, indumenti, bandiere, dopo la bomba. Il governo farà pulizia, intanto parla di attacco terroristico, si proporrà di ristabilire l’ordine, magari i suoi investigatori scopriranno che le bombe le hanno messi i nemici dei loro nemici.

La Turchia è un paese amico dell’Italia, che manifesterà la solidarietà a Erdogan, per il grave danno alla democrazia, e si indignerà, un minuto appena, per i giornalisti arrestati, ma non si può criticare un paese amico, il momento è grave, se li hanno arrestati qualcosa avranno fatto e certe copertine e certe critiche giornalistiche sono un po’ terroristiche, in effetti. Per fortuna, ci diranno, il nostro è un paese nel quale non possono succedere queste cose, visto che non esiste l’opposizione.

 

A tre settimane dalle elezioni anticipate del 1° novembre un nuovo, sanguinoso attentato sconvolge laTurchia. C’erano centinaia di persone alla stazione ferroviaria di Ankara, inclusi i rappresentanti di diversi sindacati, organizzazioni della società civile ed esponenti del Partito Democratico del Popolo filo curdo. Tutti riuniti per la manifestazione pacifica organizzata dal partito curdo Hdp – entrato in Parlamento per la prima volta a giugno – per chiedere la fine del conflitto tra lo Stato e i separatisti curdi del Pkk.– hanno provocato la morte di almeno 86 persone, ha comunicato il procuratore della capitale, e il ferimento di altre 126. Per il governo si tratta di un “attacco terroristico” e i responsabili dell’attacco, scrivono i media locali mentre sono in corso le verifiche delle autorità, sono stati due attentatori suicidi, che si sono fatti esplodere tra la folla.

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Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, sorridente, si fa un selfie. Sullo sfondo, alcuni soldati con in spalla il feretro di un loro commilitone avvolto nella bandiera turca. Non è piaciuto al governo turco il fotomontaggio creato dal settimanale Nokta, così ha arrestato il direttore Cevheri Guven. L’arresto ha fatto seguito al blitz avvenuto questa mattina alle prime ore dell’alba, con il quale la polizia ha ritirato tutte le copie della rivista e imposto il blocco della distribuzione. Alla base della censura ci sarebbero le accuse di “offesa al presidente” e “propaganda terroristica”. Dietro il fotomontaggio c’è la denuncia contro la guerra tra Ankara e Pkk: da luglio oltre cento militari turchi sono morti. E su Twitter, spuntano alcuni fotomontaggi di sostegno al giornale. La rivista, nota per il suo giornalismo d’inchiesta, è tornata in edicola nel maggio scorso dopo otto anni di silenzio. Il procuratore di Istanbul ha deciso anche il blocco dell’account Twitter del magazine.

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Cevheri Güven

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Bülent Kenes

Un tribunale di Istanbul ha emesso oggi un mandato di arresto contro Bülent Kenes, direttore dell’edizione inglese del quotidiano turcoZaman, con l’accusa di aver insultato su Twitter il presidente turco Recep Tayyip Erdogan. Il giornalista è già stato preso in consegna da parte delle forze dell’ordine su disposizione della Corte. Ieri, la stessa Corte aveva respinto una prima richiesta del pubblico ministero per l’arresto di Kenes, limitandosi a emettere il divieto di espatrio per pericolo di fuga all’estero dell’indagato. Il direttore Kenes si è difeso in aula affermando di aver solo esercitato il suo diritto alla libertà di critica…

…Prima che fosse spiccato il mandato di cattura, parlando giovedì dopo la prima richiesta di arresto respinta, Bülent Kenes aveva affermato che avrebbe continuato a esprimersi contro le ingiustizie nel suo Paese. “Loro possono anche volermi ridurre al silenzio, ma non possono riuscirci se io non voglio tacere. Continuerò a oppormi alla trasformazione di questo Paese in una prigione a cielo aperto e a questa illegale, oppressiva e arbitraria amministrazione”.

Il direttore di Zaman, in particolare, aveva lamentato l’offensiva scatenata da Erdogan e dal suo partito Akp contro le voci dissenzienti in Turchia, con la messa al bando, grazie a una magistratura compiacente, asservita o intimidita, dei canali tv più critici, mentre un numero crescente di giornalisti, accademici e intellettuali finivano al centro di indagini politicamente motivate. “A causa di questa terribile situazione in Turchia – aveva detto ancora Kenes – e per il fatto che il primato della legge è ora annientato, tante persone sono in attesa solo del momento in cui saranno perseguite. Anch’io ho atteso il mio turno. A essere onesto, sono persino sorpreso del ritardo di questo tentativo di pormi agli arresti. Lo aspettavo da almeno tre anni”.

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Francesco Masala
una teoria che mi pare interessante, quella della confederazione delle anime. Mi racconti questa teoria, disse Pereira. Ebbene, disse il dottor Cardoso, credere di essere 'uno' che fa parte a sé, staccato dalla incommensurabile pluralità dei propri io, rappresenta un'illusione, peraltro ingenua, di un'unica anima di tradizione cristiana, il dottor Ribot e il dottor Janet vedono la personalità come una confederazione di varie anime, perché noi abbiamo varie anime dentro di noi, nevvero, una confederazione che si pone sotto il controllo di un io egemone.

3 commenti

  • Daniele Barbieri

    UN COMUNICATO DI Rete Kurdistan e Comunità curda E LE PRIME MANIFESTAZIONI (Bologna, Roma, Torino, Pisa e Milano ) IN ITALIA

    BASTA STRAGI!
    Al fianco del popolo curdo contro il terrorismo di stato, pace subito!
    A poco meno di un mese dalla elezioni politiche in Turchia che si svolgeranno il 1° Novembre, ieri mattina un attentato ha colpito la manifestazione per la pace organizzata ad Ankara da KESK, DISK, TMMOB, TTB e diversi sindacati , associazioni, organzzazioni e HDP. Una delle due esplosioni si è verificata durante il passaggio dell’HDP (Partito democratico dei popoli) e l’altra durante il passaggio dei manifestanti di Partizan-Kaldıraç.
    Secondo l’unità di crisi dell’HDP il bilancio aggiornato delle vittime delle bombe è di 128 morti e 516 feriti. Una strage terribile che è solo l’ultimo episodio di una strategia della violenza e della repressione che Erdogan sta portando avanti in Turchia: nel mese di maggio durante la campagna elettorale sono stati lanciati 150 attacchi contro le sedi dell’HDP ; il 5 giugno a due giorni dalle elezioni due bombe sono esplose a Diyarbakir durante il comizio (5 morti oltre 400 feriti), l’attentato all’Amara Center di Suruc il 20 luglio (33 morti), i bombardamenti contro il PKK ed il terrorismo di Stato contro le città del Kurdistan turco da più di due mesi sottoposte a continui coprifuochi;attacchi, torture ed omicidi contro la popolazione (negli ultimi 78 giorni sono stati uccisi 113 civili). “Non sono le bombe, il vostro silenzio ci uccide” è la frase scritta su di un muro comparsa ad Ankara questa mattina.
    Proprio per questo è urgente passare all’azione, è ora di agire! Scendiamo in piazza in tutta Italia a sostegno della pace, contro le stragi di Stato e il terrorismo di Erdogan
    Primi appuntamenti:
    Domenica 11 Ottobre
    BOLOGNA ore 15 – Piazza Maggiore
    Lunedi 12 Ottobre
    ROMA ore 17 Piazza delle Repubblica
    Martedì 13 Ottobre
    TORINO ore 17:30 – Stazione Porta Nuova
    Martedì 13 Ottobre
    PISA ore 17:30 – Piazza del Comune (Quando?)
    Martedì 13 Ottobre
    MILANO ore 19 dal Piazza XXIV Maggio presidio verso Piazza Duomo
    Rete Kurdistan e Comunità curda
    ***
    Sole Parev

  • domenico stimolo

    Una” rosa rossa” ed un pensiero di libertà sui corpi straziati ad Ankara

    Le Immagini viste sono laceranti alle nostre umane coscienze democratiche. Sbigottimento e dolore….lacrime. La ” migliore gioventù” – uomini e donne – in una manifestazione che richiedeva pace e fratellanza ( a venti giorni dalle nuove elezioni politiche), assassinata, distrutta, violata e martoriata, per molte centinaia, in morti e feriti. Sguardi distrutti, spauriti e sgomenti ( quelli dei rimasti vivi).
    Una strage immensa che nello specifico colpisce la nostra memoria storica . Ritornano alla mente le scene drammatiche delle stragi alla stazione di Bologna, nella piazza di Brescia, piazza Fontana, ed altre ancora. Quando le “bestie” teleguidate da poteri “occulti” nazionali ed internazionali seminavano terrore e morte.
    In quel contesto storico chiamato nel nostro paese “strategia della tensione”. Erano i tempi quando nelle manifestazioni fasciste si gridava: “ Ankara, Atene, adesso Roma viene”. E, poi, vennero anche altre risposte assassine.
    La Turchia sta attraversando una lunga fase di riassestamento nell’ indirizzo politico e sociale. Proprio negli ultimi due mesi , a ridosso logistico e geopolitico delle enormi stragi che si consumano nella guerra in Siria, oltre duemila cittadini di appartenenza kurda sono stati assassinate dalle bombe delle strutture militari turche.
    Con grande forza preme la parte laica e libertaria, che vuole vera libertà e democrazia.
    Aiutiamoli, in maniera attiva e propositiva! Le piazze delle nostre città non devono restare silenti.

  • domenico stimolo

    Nota di ANPI Palermo da http://palermo.anpi.it/
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    ANPI PALERMO NO AL GENOCIDIO DEL POPOLO CURDO

    L’ANPI chiede di fermare il genocidio dei Curdi
    In piazza contro il fascismo in Turchia

    Il terribile attentato di Ankara, avvenuto durante una manifestazione per la pace, ha causato quasi cento morti e diverse centinaia di feriti, un bilancio tremendo destinato purtroppo ad aggravarsi.
    Questa strage dalla chiara matrice fascista islamica, segue altri attentati come quelli di Diyarbakir e Suruc altrettanto sanguinosi ed una sistematica eliminazione di dirigenti e militanti delle formazioni curde e turche progressiste e di sinistra in Turchia.
    Come democratici ed antifascisti italiani non possiamo rimanere indifferenti a quello che sta accadendo, chiediamo che ci sia nel nostro paese, che ha conosciuto la terribile stagione delle stragi fasciste di stato, la più ampia mobilitazione possibile per far in modo che le richieste di pace della manifestazione di Ankara, la fine del confronto armato con i curdi, venga fatta propria dalle istituzioni europee e che immediatamente ci si attivi per richiedere al governo turco l’immediata fine delle ostilità contro il popolo curdo, ricordando anche l’appello di Papa Francesco. Chiediamo che venga fatta luce sulle stragi e che la comunità internazionale si impegni per impedire l’involuzione autoritaria in Turchia.
    Chiediamo che il Sindaco di Palermo si faccia tramite di queste nostre richieste con il Presidente della Repubblica per far arrivare con forza il messaggio di solidarietà del popolo italiano ai progressisti curdi e turchi così duramente colpiti.
    L’Anpi Palermo indice un presidio a Piazza Pretoria per giorno 12 ottobre alle ore 17,00. Chiediamo a tutti i cittadini democratici ed antifascisti di mobilitarsi ed essere presenti, facciamo appello a tutte le forze democratiche alla mobilitazione.
    Angelo Ficarra Ottavio Terranova
    Segretario Anpi Palermo Presidente Anpi Palermo

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