Come va la salute (pubblica)? Male, però…

sta crescendo la rivolta contro chi smantella il Servizio sanitario nazionale

1 – aggiornamento sulla mobilitazione del 7 aprile; 2 – a Bologna per esempio; 3 – e a Imola; 4 – un film da non perdere

1 – aggiornamento sulla mobilitazione internazionale del 7 aprile

Chi passa spesso in bottega avrà letto questo post 7 aprile 2017: la salute non è in vendita o magari questo Enrico Rossi, presidente e agnellino

La seconda edizione della «giornata europea contro la privatizzazione della sanità» si è concretizzata in centinaia di manifestazioni. Qui un post (ripreso da Medicina Democratica) che racconta come è andata: 7 Aprile, una iniziativa europea riuscita contro la commercializzazione della salute e la privatizzazione della sanità

Adesso si tratta di continuare la mobilitazione e di far crescere un rete organizzativa fra le molte realtà. Questa piccola “bottega” è a disposizione: inviate dunque articoli, annunci e proposte: troverete ascolto.

2 – a Bologna, per esempio

La sera del 19 aprile a Bologna fiaccolata contro la sparizione di altri 225 posti letto negli ospedali dell’Area metropolitana. C’erano gruppi o persone di Porretta Terme, Grizzana Morandi, Imola…oltre a sigle sindacali di medici e personale sanitario). E come scritto sopra chi viole raccontare questa manifestazioni e le sue ragioni oppure linkarne le immagini… può approfittare di questa “bottega”.

3 – e a Imola

«Gran Bretagna chiama Italia: la difesa del Servizio Sanitario Nazionale», un articolo di Cittadinanza Attiva (*)
Nella nostra lettera in occasione della Giornata mondiale della salute, abbiamo lanciato un appello a non rassegnarsi di fronte al progressivo smantellamento del Servizio Sanitario Nazionale. Come avevamo anticipato, il 7 aprile siamo stati presenti nella “piazzetta dell’orologio” e abbiamo distribuito volantini anche nei pressi dell’ospedale: era prevedibile, ma c’è stata la conferma del disagio in aumento, con tante persone che ci hanno voluto raccontare le loro esperienze e manifestare il desiderio di reagire a questo stato di cose. Dobbiamo dire che in certi casi il racconto è risultato particolarmente coinvolgente, portando alla luce episodi nei quali il dolore della malattia è stato trattato con inefficienza, indifferenza, avidità: è il risultato di una politica che porta ad allontanarsi dai princìpi ispiratori del sistema sanitario, universale e solidale in base al dettato della Costituzione.

Quello che sta accadendo in Italia non è un caso isolato, ma fa parte di un disegno a livello europeo di depotenziamento dei servizi sanitari pubblici in favore di soluzioni basate sull’intervento dei privati, che non agiscono certo per beneficienza. Tra le molte voci che si stanno levando contro questa deriva vogliamo ricordare quella degli inglesi, perché è proprio il sistema sanitario britannico il modello ispiratore del nostro SSN e la sua storia è un po’ la nostra storia.

Fondato nell’immediato dopoguerra (1948), il SSN inglese ha dato un contributo fondamentale alla concretizzazione dei principi di solidarietà e di equità, tanto che lo stesso Churchill lo definì il fiore all’occhiello dello stato sociale. Gli inglesi ne sono giustamente orgogliosi e il 4 marzo scorso più di duecentomila persone hanno pacificamente attraversato il centro di Londra per raggiungere il Parlamento, ribadire la propria fiducia nel servizio sanitario pubblico e dire no al suo smantellamento.

Nonostante gli ottimi risultati ottenuti, infatti, anche in Gran Bretagna è in atto la demolizione della sanità pubblica per consegnarla al privato, con la scusa di migliorare l’efficienza del sistema attraverso la competitività.

Ma è proprio così ? Prendendo in prestito le parole dal direttore del Lancet, una delle riviste mediche più prestigiose e più lette del mondo, «non vi è uno straccio di prova affidabile che la competitività migliori la salute» ma, al contrario, «sappiamo sin troppo bene che la creazione di mercati competitivi in campo sanitario è estremamente dannosa».

A riprova di ciò, gli studi scientifici evidenziano che la sanità statunitense, emblema della privatizzazione, é tra le più costose e inefficienti oltre che notoriamente iniqua. Ad esempio, un recente studio del Commonwealth Health Fund certifica che “gli americani, nonostante spendano di più per l’assistenza sanitaria, hanno avuto risultati scadenti in termini di salute, incluse un’aspettativa di vita più breve e una prevalenza maggiore di malattie croniche”. In compenso, osservano i promotori della marcia londinese, nel bilancio delle assicurazioni sanitarie private statunitensi figurano ogni anno profitti per molti miliardi di dollari; l’entità dei profitti, aggiungiamo noi, favorisce l’attività lobbystica per condizionare chi prende le decisioni in ambito istituzionale.

La mobilitazione dei cittadini inglesi, a cui hanno aderito tra i tanti anche l’Associazione medica britannica (British Medical Association) e il Collegio nazionale degli Infermieri (Royal College of Nursing), ha portato i mezzi di informazione a mettere sotto i riflettori l’argomento e a porre sotto pressione le Istituzioni affinché rivedano le proprie scelte. Questo ci deve incoraggiare a difendere il nostro Servizio Sanitario e con lui la salute di tutti, anche di chi non può permettersi di pagarla a qualunque prezzo; rinnoviamo perciò l’invito a costituire una rete di persone attente a questo tema, chiunque lo desideri può contattarci (via mail o facebook) per ricevere informazioni periodiche.
Pagina Facebook del Gruppo:
https://www.facebook.com/CittadinanzAttivaImola/
Web:
www.sites.google.com/site/cittattivaimola/

4 – un film da non perdere

Ricordo che Giuliano Bugani ha da poco realizzato un documentario importante sullo smantellamento della sanità pubblica in tutta Italia, mettendo a fuoco in particola l’Emilia-Romagna, la Toscana e la Venezia Giulia. Per saperne di più andate qui: «Mani sulla sanità» … ma la rivolta cresce

LE VIGNETTE SONO DI GIULIANO SPAGNUL

Redazione
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