Contro Erdogan, un fascista (NATO)

Presidio a Bari davanti al consolato turco; ancora solidarietà (e canzoni) per Grup Yorum; revocato lo status di parlamentari a 3 oppositori; un asse con Trump contro i curdi in Rojava?; una precisazione per Mustafa Kocak.

COMUNICATO STAMPA; BARI SOLIDALE CON GRUP YORUM

PRESIDIO IL 9 GIUGNO SOTTO IL CONSOLATO TURCO DI BARI E CORTEO

Martedì 9 giugno il Coordinamento Barese Solidale con Grup Yorum ha organizzato una manifestazione di solidarietà al Collettivo Musicale turco Grup Yorum, in supporto alle loro giuste richieste:

– Annullamento dei bandi dei concerti;

– Fine delle irruzioni nel loro Centro Culturale İdil di İstanbul;

-Scarcerazione immediata dei membri di Grup Yorum in prigione;

– Cancellazione dei nomi dei membri di Grup Yorum dalle liste dei ricercati.

Per portare avanti queste richieste molti membri di Grup Yorum sono stati in sciopero della fame e due di loro hanno tramutato lo sciopero della fame in death fast (ovvero in sciopero della fame fino alla morte). Helin Bölek e İbrahim Gökçek sono diventati martiri rispettivamente ad aprile e maggio. Affinché non si debba più morire di fame per poter cantare le proprie canzoni, e richiamando i diritti fondamentali di libertà di espressione, il Coordinamento Barese Solidale con Grup Yorum, ha indetto questa manifestazione alla quale tutti i cittadini liberi e associazioni democratiche sono invitati a partecipare e a sottoscrivere questa iniziativa.

L’evento si svolgerà in due fasi:

alle 17 ritrovo sotto il Consolato turco di Bari in via Abate Gimma 148, dove si terrà il PRESIDIO;

alle 18 il corteo si dirigerà verso la Prefettura in via Piazza Libertà 1, per la consegna al Prefetto di un documento in cui il Coordinamento chiede di:

– accogliere le richieste di Grup Yorum;

– ritirare i militari italiani dal territorio turco;

-termine del commercio di armi con la Turchia.

CHI È GRUP YORUM

Grup Yorum è un collettivo musicale turco, fondato nel 1985, che ha sempre subito minacce e repressione a causa delle loro canzoni di denuncia di carattere politico, che si ispirano ai valori di libertà, democrazia e opposizione alla dittatura.

Nei suoi trentacinque anni di vita, Grup Yorum ha all’attivo 23 album pubblicati e tantissimi fan in tutto il mondo. Nel corso degli anni ha sempre subito le minacce, gli arresti e i soprusi dello stato turco ma non si è mai arresa. In particolare, negli ultimi anni – dopo il tentato colpo di stato del 2016 – con l’entrata in vigore delle leggi di emergenza antiterrorismo, hanno subito 12 perquisizioni del loro Centro Culturale İdil con distruzione degli strumenti, sequestro del materiale presente e arresti di chi vi era dentro; più di 300 procedimenti giudiziari; l’inserimento dei nomi di tutti i membri del gruppo nelle liste dei ricercati.

La scelta della data per la manifestazione a Bari è stata fatta poiché il 9 giugno si terrà l’udienza per Ali Aracı – membro di Grup Yorum e per il quale si chiede l’immediato rilascio insieme agli altri membri ancora in carcere.

NON LASCIAMOLI SOLI.

DIAMO VOCE A CHI HA SOLO IL PROPRIO CORPO PER FAR CONOSCERE AL MONDO INTERO LA BARBARIE CRIMINALE DI ĔRDOGAN E DEL SUO GOVERNO.

LIBERTÀ PER TUTTI I PRIGIONIERI POLITICI TURCHI.

STOP ALLA VENDITA DI ARMI ALLA TURCHIA.

Il Coordinamento Barese Solidale con Grup Yorum:

COMITATO SOLIDALE GRUP YORUM; BRIGATE POETI RIVOLUZIONARI; EX CASERMA LIBERATA; IL VENERDI’ LIBERTARIO; POTERE AL POPOLO BARI E PROVINCIA; RIFONDAZIONE COMUNISTA BARI

Per aderire all’iniziativa, potete scrivere un’email a: comitatosolidalegrupyorum@gmail.com

APPELLO #SOLIDARIETÀ CON #GRUPYORUM

Si raccolgono video a sostegno di Grup Yorum, chiedendo la libertà per tutti i suoi membri. 

Il prossimo processo in tribunale vedrà convocato il musicista di Grup Yorum Ali Aracı attualmente in carcere. 

La sua udienza si terrà il 9 giugno 2020 alle 11.20 presso la 23esima Alta Corte Penale di Istanbul. 

Per ottenere la sua libertà, dobbiamo ancora una volta rafforzare la nostra solidarietà internazionale da tutti i Paesi e continenti! 

Invitiamo a fare brevi video in gruppo o da soli, chiedendo il rilascio del membro di Grup Yorum Ali Aracı. 

Nel video è sufficiente dire: 

“Free Ali Aracı

Free Grup Yorum”

Vogliamo pubblicare tutti i messaggi raccolti  in un unico video e pubblicarli prima del 9 giugno. 

Pertanto si prega di inviare entro il 7 giugno a #FreeGrupYorum o a comitatosolidalegrupyorum@gmail.com 

DUE LINK MUSICALI

«Beat of resistance»: Filomena De Leo canta la libertà per Grup Yorum. La cantautrice e attrice ruvese fa parte degli Italian Freedom Fighters che hanno inciso il singolo dedicato al gruppo musicale turco, perseguitato dal governo Erdogan.

Qui per ascoltarla: https://www.ruvolive.it/news/cultura/945106/beat-of-resistance-filomena-de-leo-canta-la-liberta-per-grup-yorum 

L’artista coratino Antonio Frualdo, in arte Tony, partecipa al brano collettivo «Beat of Resistance» in difesa dei diritti civili in Turchia: 20 artisti cantano una «International call fi solidarity»

Eè qui: ​https://www.coratolive.it/news/attualita/945944/grup-yorum-il-canto-solidale-si-leva-anche-da-corato 

LA “BOTTEGA” RICORDA che ogni sabato c’è un giorno simbolico di sciopero della fame – a livello europeo – in solidarietà con i death fasters in Turchia del Comitato solidale Grup Yorum

#ONEDAYHUNGERSTRIKE: contro il boia Erdogan

 

ACERBO (PRC-SE): IN TURCHIA REVOCATO STATUS PARLAMENTARI A TRE DEPUTATI, ROMPERE RELAZIONI CON REGIME FASCISTA DI ERDOGAN

In Turchia Erdogan prosegue sulla strada della fascistizzazione del Paese. La maggioranza del parlamento turco, controllata dal partito AKP di Erdogan, ha votato la revoca dello status di parlamentari a tre deputati. Si tratta dei nostri compagni Leyla Güven e Musa Farisoğulları del Partito Democratico dei Popoli (HDP) e di  Enis Berberoğlu del Partito repubblicano del popolo (CHP).

Ancora una volta i parlamentari curdi sono bersaglio della repressione sulla base dell’accusa di terrorismo che il regime di Erdogan usa per criminalizzare sistematicamente l’opposizione laica e di sinistra mentre sostiene i jihadisti che utilizza come truppe in Siria e in Libia. 

Il voto del parlamento è conseguenza delle sentenze dei tribunali ma in realtà non vi è più in Turchia nemmeno l’ombra di indipendenza della magistratura dopo che tutti gli apparati dello Stato sono stati messi in riga da Erdogan. Il capogruppo dell’HDP Meral Danış Beştaş ha dichiarato «Voi istruite i giudici e riferite queste decisioni al parlamento. Questo è fascismo».

Leyla Guven è stata condannata a sei anni e tre mesi e Musa Farisoğulları a nove anni di reclusione. Per entrambi l’accusa è quella di far parte del PKK di Ocalan. 

Ricordiamo che sono in questo momento già detenuti in Turchia 13 ex-parlamentari dell’HDP tra cui i due co-presidenti Selahattin Demirtaş e Figen Yuksedag, decine di sindaci e consiglieri comunali, e complessivamente 5.000 militanti dell’HDP.

Il primo commento di Leyla Guven è stato «Resistenza è vita» a testimoniare il coraggio di una donna che è uscita dal carcere l’anno scorso dopo essere stata eletta e che ha condotto uno sciopero della fame durato tre mesi contro il disumano regime di isolamento in cui era tenuto Ocalan.

Di fronte alla forza morale del popolo curdo emerge la vigliaccheria e la pochezza dei governi dell’Unione Europea che continuano a stringere accordi con l’alleato NATO Erdogan.

Cosa aspettano l’Italia e l’UE a rompere le relazioni con il regime fascista turco?

Maurizio Acerbo, segretario nazionale Rifondazione Comunista – Sinistra Europea 

Un link che sarebbe ridicolo… se non fosse tragico: il governo turco chiede a Trump di considerare terroristi i curdi del Rojava. Qui l’articolo di Miichele Giorgio:

https://comune-info.net/se-lantifascismo-e-terrorismo/?utm_source=mailpoet&utm_medium=email&utm_campaign=Perch%C3%A9+ci+vogliono+eliminare%3F

UNA PRECISAZIONE SU MUSTAFA OCAK

Questo è solo un appunto – inviato da compagne/i solidali – a seguito dei ripetuti errori sui giornali e delle persone impegnate con la protesta di Grup Yorum e Mustafa Kocak.

Anche se non è stata mai fornita una dichiarazione ufficiale da parte di Grup Yorum e dei suoi comitati di solidarietà, volevamo precisare che Mustafa Kocak non era un membro di Grup Yorum.

Mutafa Kocak era un attivista di sinistra, che ha resistito sotto la tortura della polizia, che voleva costringerlo a fare una falsa dichiarazione contro altre persone per trovare un “colpevole” per il caso del Procuratore Kiraz.

Mustafa Koçak è stato arrestato nell’operazione iniziata con le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Berk Ercan nel 2017. In cui si videro coinvolte circa 200 persone per lo stesso processo e con la stessa accusa.

Condannato con l’accusa di aver partecipato al sequestro – condotto da due militanti della sinistra rivoluzionaria turca (Safak Yayla e Bahtiyar Dogruyol) – nei confronti del procuratore Mehmed Selim Kiraz a Istanbul il 31 marzo 2015, Koçak è stato accusato di aver fornito le armi per l’azione conclusasi con la morte dei due militanti e del magistrato, in seguito al raid delle squadre speciali della polizia. Mehmed Kiraz stava indagando sull’assassinio di Berkin Elvan, un quindicenne che aveva partecipato alle proteste di Gezi Park dell’estate 2013. Colpito alla testa da un lacrimogeno (6 giugno 2013) mentre andava a comprare il pane, Berkin è morto dopo 269 giorni di coma, l’11 marzo 2014. I due rivoluzionari responsabili della spettacolare azione avevano richiesto – peraltro invano – alle autorità di rivelare i nomi degli agenti responsabili per portarli di fronte alla Corte del Popolo di Istanbul.

Subito dopo la tragica conclusione dell’azione del sequestro che ebbe risonanza internazionale, prendeva il via una vasta campagna di arresti anche nei confronti di decine di persone che non avevano nulla a che fare con il sequestro. Incriminati in 14 (4 in custodia permanente, gli altri ricercati), il processo è stato condotto dalla 27a Corte d’Assise del Tribunale distrettuale di Istanbul e secondo l’opposizione di sinistra “in violazione di tutti gli standard legali e morali”.

Il governo turco doveva superare il peso del suo fallimento, la mancanza di risultati con prove concrete sul mistero dell’organizzazione del rapimento del Procuratore Kiraz, e avallare le sue reiterate affermazioni in cui sosteneva di aver sterminato l’organizzazione rivoluzionaria e prendersela con qualcuno. Altrimenti sarebbero rimaste solo parole vuote. Non potevano e non avevano alcuna prova, così hanno arrestato diverse persone, tra cui Mustafa Kocak, e hanno cercato di costringerlo a calunniare altri dissidenti politici.

Mustafa è stato torturato per 12 giorni ma ha rifiutato sempre di collaborare. Così hanno trovato un’altra persona che ha rilasciato, sotto pressione, una dichiarazione contro Mustafa. Dovrebbe essere lui il “colpevole” mancante in questo caso da chiudere per la polizia e la giustizia.

Ma lui ha detto fin dall’inizio che era innocente e che voleva un processo equo. A suo carico ci sono state solo le false dichiarazioni di due informatori: un vergognoso e noto informatore della polizia Berk Ercan, che aveva già dato più di 300 nomi alla polizia, sostenendo tutto quello che volevano che dicesse (anche lo Yorum e gli “Avvocati del popolo” erano tra le sue vittime) e un’altra persona che era spaventata dalle minacce della polizia e in custodia. Questa persona, Cavit Yilmaz, in seguito, dopo essere fuggito in Germania, ha ritirato le sue dichiarazioni e ha rilasciato una dichiarazione alla stampa e ha anche inviato un documento al tribunale competente per il caso di Mustafa.

Ma il tribunale non si è preoccupato della verità, non sono state raccolte prove, non sono state accettate dichiarazioni di testimoni a favore di Mustafa.

Così Mustafa ha avuto l’unica possibilità di lottare con il suo corpo. Torturato in prigione, maltrattato sessualmente e costretto a nutrirsi con la forza al suo 254° giorno di sciopero della fame. Neanche per un secondo ha interrotto la sua lotta per la giustizia. Visse e morì con onore dopo 296 giorni di death fast. Innocente nel carcere del fascismo e della sua cosiddetta giustizia.

Mustafa ha dimostrato al mondo intero che il sistema di giustizia in Turchia è in realtà solo uno strumento nelle mani del potere. La sua unica richiesta è stata fin dall’inizio di avere un processo equo, non la libertà, ma un processo equo che dovrebbe funzionare con le prove e non con le rivendicazioni.

Centinaia di prigionieri politici sono nelle carceri a causa dei cosiddetti “testimoni segreti”, sempre gli stessi e senza prove.

La resistenza è una delle più legittime al mondo ed è stata ascoltata in tutto il mondo, rendendo viva la solidarietà internazionale!

Questa è la storia di Mustafa. Su Yorum tutto era corretto e ben documentato. Ci sono tanti documentari ora anche su Mustafa in decine di lingue.

Adesso c’è un breve videoclip sulla storia di Mustafa Kocak. Esiste in circa 8 lingue. Vi raccomandiamo anche di seguire l’account Facebook di People’s Lawyers Office International, perché lo sciopero della fame continua a un livello molto avanzato.

Due avvocati arrestati dell’Ufficio Legale del Popolo, Ebru Timtik e Aytac Ünsal in Turchia, così come i due prigionieri politici Didem Akman e Özgür Karakaya sono in sciopero della fame da oltre 100 giorni. Hanno iniziato con la loro protesta in prigione, sia per sostenere le richieste di Grup Yorum e di Mustafa Kocak, sia per chiedere giustizia e processi equi. Gli avvocati Aytac Ünsal e Ebru Timtik continuano la loro lotta da oltre 100 giorni, Didem Akman e Özgür Karakaya da quasi 100 giorni. Non dovrebbero essere i prossimi sulla lista della morte del governo dell’AKP. La solidarietà deve essere sollevata in tutto il mondo.

https://www.facebook.com/ComitatoSolidaleGrupYorum/videos/562897934600940/

 

Tutte le immagini sono state scelte dalla “bottega”

 

La Bottega del Barbieri

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