Controcorrente

Fabrizio Melodia, noto Astrofilosofo, azzarda – nel 148esimo «Ci manca(va) un Venerdì» – qualche valutazione su Fiorella Mannoia e sull’odiatore ministro visti da Sanremo e dintorni 

Ci risiamo. La brava cantante dalla calda voce (che io amo tanto) e dai bei testi, cioè Fiorella Mannoia, ha dato prova di sè sul palco di Sanremo, tuonando così: «Ma che “razza” di gente siete? Il lavoro del “ministro della paura”sta dando i suoi frutti, ci si è messo d’impegno, giorno dopo giorno. Complimenti! Ora sarà soddisfatto». Il riferimento è all’aggressione a Moncalieri contro la discobola italiana Daisy Osakue, colpevole di avere la pelle “fuori linea”.

Se esistesse la logica, il ministro dell’Interno (o Inferno?) dovrebbe solo abbozzare: nessuno accenderebbe un falò in una casa già in fiamme. Eppure il piromane Matteo Salvini non si smentisce e risponde così: «Dai Fiorella, non esagerare, pensa al cielo d’Irlanda e canta che ti passa»”, citando una nota canzone della Mannoia.

Esplode la polemica dei social, dunque soprattutto fra quelli che non hanno molto da fare. Tutto a uso e consumo degli spettatori? Nella società dello spettacolo e della democrazia liquefatta, tutto perde consistenza e tutto sembra essere anche quando non è. Una farsa permanente.

Obietta la giornalista Lilli Gruber: «Mai andare contro corrente, si rischia di non arrivare alla meta». Sì, ma la meta è vincere Sanremo o che?

«Così remiamo, barche controcorrente, risospinti senza sosta nel passato«» potrebbe obiettare lo scrittore Francis Scott Fitzgerald. Saremo costretti ad andare in eterno controcorrente per fuggire da un passato oscuro che con la sua lunga mano ci riporta nell’abisso fascista?

Alessandro Manzoni, il papà della lingua italiana nazionalpopolare, ragionava così sull’insensatezza dell’odio:«È uno de’ vantaggi di questo mondo, quello di poter odiare ed essere odiati, senza conoscersi». Vantaggio per chi scatena l’odio sì; non certo per l’odiato, come ci rammentano i campi di sterminio.

Fiorella Mannoia, comunque ha risposto chiaramente a Salvini – ironia del nome, è proprio uno di quelli che non vuole salvare chi ha bisogno di aiuto – proprio con la canzone che il ministro dell’Odio ha incautamente citato. Sentite qui:

«Dal Donegal alle isole Aran /

E da Dublino fino al Connemara /
Dovunque tu stia viaggiando con zingari o re /
Il cielo d’Irlanda si muove con te /
Il cielo d’Irlanda è dentro di te».

Redazione
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