Corona e divieti: Illudersi, sperare…

… e pregare. O invece cambiare musica!?

49esima puntata dell’«Angelo custode» ovvero le riflessioni di ANGELO MADDALENA per il lunedì della bottega

Stiamo arrivando al livello della parodia del poliziotto svizzero di Aldo Giovanni e Giacomo, in cui Aldo per salvare il signor Rezzonico spara ai passanti e ammazza chiunque gli capiti a tiro. Questa sera un mio amico – scherzando scherzando – mi ha detto: «se ti vedo passeggiare per strada ti faccio sparare!». Poi mi ha detto che era una rievocazione di Schillaci che ai mondiali del 1990 disse a un calciatore che gli aveva fatto quattro falli: «Ti faccio sparare», ma si capiva dal labiale, non si sentiva la voce. Allora ho spiegato al mio amico che in Sicilia, per dire «vai a farti fottere», si dice «va fatti sparari».

Per tornare a oggi: c’è chi invoca i braccialetti per controllare i movimenti delle persone. Vuol dire che abbiamo perso la brocca. Ma tutto ciò viene da lontano. Certo adesso c’è un movimento repentino ma tutto era preparato bene: dalle Torri Gemelle, anzi da Genova 2001 agli allarmi meteo passando per i militari nelle strade dal 2009 in poi con le operazioni Strade sicure, e adesso siamo alla prova finale, al culmine. Una mia amica mi faceva notare, per l’ennesima volta, che è una questione di sicurezza: per evitare i contagi e per un motivo sanitario, di esaurimento dei posti letto negli ospedali ecc ci chiedono di stare una settimana a casa, o due settimane. E allora io le facevo notare che, in base a questo criterio, nei Paesi africani dove ci sono molte epidemie, ebola, morbillo che uccidono milioni di bambini, cosa dovrebbero fare?

Lei ha anche detto: quelli che sono andati dal nord al sud due settimane fa sarebbero “da fucilare”. Un modo di dire, ma qualcosa non torna, come nella pagliacciata delle canzoni dei balconi e nelle radio unificate per cantare l’Inno di Mameli (di questo ha scritto db nel blog).

Io mi chiedo: “Riuscirò a dormire questa notte?”. Sì, grazie agli sketch di Aldo Giovanni e Giacomo! In realtà è vero che questo clima mette un po’ di fibrillazione, incuriosisce intriga. Chi sta facendo affari d’oro sono tutti gli organi di informazione che speculano sull’emergenza o chi lo fa sulle visualizzazioni di youtube ecc. Qui ci sono cascato anch’io: una sera mi sono fatto prendere da un video di Diego Fusaro. Appare coraggioso e fuori dal coro, anche se è di un orientamento populista di destra con qualche parvenza di sinistra (*).

Io vorrei non vedere né ascoltare nessuna notizia in questi giorni, ma è un bombardamento micidiale. Credo sia quella la vera guerra: psicologica e mediatica. O meglio dall’assalto dei virus si costruisce l’aggressione mediatica al nostro sistema psicologico e di intelligenza, invasione dell’immaginario e via. Unica via d’uscita è la comunicazione orale, che in questo periodo è difficoltosa. Ci stanno isolando anche se per ora rimangono spazi. Ma se ci terrorizzano sempre di più va a finire che ci mettono uno contro l’altro.

Per adesso ancora c’è spazio per la comunicazione diretta, per quella telefonica, controllata. Però si dice che vogliono seguirci con le fotocellule dei telefonini per vedere se usciamo e dove andiamo: proprio una favola, un paradiso… post psichiatrico.

«Andrà tutto bene» però: basta una canzone patriottica e sconfiggiamo il nemico… O forse sarebbe meglio cambiare musica?

PS – C’è chi dice: facciamolo per i nostri medici che lavorano 16 ore al giorno negli ospedali. L’unico amico medico lavora in un ospedale in prima linea a Milano: mi ha detto che fare una passeggiata ogni tanto può essere salutare e fors’anche necessario per non uscire di testa. Certo con intelligenza e responsabilità, è chiaro che non si tratta passeggiare per ore e ore in giro città.

E c’è chi dice: pensa ai nostri nonni, che dovevano andare in guerra, a noi ci chiedono “solo” di stare a casa. E allora sì penso a mio nonno: è voluto ripartire per il fronte della seconda guerra mondiale, dopo la disfatta di Caporetto, anche se era ferito. Il suo messaggio fu: pur di non stare a casa vado a fare la guerra! Figuriamoci cosa avrebbe detto a chi oggi ti vuole imporre di non fare neanche una passeggiata di 10 minuti da solo in strade deserte! E poi penso a Cioran, il quale diceva che gli antichi cercavano un nemico da affrontare mentre noi moderni cerchiamo un amico da cui scappare!

(*) Libero ovviamente Angelo di ascoltare Diego Fusaro ma libere/i noi della piccola redazione del blog di ricordare che – come più volte scritto in “bottega” – Fusaro è organicamente legato agli squadristi di Casa Pound. In apparenza fuori dal coro eppure sempre coccolati proprio dal “coro” cioè dai grandi media, con tanti poliziotti e giudici a chiudere gli occhi sui loro crimini: strana (ma comoda) la vita dei “fascisti del terzo millennio”.

QUESTO APPUNTAMENTO

Mi piace il torrente – di idee, contraddizioni, pensieri, persone, incontri di viaggio, dubbi, autopromozioni, storie, provocazioni – che attraversa gli scritti di Angelo Maddalena. Così gli ho proposto un “lunedì… dell’Angelo” per aprire la settimana bottegarda. Siccome una congiura famiglia-anagrafe-fato gli ha imposto il nome di Angelo mi piace pensare che in qualche modo possa fare l’angelo custode della nuova (laica) settimana. Perciò ci rivediamo qui – scsp: salvo catastrofi sempre possibili – fra 168 ore circa che poi sarebbero 7 giorni. [db]

LE IMMAGINI SONO SCELTE DALLA BOTTEGA: la prima di Danilo Maramotti è ripresa in rete, la seconda è di Giuliano Spagnul.

La Bottega del Barbieri

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