Cuba: medicina, scienza e rivoluzione, 1959-2014

Recensione al libro di Angelo Baracca e Rosella Franconi (Zambon Editore, 2019)

di David Lifodi

Se la Rivoluzione cubana è riuscita ad arrivare fino ai giorni nostri senza snaturarsi, ma, anzi, sorprendendo il mondo intero per la sua specificità e vedendo il suo successo riconosciuto a livello internazionale, lo si deve anche alla creazione di un servizio sanitario gratuito al livello di quello dei paesi sviluppati e ad un sistema scientifico assai avanzato le cui basi furono poste fin dai primi mesi successivi al 1° gennaio 1959.

Partono da qui Angelo Baracca e Rosella Franconi che, nel loro Cuba: medicina, scienza e rivoluzione, 1959-2014, spiegano i motivi per cui nell’isola caraibica servizio sanitario e scienza sono all’avanguardia. Liberarsi della subalternità, evidenziano gli autori, è stata una sfida costante nella storia di Cuba, non a caso, nel discorso tenuto il 15 gennaio 1960 all’Accademia delle Scienze dell’Avana, Fidel Castro disse: “Il futuro della nostra Patria dev’essere necessariamente un futuro di uomini di scienza, di uomini di pensiero perché è precisamente quello che stiamo più seminando”.

Non è un caso che, fin dall’inizio, il governo rivoluzionario abbia deciso di dare la priorità alla costruzione di un sistema scientifico moderno e organico. Tra i primi ad esserne convinto vi era lo stesso Che Guevara, che esortava a “cercare di utilizzare la tecnologia migliore del mondo, senza timore di avere qui la tecnologia migliore del mondo e il più presto possibile sviluppare tecnici capaci di operare in questi impianti”.

Oggi i risultati scientifici raggiunti da Cuba sono talmente soddisfacenti che ad accorgersene sono stati i paesi latinoamericani, seguiti a ruota dagli Stati uniti. Nell’ambito dei programmi di cooperazione sud-sud e di diplomazia medica, i medici cubani hanno svolto un lavoro eccellente in Brasile e Venezuela, almeno fin quando associazioni mediche sostenute dalle destre continentali hanno scioperato per protestare contro i loro colleghi cubani, percepiti come potenziali concorrenti nella ricerca del posto di lavoro. Eppure, gran parte della popolazione brasiliana e venezuelana vedeva con favore la presenza dei medici cubani, soprattutto perché fino ad allora non avevano visto un medico non solo nelle vicinanze, ma anche interessato a curarla. Programmi come il Mais Médicos in Brasile e l’Operación Milagro in Venezuela sono stati elogiati anche dalla prestigiosa rivista medica The Lancet.

Se Cuba vanta una percentuale di medici, tecnici e scienziati addirittura superiore a quella di molti paesi avanzati, si deve principalmente ad una scelta strategica, quella di puntare sulla promozione della medicina e della salute, ritenuta un diritto umano per tutti i cittadini e di conseguenza una priorità nazionale. Nel 1961 venne creato il Ministero della salute pubblica, in concomitanza con la debellazione di malaria, difterite e altre malattie tuttora presenti in molti paesi in via di sviluppo. Nel 1966 fu la volta degli Istituti di Endocrinologia, Cardiologia e Chirurgia cardiovascolare, Neurologia e Neurochirurgia, Oncologia, Ematologia e di molti altri. Inoltre, lo sviluppo dell’Accademia delle Scienze, la nascita dell’Università politecnica e del Centro Nacional de Investigaciones Científicas, e non ultimo l’arrivo a Cuba di fisici e biologi europei (tra cui anche molti italiani) servirono per far compiere un ulteriore passo avanti.

La scommessa di Cuba sulla ricerca scientifica ha finito per suscitare un forte interesse anche tra gli scienziati statunitensi. Nel 2016, alla American Physical Society, furono poste le basi per “una nuova era di cooperazione nella fisica tra i due paesi”. In precedenza, nel 2014, la tavola rotonda “Diplomazia scientifica con Cuba: progressi e opportunità”, aveva rappresentato un’altra opportunità di contatto tra gli scienziati dei due paesi. Già nell’era Trump, era sorta anche la Innovative Immunotheraphy Alliance S.A., prima impresa mista cubano-statunitense dedicata a sviluppare e a mettere in commercio farmaci innovativi cubani per cittadini Usa affetti da cancro.

Difficilmente, nel breve periodo, la collaborazione Usa-Cuba potrà proseguire, soprattutto per via della presidenza Trump, ma il volume di Angelo Baracca (fisico, storico e critico della scienza, con alle spalle 25 anni di lavoro con la Facoltà di Fisica dell’Università dell’Avana) e Rosella Franconi (ricercatrice e autrice di lavori e brevetti tecnologici) rappresenta un’opera unica nel suo genere perché unisce la divulgazione scientifica all’impegno politico legato ai diritti di Cuba e di tutti i sud del mondo.

Cuba: medicina, scienza e rivoluzione, 1959-2014

di Angelo Baracca e Rosella Franconi

Zambon Editore, 2019

€ 15

David Lifodi
Sono nato a Siena e la mia vera occupazione è presso l'Università di Siena. Nel mio lavoro "ufficioso" collaboro con il sito internet www.peacelink.it, con il blog La Bottega del Barbieri e ogni tanto pubblico articoli su altri siti e riviste riguardo a diritti umani, sindacalismo, politica e storia dell’America latina, questione indigena e agraria, ecologia.

3 commenti

  • Gianni Hochkofler

    Bravissimo Davide, anche se queste cose le conosco da tempo, ritengo importantissimo che queste notizie “scomode” vengano diffuse in Italia. Vivo a Ginevra sede dell’OMS, faccio parte di Suisse Cuba e di MédiCuba, inoltre partecipo a tutte le inziative di sostegno e di appoggio a Cuba e Venezuela e conosco personalmente l’ambasciatore cubano presso le Nazioni Unite Ivan Pedroso, Appena posso mi procuro il libro, per intanto lo diffondo ai miei contatti a Verona e nel resto dell’Italia.
    Prossimamente ti mandero’ qualche cosa di mio sull’Argentina e il rugby,
    Cari saluti,
    Gianni Hochkofler

  • Buongiorno Gianni, sono contento che la recensione ti sia piaciuta, ma il merito è soprattutto degli autori che hanno fatto un gran lavoro.
    Se mi mandi qualcosa di tuo su Argentina e rugby lo leggerò molto volentieri!
    David

    • Gianni Hochkofler

      Caro David prossimamente vado a Verona dove posso trovare il libro. Ho mostrato la tua recensione al presidente di Suisse Cuba a Ginevra che é interessato a farne un’edizione in francese. Puoi contattare l’editore e gli autori se sono d’accordo e a che condizioni.
      Buon lavoro,
      Gianni Hochkofler

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