«Dark Italy» e «I signori della notte»

Horror e dintorni: db va “maratonando” fra due antologie italiane

Volete l’estrema sintesi? «Dark Italy» (*) nell’insieme vale la spesa, «I signori della notte» (**) mi ha convinto meno.

Spiego? Superata fiaccamente l’introduzione di «Dark Italy» mi getto nel primo racconto ovvero «La tremenda coalizione telepatica di Bassavilla» dell’onnipresente Danilo Arona: trama ricca e strana… Forse l’idea meriterebbe di essere ampliata. Se fossi un prof direi che il ragazzo è promosso. A pieni voti – si dice così? – passa anche «Il cimitero dei palloni» di Cristiana Astori. Promosso con qualche minima esitazione «Vertigine nera» di Mauro Boselli: bello nel suo genere (di montagna) ma lo svolgimento si intuisce quasi dall’inizio.

Il prof db dovrebbe astenersi dal “dar voti” a Maurizio Cometto per un (inconscio) conflitto di interessi o “pre-giudizio positivo”: al prof db infatti ‘sto Cometto piace al punto che l’apprezza già prima che il racconto sia pubblicato e questo non è bello. Nel caso di «Via da Magniverne» (letto e riletto) se db cercasse di essere obiettivo direbbe «molto bello». Con la puntualizzazione che Cometto non riesce a essere horror neppure se si sforza: la sua dimensione si colloca fra il pittore Chagall e Dino Buzzati con qualche unghiata alla Cortazar.

Lo stesso «molto bello» va a «L’odore dei luoghi vuoti» di Davide Mana: l’odore di quel caffè e della Fiat Mirafiori resterà a lungo nel condotto naso-cervello di chi leggerà. Così all’autore perdono perfino un paio di cadute perché tutto il resto è scritto con rara originalità.

«Ognissanti» di Samuel Marolla è un horror quasi classico ma ben scritto. Già conoscevo «Il carnevale dell’uomo cervo (Gl’cierv)» di Luigi Musolino e rileggerlo mi ha confermato la prima – e buona – impressione. E’ lungo «Farfalle rosse» di Gianfranco Nerozzi ma tiene bene sino alla fine. L’ultimo racconto di questa antologia è «Il canto della città» di Claudio Vergnani: si fa leggere ma è quello che mi ha meno convinto.

Orribile (non horror) la breve prefazione di Andrea Pinketts all’antologia «I signori della notte» e un po’ troppo egocentrica la nota del curatore, Luca Raimondi. Il prof db cerca di non farsi condizionare dall’esordio e inizia a leggere senza pregiudizi. Ma il primo racconto – «Cavaliere del lavoro sucaminchiaque» del duo Stefano Amato e Angelo Orlando Meloni – senza però restare convinto, tanto meno avvinto. Subito dopo c’è il bravo Danilo Arona… ma «La forca dei lamenti» non è proprio fra le sue cose migliori: qualche loffiaggine di troppo nella scrittura per chiudere con una brutta «Nota dell’autore» dove ci si arrampica su complotti, si scivola su Renè Guenon – ancora? – per banalizzare e precipitare sul Club Bildeberg.

Andrà meglio dopo? Mica tanto: «Color grigio sangue» di Fabio Celoni mi è parso ovvio e tirato per le lunghe. Perfino il mio “cocco” – cioè Maurizio Cometto – quasi mi tradisce: il suo «Turno di notte» è bellino ma ovvio. Un sintetico «bah» per il racconto successivo cioè «Le nane» di Silvana La Spina.

Ecco finalmente un racconto bello (senza se, senza ma): il breve «Occhi, naso e bocca» di Fabio Lastrucci. Originale e ben scritto anche il successivo, «La sanguigna» di Nicola Lombardi.

Subito dopo purtroppo un altro dei miei «bah»: lo appiccico ad «Alice oltre lo specchio» di Giuseppe Maresca.

Davvero bellino e con un finale abile a “sbeffeggiare” chi legge è «L’argento e l’ombra» di Gianluca Morozzi. Pure il racconto seguente – «Appena dopo il crepuscolo» di Fabio Mundadori – è bellino ma troppo prevedibile nella sua evoluzione. Senza infamia né lode «Sangue del mio sangue» di Sacha Naspini mentre «Le lacrime di Durga» di Stefano Pastor ha il pregio di proporre scenari originali. Il mio terzo e quarto «bah» vanno agli ultimi due racconti cioè «Mostri e mostricciatoli» di Luca Raimondi e a «All’ora dei vespri» di Lea Valti.

L’insieme non regge. Troppo cattivo il prof db? Sono gusti è ovvio ma secondo me qui c’è un eccesso di fretta (o una selezione troppo generosa). Certo il tema era “stretto” ma a dimostrare che perfino a Dracula si può ricamare un nuovo mantello c’è il racconto di Morozzi mentre a Lastrucci bastano poche pagine per incantare.

(*) Autori Vari «Dark Italy» (best italian horror) con prefazione di Franco Pezzini: Acheron Books, 290 pagine per 13 euri

(**) Autori Vari «I signori della notte» (storie di vampiri italiani) a cura di Luca Raimondi, prefazione di Andrea G. Pinketts: Morellini editori, 310 pagine per 16 euri

L’IMMAGINE IN APERTURA è di Roland Topor.

Daniele Barbieri
Un piede nel mondo cosiddetto reale (dove ha fatto il giornalista, vive a Imola con Tiziana, ha un figlio di nome Jan) e un altro piede in quella che di solito si chiama fantascienza (ne ha scritto con Riccardo Mancini e Raffaele Mantegazza). Con il terzo e il quarto piede salta dal reale al fantastico: laboratori, giochi, letture sceniche. Potete trovarlo su pkdick@fastmail.it oppure a casa, allo 0542 29945; non usa il cellulare perché il suo guru, il suo psicologo, il suo estetista (e l’ornitorinco che sonnecchia in lui) hanno deciso che poteva nuocergli. Ha un simpatico omonimo che vive a Bologna. Spesso i due vengono confusi, è divertente per entrambi. Per entrambi funziona l’anagramma “ride bene a librai” (ma anche “erba, nidi e alberi” non è malaccio).

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