Discutendo con Filippo, siciliano che vota Salvini

Ottava puntata dell’«Angelo custode» ovvero le riflessioni di ANGELO MADDALENA per il lunedì della bottega. E in coda notizie sul nuovo cd.

Da facebook alla lettera “antica”: accoglienza, alternativa al parlamentarismo e lotta dal basso, spese militari e la partita Israele-Argentina

Dopo un breve scambio con un amico siciliano e una mia compaesana che abita vicino Milano, ho deciso di spostare alla dimensione più “meditativa” il nostro confronto. Lui stesso (l’amico compaesano ed ex compagno di scuola) aveva detto che fb non è il luogo adatto per certi discorsi. Prima di perdere di vista certi spunti emersi nei msg scambiati, e per evitare una deriva emotiva o troppo immediata, ho scritto questa lettera al mio amico Filippo, al quale voglio tanto bene, nonostante le sue “distrazioni” prima berlusconiane e ora salviniane.

Caro amico, mi dici: «con gli ideali non si avanti, anche se io li apprezzo». Dici pure che hai votato Salvini perché non volevi votare per i radical chic della sinistra né per il vecchio di 82 anni (che sarebbe Berlusconi) però anche nel governo “giovane e nuovo” e del cambiamento c’è un vecchio di 81 anni, tale Savona: non per disprezzare gli ottantenni ma per ricordarti l’illusione del cambiamento gattopardesco.

Ti rispondo: non è la delusione della sinistra e della destra a giustificare chi ha votato gente ambigua come Salvini, di una destra subdola e arrivista.Più che xenofobo e razzista, io lo definisco “senza serietà” perché dalla Lega dell’indipendentismo opportunista si è spostato sul nazionalismo di comodo, e tu come altri – siciliani e in generale italiani – vi siete fatti prendere per il culo (il 3 giugno un servizio di copertina del settimanale L’Espresso ricordava i finanziamenti legali e segreti della Lega di Salvini).

Quando Antonella ti dice che ha votato PD e avrebbe preferito un’alleanza PD-5Stelle, tu rispondi con un linguaggio “parlamentarista”. La cosa è triste perché, insieme a quello che dicevi prima, esprime una pochezza dell’immaginario. Della serie: non esiste nulla al di là delle beghe del Parlamento, del gioco di potere dei partiti ecc. Non sono un ingenuo, so che purtroppo il potere dei partiti e del sistema parlamentare è forte, però credo lo sia ancora di più nella misura in cui ci pieghiamo e lo sosteniamo con la “pochezza” (scarsità, miseria, inaridimento) del nostro immaginario. Quando dici «ho votato Salvini per non votare gli altri due schieramenti» (so che hai quasi sempre votato a destra e forse per un breve periodo 5 Stelle) mi viene da dire: potevi fare molte altre cose. Provo a elencarne alcune: non andare a votare; costituire una lista civica o contribuire a costituirne una. A novembre si è costituito un nuovo movimento denominato Potere al Popolo, un esempio di come si può costituire qualcosa dal basso: potevi votare per loro, che sono fra i pochi, insieme al Partito Comunista di Marco Rizzo, a parlare dell’urgenza di togliere fondi alle spese militari. Ci sono miriadi di possibilità dal basso, con movimenti di base e discussioni importanti per il solo fatto di uscire da certe gabbie ideologiche o partitiche. Tempo fa sempre su fb ti ho citato alcune possibilità, in linea con quello che dicevi tempo fa circa l’opportunità per noi siciliani di pagare meno i viaggi (navi, aerei, treni) per andare dalla Sicilia al continente. Credo sia un orizzonte di senso, forse riduttivo: io parlerei di tutti, italiani e stranieri, cioè di un diritto e dovere ad autoridursi i biglietti dei mezzi pubblici ecc. In Germania, a Templin, da vent’anni i residenti non pagano i mezzi pubblici, quindi c’è anche la via istituzionale e non solo quella “anarcoide” che, a tuo dire, proporrei io. La mia via però è la più “equa e solidale”, benché autogestita, per creare benessere sociale, liberazione dalle frustrazioni, dai ricatti sociali (il biglietto di un mezzo pubblico diventa strumento di repressione e oppressione psicosociale). Tu dicevi: «emica mi posso nascondere negli aerei per non pagare». Tu però usi l’automobile privata e pochissimo i treni, gli aerei e i mezzi pubblici urbani. La questione non è “come” ma, come diceva Antonella, «il dove guardiamo». Se tu sostieni teoricamente e moralmente e fino in fondo l’importanza di liberarsi di certe oppressioni o alleggerire i pesi economici e sociali (ridurre le tariffe dalla Sicilia al continente) poi non ti puoi concentrare sui disperati senza difese e senza niente che dovrebbero essere ricacciati indietro sotto la falsa e ipocrita motivazione che alcune imprese di sinistra (e anche di destra e di centro) speculano sull’accoglienza. Forse dovresti dire: io non voglio che vengano, perché sono ottuso, perché sono privilegiato e non voglio vedere la sofferenza altrui causata anche dal nostro modello di sviluppo. Invece ti nascondi dietro il paravento del “business dell’accoglienza” come se fosse colpa dei migranti. Per pulirsi l’immaginario dalla merda mediatica io invece guardo a tante realtà di accoglienza fatte bene e soprattutto non mi nascondo che accogliere è l’unica via per non soccombere in un mare di indifferenza e ottusagine e alienazione.

Qualche giorno fa anche Filippo ha postato su fb il video di un tafferuglio che, secondo chi ha lanciato il video, sarebbe successo a Pisa nei giorni scorsi. C’è una macchina dei carabinieri e un gruppo di ragazzi africani. Un carabiniere scende e un ragazzo africano lo colpisce (debolmente sembra) alla testa con una manata. Non si sa bene che è successo. E dunque cosa dimosrerebbe quel video? Si sa invece che il 2 giugno è stato ucciso un africano a San Calogero, vicino Rosarno: Sacko Sumayla veniva dal Mali, 29 anni e un regolare permesso di soggiorno. Lavorava nella piana di Gioia Tauro dieci ore al giorno per pochi euro, era un sindacalista e si batteva per i diritti, contro lo sfruttamento dei braccianti e la nuova schiavitù.

Mi viene da pensare se certi video di africani che “assaltano” una macchina dei carabinieri a Pisa (ma tutto sembra molto scenografico) non siano diffusi proprio per occultare l’assassinio di Sacko Sumayla che provava ad alzare la testa per mostrare il vero volto (o uno dei brutti volti dimenticati o rimossi) del nostro Sistema-Paese e dell’Occidente in generale.

Il 7 giugno una notizia interessante (anche se non c’entra con il discorso sin qui fatto): il rifiuto della squadra di calcio dell’Argentina a giocare una partita amichevole con Israele. La partita si sarebbe dovuta svolgere a Haifa ma poi è stata spostata a Gerusalemme. Un gesto non apprezzato dai palestinesi e neanche dalla squadra argentina perchè avrebbe avallato con un evento sportivo (come il precedente Giro d’Italia con partenza da Gerusalemme, anch’esso al centro di proteste) la provocazione del governo di Benjamin Netanyahu  –subito  appoggiato da Trump – di far diventare Gerusalemme la capitale di Israele.

A proposito di migranti che sarebbero all’origine dei problemi sociali ed economici dell’Italia, leggo su «il manifesto» del 7 giugno una notizia ci aiuta a fare chiarezza sulle “perdite” economiche e anche sula viltà dei nostri politicanti in relazione all’industria militare degli Stati Uniti. Roberta Pinotti, il ministro della Difesa, senza neanche discuterne con il nuovo Parlamento (a governo Gentiloni “scaduto”) ha firmato un accordo con gli Usa per acquistare altri otto caccia bombardieri F35. Lo denuncia l’Osservatorio sulle spese militari italiane Milex: 150 milioni di euro l’uno è il costo medio reale calcolato per gli F35 dall’ultima relazione della Corte dei Conti. Però da 22 jet (entro il 2021) ora si passa a 30.

Alla mia osservazione sulle spese militari come vere responsabili del collasso economico del nostro Paese come di altri (ahimè con le armi vendute non si fanno falci o trattori) l’amico Filippo rispondeva cercando di vagheggiare (le Sette Sorelle del petrolio ecc.). Purtroppo i dati sulle spese belliche sono poco ricordati dai social e dagli allocchi che si fanno fomentare da politicanti come Giorgia Meloni, Matteo Salvini e altri con e senza stelle! E per quanto riguarda i 5Stelle sembra (ma dovrebbero essere più chiari) abbiano espresso perplessità sull’acquisto degli F35: vedremo come gestirà questi affari – o malaffari – Elisabetta Trenta, nuovo ministro della Difesa in quota M5S.

Segnalo che il 9 giugno, compleanno di Angelo Maddalena (una coincidenza non voluta) è uscito il cd «Strade e contrade»: qui sotto il comunicato. Se volete sentire alcune fra le 17 canzoni potete andare su yotube: cercate «Pietro non ha più la macchina» oppure «Genova ferita». [db]

   E’ uscito «Strade e contrade: di Liguria, di lago e di altrove», il nuovo cd autoprodotto di Angelo Maddalena

Diciassette brani nuovi e inediti: da Gigolò cattolico a Pietro non ha più la macchina, da Riviera di Ponente Ligure a Madri di Plaza de mayo, Donne della Liguria e altre, il periodo ligure di Angelo è fortemente presente ma anche i viaggi degli ultimi anni, per esempio quello a Buenos Aires. Mi sento come mi sento è il brano del passaggio dalla Liguria al lago Trasimeno dove Angelo si è trasferito nell’autunno 2017. Un repertorio di canzoni collaudate all’osteria Rosso di sera di San Feliciano e nei concerti (pochi e di qualità) dell’inizio 2018 (Casa Teatro di San Feliciano, PluriEstero a Enna, La stanza dello scirocco a Messina, CCCP di Ceriale, Libreria Calusca a Milano, Zenoteca di Perugia…). Strade e contrade abitate e ri-abitate, attraversate di cui Angelo sente e coglie la dolcezza con la malinconia degli incontri, l’amarezza e la disperazione, ma quasi sempre lo sguardo autoironico e tragicomico sublima “il dolore collettivo”.

Chi acquista il cd entro il 15 giugno paga 15 euro con spedizione gratuita. Il pagamento può essere effettuato tramite bonifico all’IBAN seguente IT79F0760105138231773631776, intestato ad Angelo Maddalena; oppure con una ricarica su carta prepagata poste pay al numero seguente: 5333 1710 0849 9598, sempre intestato ad Angelo Maddalena

INFO: angelo.maddalena@gmail.com; 3881973465

QUESTO APPUNTAMENTO: Un “angelo custode” per iniziare bene la settimana?

Mi piace il torrente – di idee, contraddizioni, pensieri, persone, incontri di viaggio, dubbi, autopromozioni, storie, provocazioni – che attraversa gli scritti di Angelo Maddalena. Così gli ho proposto un “lunedì… dell’Angelo” per aprire la settimana bottegarda. Siccome una congiura famiglia-anagrafe-fato gli ha imposto il nome di Angelo mi piace pensare che in qualche modo possa fare l’angelo custode della nuova (laica) settimana. Perciò ci rivediamo qui – scsp: salvo catastrofi sempre possibili – fra 168 ore circa che poi sarebbero 7 giorni. [db]

LE VIGNETTE – scelte dalla “bottega” – SONO TUTTE DI VAURO.

Redazione
La redazione della bottega è composta da Daniele Barbieri e da chi in via del tutto libera, gratuita e volontaria contribuisce con contenuti, informazioni e opinioni.

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