tre piccoli grandi film di Hiroshi Teshigahara

di Ismaele (*),

non si finisce mai di scoprire vecchi autori e nuovi film, avevo iniziato a guardare i documentari pensando fossero molto belli, in realtà sono ancora più belli.

 

Otoshiana (Pitfall) – Hiroshi Teshigahara

una storia di Kôbô Abe, un grande scrittore giapponese, qui anche sceneggiatore, che racconta di sfruttamento e morte.
un povero minatore, alla base della scala sociale, riceve un’offerta di lavoro da non farsi sfuggire, e col bambino va incontro al suo destino, non sa cosa c’è dietro, e neanche lo spettatore fino alla fine.
un po’ come un western, un po’ cinema politico, un po’ film di fantasmi, ce n’è per tutti i gusti.
Hiroshi Teshigahara riesce a tenere alta l’attenzione per tutto il film, è un meccanismo a orologeria senza pietà e senza prigionieri.
un piccolo capolavoro da non perdere.
http://markx7.blogspot.it/2015/01/otoshiana-pitfall-hiroshi-teshigahara.html

 

Hokusai

 

Antonio Gaudì

(*) Trovate questo appuntamento in blog ogni lunedì e giovedì sera: di solito il lunedì film “in sala” e il giovedì quelli da recuperare. Ismaele si presenta così: «“Tre film al giorno, tre libri alla settimana, dei dischi di grande musica faranno la mia felicità fino alla mia morte” (François Truffaut). Siccome andare al cinema deve essere piacere vado a vedere solo quei film che penso mi interessino (ognuno ha i suoi pregiudizi). Ne scriverò e mi potrete dire se siete d’accordo o no con quello che scrivo; ognuno vede solo una parte, mai tutto, nessuno è perfetto. Ci saranno anche film inediti, ma bellissimi, film dimenticati, corti. Non parlerò mai di cose che non mi interessano o non mi sono piaciute, promesso; la vita è breve non perdiamo tempo con le cose che non ci dicono niente» (db)

 

Francesco Masala
una teoria che mi pare interessante, quella della confederazione delle anime. Mi racconti questa teoria, disse Pereira. Ebbene, disse il dottor Cardoso, credere di essere 'uno' che fa parte a sé, staccato dalla incommensurabile pluralità dei propri io, rappresenta un'illusione, peraltro ingenua, di un'unica anima di tradizione cristiana, il dottor Ribot e il dottor Janet vedono la personalità come una confederazione di varie anime, perché noi abbiamo varie anime dentro di noi, nevvero, una confederazione che si pone sotto il controllo di un io egemone.

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